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Retekurdistan.it | 15 dicembre 2019

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La Turchia ha ucciso 176 donne e ne ha rinchiuse altre 270 dall’invasione di Afrin

La Turchia ha ucciso 176 donne e ne ha rinchiuse altre 270 dall’invasione di Afrin

30 novembre 2019


Siria/Rojava- femminicidi. Il centro di documentazione delle violazioni nel nord della Siria (VDC-NSY), in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione  della violenza nei confronti delle donne, celebrata il 25 Novembre di ogni anno, ha pubblicato un rapporto. Questo documenta l’assassinio di 120 donne e il ferimento di altre 420 dall’inizio dell’invasione militare turca nel nord-est del paese dal 9 Ottobre 2019 al 24 Novembre dello stesso anno.

Il rapporto contiene informazioni sull’omicidio di 56 donne da parte delle guardie di frontiera turche lungo il confine siriano. Queste donne cercavano rifugio in Turchia mentre fuggivano dai combattimenti nel loro paese, allo stesso modo sulla morte di 83 bambini di meno di 14 anni su 445 rifugiati uccisi da Marzo 2011. Il centro ha documentato il ferimento di 120 rifugiati sui 416 che si trovavano alla frontiera turca.

Il centro di documentazione ha rivelato allo stesso modo che la Turchia e i suoi gruppi di opposizione armata alleati hanno imprigionato 270 donne su 5678 persone arrestate da Marzo 2018, ove la sorte della metà di loro è ad oggi sconosciuta. Inizio Novembre, i gruppi armati sostenuti dalla Turchia hanno arrestato 12 donne.

Almeno 6 casi di tortura ed esecuzione di donne sono stati documentati, tra cui l’assassinio della politica kurda Hevrin Khalaf da parte del gruppo Ahrar al-Sharqiya dell'”esercito nazionale” ingaggiato dalla Turchia. Oltre all’esecuzione di due infermiere di un’équipe di medici della Croce Rossa kurda sulla strada di Tal Abyad, il 12 Ottobre, e la cattura di una combattente delle unità di protezione femminile (YPJ), Cicek Kobani, che è stata trasportata da uomini armati legati a Failaq al-Majd, oltre alla mutilazione del corpo di Amara, combattente delle YPJ, a Ein Issa.

Il centro ha documentato la detenzione di una lavoratrice della Croce Rossa che è stata filmata da membri del gruppo ”Sultan Murad”, che minacciavano di ucciderla. Il Centro di documentazione delle violazioni ha dichiarato che il 15 Novembre, una giovane kurda, Roya Hanno Mustafa, originaria del villaggio di Ghazawa, nella campagna di Afrin, è stata rapita da uomini armati che si credeva fossero membri di Failaq al-Sham. È stato confermato che i genitori della giovane donna sono stati oggetto di ripetute minacce e ricatti da parte dei militanti di Failaq al-Sham, la famiglia, accusando il direttivo della milizia di aver rapito loro figlia per chiedere un riscatto.

Il 16 Novembre, la polizia militare ha arrestato una donna e tre persone ad Afrin (Farhad Sheik Abdi, Sarid Gharib Hesso e la moglie Ghalia Hassan), e li hanno portati in un luogo sconosciuto, secondo il Centro. Sherine Abdel Kader è stata arrestata ugualmente per aver protestato contro i gruppi di opposizione armata che avevano rubato la macchina di suo marito Kamiran Aman Ali. Suo marito era morto a causa dell’attentato del 12 Giugno contro il mercato di Al-Hal a Afrin. Al centro di Afrin, la polizia militare ha arrestato 7 persone, tra le quali 6 donne (Kadijha Qara Ali, Amina Qara Ali, Hayat Qara Ali, Fadela Mohammed, Fadela Krikou e Fadela Seydou.) Il Centro ha indicato che due di loro (Fadela Krikou, Hayat Qara Ali) sono state liberate a causa del deterioramento del loro stato di salute, mentre la sorte delle altre è ancora sconosciuta.

Fonte: North-Press Agency


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