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Retekurdistan.it | 18 gennaio 2020

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L’ONU condanna il massacro di Tel Rifat

L’ONU condanna il massacro di Tel Rifat

8 dicembre 2019


Le Nazioni Unite hanno condannato il massacro commesso dall’esercito turco Tel Rifat e hanno espresso preoccupazione per l’aumento dell’uso di IED – ordigni esplosivi artigianali – in zone abitate nel nordest della Siria.Le Nazioni Unite (ONU) hanno duramente condannato il massacro di dieci profughi nella città di Tel Rifat in Siria del nord e ne hanno attribuito la responsabilità a gruppi armati della Turchia. Nel fuoco di artiglieria dell’esercito turco e dei suoi proxy jihadisti sul cantone di Şehba in Siria del nord, il 2 dicembre hanno perso la vita dieci profughi di Efrîn sotto occupazione, otto di loro bambini tra i tre e i 15 anni.

Nel comunicato, Rupert Colville, portavoce dell’ONU per i diritti umani, esprime „preoccupazione“ sull’uso indiscriminato di ordigni esplosivi artigianali – nel gergo Nato „Improvised Explosive Device“ (IED) – contro quartieri residenziali in particolare nelle zone di occupazione dell’esercito turco e delle sue truppe ausiliarie. Dal cosiddetto accordo sulla tregua del 22 ottobre, l’organizzazione ha registrato un aumento di attacchi con IED nel nordest della Siria in zone abitate, compresi quartieri residenziali e almeno dodici mercati popolati, nonché in zone commerciali, tra cui con autobombe a Hesekê, Raqqa e Aleppo. Inoltre i casi verificati dall’ONU indicano che tra il 22 ottobre e il 3 dicembre ci sono stati almeno 49 attacchi con diversi tipi di ordigni artigianali. „43 di questi attacchi sono stati registrati in zone sotto il controllo delle forze armate turche e dei gruppi armati collegati. In seguito a questi attacci ci sono stati almeno 78 casi di morte tra la popolazione civile ( tra cui 53 uomini, sette donne e 18 bambini) . 307 persone sono rimaste ferite“, si afferma nel rapporto.

L’ONU invita le parti in conflitto a cessare immediatamente attacchi contro civili e strutture civili, così come attacchi indiscriminati e a indagare su tutti i casi di questo genere. „Stati che sostengono le parti in conflitto, anche se non partecipano direttamente alle ostilità, sono obbligati a rispettare e garantire il diritto umanitario in qualsiasi condizione. Chiediamo con fermezza agli Stati di intraprendere ogni misura possibile per fermare le violazioni da parte dei loro alleati. Ricordiamo a tutte le parti in conflitto la loro responsabilità di proteggere la popolazione civile e rispettare i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale.”

Fonte: ANF


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