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Retekurdistan.it | 15 dicembre 2019

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Appello di HDP contro il colpo di stato politico

Appello di HDP contro il colpo di stato politico

19 novembre 2019


Il regime di Erdogan è determinato a mantenere il suo dominio autoritario e illegale che negli utlimi 3 anni sta prendendo di mira le province curde. Dalle elezioni amministrative del 31 marzo 2019, le municipalità di HDP sono state sottoposte a costante minaccia e ad attacchi da parte del governo guidato dall’AKP e dei suoi alleati ultra nazionalisti dell’MHP.

Queste minacce hanno assunto un ulteriore rilevanza il 19 agosto 2019, quando il Ministro dell’Interno ha rimosso i Co-sindaci e ha sciolto i consigli comunali delle tre municipalità metropolitane amministrate da HDP di Diyarbakır, Mardin e Van.

Le municipalità di HDP e la volontà popolare che esse hanno rappresentato erano già state gravemente aggirate da quando il governo Erdogan aveva dichiarato lo stato di emergenza in Turchia a seguito del fallito colpo di stato del 15 luglio 2016, ha utilizzato tutto questo al fine di un ulteriore consolidamento autoritario.

In questo contesto un decreto governativo (N°647) è stato rilasciato a settembre 2016 che presto ha permesso, come rilevato da un rapporto delle Nazioni Unite del 2017:

“la sostituzione su larga scala dei funzionari eletti di origine curda in tutto il sudest della Turchia..con [designati dal governo centrale] “commissari”. In molti casi, i “commissari” sono stati designati immediatamente dopo l’arresto di funzionari eletti democraticamente, indica un alto grado di coordinamento tra la magistratura e il potere esecutivo.” [1]

Da settembre 2016 a febbraio 2018, 94 delle 99 amministrazioni gestite dal DBP (al tempo il partito gemello nelle amministrazioni locali) comprese 4 amministrazioni metropolitane e 10 municipalità provinciali, nella regione curda sono state sciolte e sostituite con commissari.

Novanta-tre co-sindaci e più di centinaia di membri di consigli comunali sono stati incarcerati in varie condizioni. Sebbene lo stato di emergenza è terminato nel luglio 2018, le sue norme, compreso quelle relative alle amministrazioni locali, sono state ratificate come permanenti nel parlamento turco dalle leggi e sono rimaste intatte.

Nel periodo che precede le elezioni comunali 31 marzo 2019, 50 Co-sindaci curdi erano ancora in prigione, 29 dei quali sono stati agli arresti cautelari per più di due anni. In quasi tutti i casi dal 2016 al 2018, la rimozione dei sindaci curdi è stata fatta in particolare dalla legge antiterrorismo in Turchia.

Come ampiamente criticata da osservatori internazionali, questa legge con: ” La sua definizione ampia ed eccessivamente vaga di terrorismo, criminalità organizzata e propaganda, rende manifestamente impossibile determinare la natura precisa di tali reati,” e agisce come “uno strumento per la repressione dei dissidenti interni,” [2] ad un livello generale.. Questa arbitrarietà è tanto più acuta quando le accuse di “terrore” viene sollevata contro l’espressione di rivendicazioni curde, specialmente nel quadro del recente contesto di globale arretramento della tradizione dello stato turco di negazione dell’identità curda e del conflitto- un processo che ha acquisito uno slancio da quando Erdogan ha rovesciato il tavolo di negoziazione con i dissidenti curdi nell’aprile del 2015 e aveva dichiarato: “ Non esiste un problema curdo” e “ chiunque lo pronunci commette separatismo”.

Nelle elezioni amministrative del 31 marzo del 2019, HDP ha conquistato la maggioranza delle municipalità curde usurpate dal regime di Erdogan, e le pratiche illegali e autoritarie del regime sono state riprese. Prima di tutto, sebbene la legge elettorale turca richiede la pre-approvazione dell’eleggibilità da parte delle commissioni elettorali amministrative per ciascun candidato,a quasi un centinaio di candidati, che hanno vinto le elezioni è stato negato il certificato di elezione con il pretesto di precedenti o pendenti indagini contro di loro.

A sei candidati di HDP che hanno ottenuto la carica di sindaco nei distretti curdi, non è stato dato il certificato di elezione per il motivo che precedentemente erano stati dismessi dall’incarico pubblico co i decreti di emergenza del governo. Al loro posto, è stato garantito il certificato ai candidati dell’AKP che hanno perso il seggio. Inoltre ad ottantotto membri di consiglio comunale di HDP non è stato garantito il certificato di elezione dal Ministero degli Interni, presumibilmente di indagini penali in corso.

Il 19 agosto 2019, il Ministro degli Interni ha rimosso dall’incarico il Co-sindaco della Municipalità Metropolitana di Diyarbakir,Adnan Selçuk Mızraklı, Il Co-sindaco della Municipalità Metropolitana di Mardin Ahmet Türk, e la Co-sindaca della Municipalità Metropolitana di Van Bedia Ertan Özgökçe.

Nella sua dichiarazione scritta, il Ministero degli Interni, ha cercato di giustificare questo colpo di stato del governo sulla volontà elettorale per le indagini in corso per “terrorismo” nei confronti dei nostri sindaci. Il Ministro ha ribadito: “I sindaci che sono collegati a organizzazioni terroristiche o che sono stati trovati a sostenere organizzazioni terroristiche sono stati rimossi per effetto dell’articolo 127 della Costituzione e dell’articolo 47 della legislazione municipale n° 5393.”

Approvando la natura arbitraria e oscura delle accuse antiterrorismo, come indicato sopra, l’osservazione del Ministero vale uno scandalo solo per la dichiarazione disinvolta del verdetto in procedimenti penali in corso, e l’ammissione del controllo sulla magistratura dell’esecutivo.

Il Ministero dell’Interno ha anche elencato il sistema dei co-sindaci di Hdp come una motivazione per l’epurazione dei nostri sindaci, prendendo di mira questa pratica come “prova” del collegamento di HDP a “organizzazioni terroristiche”. HDP persegue il sistema della Co-presidenza in tutti i suoi organismi e a tutti i livelli della rappresentanza come politica di eguaglianza di genere.

Le amministrazioni locali non sono esenti da questa pratica. La legislazione municipale esistente non riconosce il sistema dei co-sindaci. Nonostante questo, abbiamo di fatto attuato questa pratica e con piena trasparenza pubblica consentito di nominare informalmente i nostri candidati al consiglio comunale nelle piattaforme elettorali amministrative come “Co-sindaci” in tutto il periodo della campagna elettorale. Per noi questa pratica è una componente essenziale di promozione dell’uguaglianza di genere nella rappresentanza politica, e noi riterremo un insulto difenderla contro qualsiasi accusa di terrore.

Dopo la rimozione dei tre co-sindaci delle municipalità metropolitane, altri commissari sono stati designati nella municipalità di Kulp della provincia di Diyarbakir il 17 settembre 2019. Il 16 settembre, il co-sindaco della Municipalità di Kulp è stato arrestato con l’accusa di “essere membro di organizzazione terroristica”. Sulla sua detenzione, il Ministro degli Interni ha designato i governatore del distretto per sostituire Mehmet Fatih Taş. Solo un giorno dopo la Municipalità di Kulp, la Co-sindaca di Karayazı municipalità della provincia di Erzurum,Melike Göksu, è stata rimossa dall’incarico il 18 settembre 2019. La giustificazione per la sua rimozione è stata quella che 7 anni e 6 mesi di pena detentiva erano state approvate contro di lei dalla Suprema Corte.

Il 15 ottobre 2019, la polizia ha fatto irruzione nelle municipalità di Hakkari, Yüksekova, Nusaybin e Erciş, e ha arrestato il co-sindaco di Hakkari Cihan Karaman, i co-sindaci di Yüksekova Remziye Yaşar e İrfan Sarı,i co-sindaci di Erciş Yıldız Çetin e Bayram Çiçek, e i co-sindaci di Nusaybin Semire Nergiz e Ferhat Kut. Il 17 ottobre i co-sindaci Cihan Karaman, İrfan Sarı, Remziye Yaşar, Semire Nergiz e Ferhat Kut sono stati arrestati con la tipica accusa di “svolgere propaganda terroristica” e di “appartenenza a organizzazione terroristica” .

Il 18 ottobre, il Ministero degli interni ha nominato “commissari” per sostituire i sindaci di Hakkari, Nusaybin e Yüksekova, che ha aumentato il numero delle municipalità di HDP gesite dai commissari a 9.

Il 22 ottobre 2019, commissari sono stati designati neelle municipalità distrettuali di Bismil, Kayapinar, Kocaköy. Lo stesso giorno, la Co-sindaca della municipalità di Diyarbakir di Kayapınar Keziban Yılmaz, il Co-sindaco della municpalità di Kocaköy Rojda Nazlıer ed il precedente sindaco della municipalità Meropolitana di Diyarbakir Adnan Selçuk Mızraklı, sono stati arrestati con l’accusa di essere membri di “organizzazione terroristica”.

Il 29 ottobre 2019 il Ministero degli Interni ha designato un altro commissario nella municipalità di Cizre a Sirnak, e il Co-sindaco Mehmet Zırığ è stato rimosso dall’incarico. HDP aveva ottunuto la municipalità di Cizre con il 76.99 % dei voti nelle elezioni amministrative di marzo.

La pressione politica sulle municipalità di HDP è aumentata continuamente a Novembre. Il 2 novembre 2019, commissari sono stati designati a Saray municipalità della provincia di Van e i Co-sindaci Caziye Duman sono stati rimossi dall’incariso. Due giorni dopo la municipalità di Saray, un altro commissario è stato nominato a Kiziltepe municipalità di Mardin. La Co-sindaca Nilüfer Elik Yılmaz è stata rimossa dall’ufficio. Il 13 novembre, commissari sono stati designati a Idil municipalità di Sirnak, a Yenişehir e Hazro municipalità di Diyarbakir e a Akpazar municipalità di Dersim. Il 16 novembre 2019, altri amministratori sono stati nominati a Suruç e Savur municipalità di Urfa, a Mazıdağı e Derik municipalità di Mardin. Con questi recenti sviluppi, il totale delle municipalità dove da agosto sono stati nominati commissari ha raggiunto 24 e da allora sono stati arrestati 14 sindaci.

Non solo epurazione dei sindaci ma anche la loro sostituzione con commissari designati al governo comporta un colpo di stato contro la volontà democratica curda. La legislazione municipale(n°5393) stabilisce che in caso un sindaco venga sospeso o rimosso dall’incarico, l’assemblea comunale elegge uno dei propri membri ad essere il nuovo sindaco.

Questa norma è stata osservata ogni volta quando, nel precedente mandato, i sindaci dell’Akp, dell’Mhp, e del CHP erano stai rimossi dall’incarico per un motivo o l’altro. Una clausola aggiuntiva all’articolo 45 della legislazione municipale nel 2016 estendeva questa regola per i “casi di sindaci rimossi per collegamenti con organizzazioni terroristiche” e autorizzava il Ministero dell’Interno e i governatori a designare individui per sostituirli.

Questa clausola di stato di emergenza è stata resa successivamente permanente ed è stata attuata senza nessuna eccezione nei casi di epurazione dei sindaci senza nessuna eccezione. Questa amministrazione speciale riflette l’ostilità eccessiva nei confronti dell’esistenza e dei diritti del popolo curdo, che è stata caratteristica costitutiva dell’arretramento autoritario della Turchia sotto la coalizione dell’AKP-MHP sin dal 2015. In questo processo non è stata soppressa soltanto la volontà democratica popolare attraverso l’epurazione dei loro rappresentanti parlamentari o amministrativi dai loro mandati, ma un regime di oppressione e di intimidazione è stato posto in essere nelle città curde per ostacolare le possibilità di una protesta popolare. Così recentemente nelle prime ore del mattino del 19 agosto, prima che la decisione dell’epurazione venisse diramata dal Ministero degli Interni, la polizia aveva posto in detenzione almeno 418 personaggi pubblici a Diyarbakir, Van, Mardin e in molte altre province attraverso irruzioni preventive di abitazioni. Dopo l’epurazione dei nostri sindaci, i governatori provinciali hanno vietato e preventivamente incriminato ogni forma di protesta come “sostegno al terrorismo” utilizzando un’altra forma di potere di emergenza.

Tuttavia, l’elettorato curdo si è schierato con forza a difesa dei loro diritti alla rappresentanza democratica. Negli ultimi due giorni, proteste di massa nonviolente si sono svolte a Diyarbakır, Van, and Mardin, che hanno incontrato la butalità della polizia. Centinaia di manifestanti sono stati posti in detenzione e decine sono stati feriti e ricoverati, compresi i deputati di HDP Feleknas Uca, Ayşe Acar Başaran, Tülay Hatimoğulları, Semra Guzel, Serpil Kemalbay, Remsiye Tosun, Kemal Pekoz, e Ridvan Turan.

È imperativo notare che questa ostilità discriminatoria nei confronti della volontà popolare curda comporta, e tuttavia cerca di nascondersi sotto una retorica nazionalista turca del “terrorismo”, un affronto più profondo e completo a tutto ciò che è rimasto dei principi della rappresentanza democratica e della regola di diritto nella Turchia di Erdogan.

La Turchia sta scivolando in una autocrazia istituzionale che è iniziata con l’epurazione dei parlamentari di HDP con la complicità totale degli altri prtiti di opposizione, compreso il Partito Repubblicano del Popolo (CHP). A meno che l’opposizione non-HDP prenda una posizione immediata e univoca contro questo colpo di stato incostituzionale contro la volontà popolare, è molto probabile che i comuni gestiti da altri partiti dell’opposizione saranno presto presi di mira allo stesso modo, come la Ankara e Istanbul gestiti dal CHP.

Come HDP, rimaniamo impegnati come mai prima a protestare contro questo colpo autocratico contro la volontà popolare del nostro elettorato come parte della nostra lotta per un sistema politico democratico pluralista, una potente democrazia locale e una pace sostenuta nel nostro paese. Esortiamo la più grande opposizione politica della Turchia e la comunità democratica internazionale a non perdere tempo ad agire contro questo colpo di stato e ad adempiere alla sua parte nel riportare la Turchia nel cammino della democrazia parlamentare e amministrativa e dello stato di diritto.

Hişyar Özsoy

Vice-Copresidente di HDP e responsabile degli affari esteri

Deputato di Diyarbakir
18 Novembre 2019

 

 

[1] Relazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla situazione dei diritti umani nella Turchia sudorientale, luglio 2015 – dicembre 2016.
[2] Proposta di risoluzione del Parlamento europeo intesa a concludere il dibattito sulle dichiarazioni del Consiglio e della Commissione a norma dell’articolo 123, paragrafo 2, del regolamento sulla relazione 2015 sulla Turchia (2015/2898 (RSP).

 


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