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Roma, 25 marzo h 16, P.za Indipendenza -” Presidio contro il regime fascista turco “

L’assemblea delle donne che hanno partecipato domenica 21 marzo alla festa del Newroz presso l’associazione culturale curda  ARARAT a Roma, ha condannato la criminale decisione del dittatore Erdogan di ritirare la sottoscrizione della Turchia alla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne e invita tutt@ a partecipare alla manifestazione/presidio per giovedì 25 marzo alle 16 in P.za Indipendenza, dove la voce delle donne arriverà all’Ambasciata turca lì vicino.

COMUNICATO DEL TJA

MOVIMENTO DELLE DONNE LIBERE CURDE

Il Movimento delle donne libere (TJA) condanna fortemente la decisione di Erdogan di ritirare la firma alla Convenzione di Istanbul, che tutela le donne contro la violenza, ed è al fianco di tutte le donne che hanno riempito le piazze e tutti gli insorti che hanno festeggiato il Newroz.

Ricordiamo che il potere maschile ha alimentato la propria esistenza sfruttando la violenza sulle donne e la distruzione dei diritti di tutti gli oppressi,ma c’è qualcosa che dimenticano e non tengono in conto: che la storia delle donne e dei popoli oppressi, che resistono con la forza, con l’intelligenza e le lotte, insegna che essi non permetteranno mai di mantenere la schiavitù che la mentalità dominante vorrebbe ancora oggi.

Le donne e gli uomini oppressi non hanno accettato l’alienazione,, la resa e la cultura dello stupro e continueranno a resistere per l’esistenza, difendendosi da questa mentalità e sventolando la bandiera della libertà.

Le donne non hanno lasciato le piazze e le strade, dove risuona il loro slogan “EM XWE DIPAREZIN “( CI DIFENDIAMO).

“Sono le donne che affollano le strade e le piazze con il motto “ Manteniamo in vita la Convenzione di Istanbul”; contro l’annullamento illegale della Convenzione, preparata con grande impegno e diligenza dalle stesse donne e dalle segrete ribelli che espongono i loro corpi fino alla morte per rompere l’isolamento assoluto e garantire la propria libertà.

Queste donne ribelli salutano tutte le altre donne che hanno gridato “Biji 8’ e Adarè” ( “Viva l’8 marzo”), con grande entusiasmo e determinazione nelle piazze del mondo, con lo slogan “Difendiamo la vita dall’isolamento contro il massacro delle donne l’8 marzo”

Commemoriamo con grande gratitudine coloro che furono un ponte di fuoco, le Semalar (nome di una martire per la libertà), che lottarono con grande sacrificio nella nostra storia della libertà. Per difendere queste presenze, le donne di tutto il Kurdistan sollevano la bandiera della libertà e, in particolare, il nostro fuoco, che ricorda a tutte noi che siamo presenti come donne e giovani che salutano tutto il popolo della Turchia.

Vincenzo Milucci

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