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Retekurdistan.it | 20 gennaio 2020

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La Turchia cerca di consegnare la regione di confine alla Fratellanza Musulmana

La Turchia cerca di consegnare la regione di confine alla Fratellanza Musulmana

3 gennaio 2020


La Turchia e il regime di Assad si sono incontrati rispetto alla situazione a Idlib. La Turchia cerca di sfruttare l’ostilità del regime nei confronti dei curdi e mira alla costituzione di un controllo da parte della Fratellanza Musulmana sulla zona di confine.

Nazım Daştan dell’agenzia stampa Mezopotamya ha scritto un’analisi sulle aspirazioni attutali della Turchia in Siria del nord. Mette in evidenza che la Turchia nei suoi colloqui con gli USA e l’Europa a lungo termine desidera una spartizione della Siria e la consegna della regione di confine alla Fratellanza Musulmana.

Con gli attacchi della Turchia alla Siria del nord e dell’est, la guerra civile siriana è entrata in una nuova fase e vengono creati nuovi rapporti di potere. Di pari passo va un nuovo calcolo degli stati coinvolti. Così la Turchia ha attaccato la Siria del nord e dell’est con il permesso degli USA e della Russia e si incontra con il regime di Assad per negoziare sull’eliminazione dell’Amministrazione Autonoma democratica. La Turchia vuole portare anche la Fratellanza Musulmana al tavolo dei negoziati con il regime.

L’attacco della Turchia ha portato a pesanti cambiamenti

Con l’ingresso della Turchia in città come Girê Spî e Serêkaniyê la guerra in Siria ha raggiunto un punto nuovo. Altro obiettivo degli attacchi che proseguono, sono ora Til Temir e Ain Issa. Attraverso gli attacchi con il permesso delle potenze internazionali, tra l’altro viene rafforzato il regime di Assad. Lungo in confine turco in alcuni punto sono state istituite postazioni militari di controllo.

La „opposizione“ siriana viene inviata in Libia

L’operazione-Idlib si mescola sempre di più con la guerra in Libia. Tutte le forze sono impegnate a rafforzare la propria posizione. Truppe della „Opposizione Siriana“ controllata dalla Turchia e da alcune altre potenze internazionali, composte da cosiddetti ELS, ENS e HTS sono già state trasferite in Libia. Il progettato invio di truppe turche nella regione non va visto in modo indipendente dai piani della Turchia in Siria del nord e dell’est. La Turchia cerca di imporre i suoi interessi tramite accordi lungo l’asse Libia, Iblib, Siria del nord e dell‘est.

Piani con la Fratellanza Musulmana

La Turchia si è messa d’accordo con la Russia e alcuni gruppi che si trovano a Idlib su un loro trasferimento in Libia e ora cerca di potare la regione di confine della Siria completamente sotto il controllo della Fratellanza Musulmana. La Turchia con questa intenzione conduce incontri con il regime siriano e la Russia e cerca di imporre una partecipazione della Fratellanza Musulmana ai colloqui. Dall’indipendenza della Siria nell’anno 1947 il regime e la Fratellanza Musulmana erano in forte conflitto. Negli anni ‚80 gli scontri tra la Fratellanza Musulmana e il regime hanno avuto un’escalation e i Baathisti uccisero migliaia di islamisti e loro famigliari. Il conflitto tra Fratellanza Musulmana e regime con il sostegno della Turchia nell’anno 2011 con l’inizio della guerra civile ha avuto una nuova escalation.

Il confine dovrà essere sotto il controllo della Fratellanza Musulmana

Come già in precedenza il governo AKP rappresenta il più grande sostenitore della Fratellanza Musulmana in Siria ma anche nell’intera area del Mediterraneo. Il governo turco cerca di imporre i propri interessi neo-ottomani attraverso la Fratellanza Musulmana e, insieme al Qatar, di respingere l’influenza dell’Arabia Saudita. In Siria il governo turco usa nella guerra gruppi salafiti da questo contesto per i priori interessi contro l’Amministrazione Autonoma della Siria del nord. Ora la Turchia cerca un accordo con il regime sulla base dell’ostilità nei confronti die curdi e per questo usa esattamente questi gruppi. La Turchia ha aperto a questi gruppi una zona che va da Efrîn, passando da Azaz e Cerablus fino a Serêkaniyê. La Turchia mira a far occupare da questi gruppi anche Kobanê, Dirbesîyê, Amûdê, Qamişlo e Dêrik e di creare in questo modo una cintura salafita.

Sostegno mancante

La Turchia cerca di imporre questo piano nei confronti di Europa e Russia per tutte le vie diplomatiche e politiche possibili. Il regime AKP si incontra perfino con il regime baathista della Siria, che per anni ha dichiarato arci-nemico, per procedere insieme a questo contro i curdi. Nonostante questo, finora questi colloqui non hanno avuto successo e la Turchia non è riuscita a ottenere sostegno a livello internazionale per il suo piano. Per questo cerca di sfruttare le contraddizioni tra NATO e USA per imporre i propri interessi.

La Siria viene divisa

Anche il regime siriano segue la propria tradizionale mentalità centralista, autoritaria e arabo-monista e invece che con l’Amministrazione Autonoma, si incontra con il governo turco. Anche se la Turchia finora non ha avuto successo, insiste nel far passare il suo piano di insediamento. Ma questo piano non significa altro che la spartizione della Siria. Di questo dovrebbe essere consapevole anche il governo siriano. Inoltre questi gruppi in questo potrebbero acquisire forza e diventare ancora più pericolosi. Alcune forze descrivono questo piano come percorso a lungo termine per rovesciare il regime.

Fonte: ANF


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