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Retekurdistan.it | 15 dicembre 2019

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La Mesopotamia nel mezzo della crisi climatica – la diga di Ilisu la peggiorerebbe!

La Mesopotamia nel mezzo della crisi climatica – la diga di Ilisu la peggiorerebbe!

29 novembre 2019


Dichiarazione in occasione dello sciopero globale per il clima del 29 novembre 2019Nonostante le forti proteste in corso da anni a livello locale e internazionale, il governo turco nel luglio 2019 ha iniziato l’accumulo del bacino della diga di Ilisu nel Kurdistan del nord (turco). Il progetto Ilisu, previsto per la produzione di corrente elettrica nella parte superiore del corso del Tigri dal punto di vista ecologico e sociale distruggerebbe mezza Mesopotamia e peggiorerebbe la crisi climatica in Medio Oriente.

Dal punto di vista sociale, il progetto Ilisu sommergerebbe 199 villaggi e la cittadina di Hasankeyf e toglierebbe in larga misura la base di sostentamento a circa 100.000 persone. Mentre quasi tutte le persone colpite risulterebbero impoverite, il progetto andrebbe a vantaggio unicamente del governo turco, di alcuni grandi proprietari terrieri e di alcuni imprenditori.

Al completamento del progetto Ilisu, almeno circa 400 siti preziosi dal punto di vista archeologico nell’Alta Mesopotamia verrebbero allagati – qui ha avuto inizio la civiltà umana. A questo proposito è centrale la località di Hasankeyf sul Tigri, antica di 12.000 anni. Hasankeyf, come luogo abitato senza soluzione di continuità, con tracce di 24 culture è uno degli insediamenti più antichi dell’umanità e probabilmente è collegata a Göbeklitepe, il più antico complesso di templi dell‘umanità. Come museo a cielo aperto di tipo molto particolare, incastonato nella Valle del Tigri, corrisponde a 9 su 10 criteri UNESCO. Ma l’UNESCO tace. Per noi il progetto Ilisu è un genocidio culturale!

Dal punto di vista ecologico, Ilisu è distruttivo quanto nessun altro progetto in Mesopotamia. Perché fiumi della lunghezza complessiva di 400 km verrebbero inondati e sparirebbero dozzine di specie di piante e animali. Il Tigri è l’ultimo grande fiume del Medio Oriente che scorre liberamente; l’Eufrate è già completamente sbarrato e nella parte bassa è solo un rigagnolo. Con la deviazione delle acque del Tigri attraverso la diga di Ilisu e altri sbarramenti previsti, milioni di agricoltori e l’approvvigionamento di acqua potabile di città come Bagdad e Mossul sarebbero in pericolo.

La Turchia non riconosce i diritti di irachene e iracheni e usa l’acqua come arma per interessi di potere nella regione. Anche più a monte il progetto Ilisu viene usato come arma, si trova nella zona di conflitto militare tra l’esercito turco e la guerriglia curda.

Questa crisi idrica causata dall’uomo, che viene intensificata dal disboscamento nelle montagne del Kurdistan, viene ulteriormente rafforzata dalla crisi climatica. Il Medio Oriente a livello mondiale fa parte delle regioni più colpite dalla crisi climatica. Dalla fine degli anni ’90 le precipitazioni sono diminuite circa del 10%, molti ruscelli e laghi sono completamente prosciugati. Ora le Paludi Mesopotamiche nel sud dell‘Iraq – la più grande zona umida del Medio Oriente – attraverso il progetto Ilisu sono in grandissimo pericolo. Il prosciugamento di interi paesaggi aggrava anche le tempeste di sabbia fino in Iran. Oltre alla sparizione delle acque superficiali e alla riduzione delle falde acquifere, la qualità dell’acqua è in diminuzione a causa di acque di scarico dalle città e dall‘agricoltura, è un problema serio. Così negli ultimi anni decine di migliaia di agricoltori hanno lasciato il sud dell’Iraq in direzione delle città – nel sud dell’Iran succede lo stesso. Anche le attuali diffuse rivolte in Iraq hanno origine nella crisi idrica. Se non c’è un contrasto strategico, la crisi idrica colpirà in pieno l’intera regione.

L’accumulo attraverso la diga di Ilisu è appena iniziato, Hasankeyf non è ancora sommersa. Anche se il Bazar di Hasankeyf è stato abbattuto dalle ruspe e ancora altre persone sono state scacciate (visitate il nostro sito web per ulteriori informazioni), continua a esserci la possibilità di un’uscita da questo progetto catastrofico. A Hasankeyf e in tutta la Valle del Tigri c’è da difendere così tanta struttura sociale, ecosistema e patrimonio culturale, e alla fine anche il nostro clima. Nel mondo ci sono molti mega-sbarramenti e centrali nucleari che sono stati completati, ma non messi in funzione.

Il governo turco deve immediatamente fermare l’intero progetto Ilisu. Noi siamo certi che qualunque alternativa al progetto Ilisu sarà di grande utilità per la regione.

Non è mai troppo tardi per salvare Hasankeyf e il Tigri!

 29.11.2019

Iniziativa per Salvare Hasankeyf e Movimento Ecologico della Mesopotamia

Batman e Diyarbakir
www.hasankeyfgirisimi.net (inglese e tedesco)
email: hasankeyfgirisimi@gmail.com

 


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