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Retekurdistan.it | 22 novembre 2019

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I curdi accusano Erdogan: “Contro il nostro popolo armi chimiche e crimini di guerra”

I curdi accusano Erdogan: “Contro il nostro popolo armi chimiche e crimini di guerra”

23 ottobre 2019


Parla Yilmaz Orkhan, dell’Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia. «A noi risultano siano stati uccisi 18 bambini, 235 adulti più tantissimi della Forza di democratizzazione.

«L’Onu o la Nato creino una no-fly zone e, se non è possibile, portino i caschi blu nelle zone in Siria occupate dalla Turchia». Lo invoca Yilmaz Orkhan, membro dell’Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia – Uiki, organismo che tramite il suo sito web chiede, tra l’altro, libertà per il leader del Pkk Abdullah Öcalan.

Qual è la situazione per i curdi al 22 ottobre?

Il 9 ottobre la Turchia ha iniziato ad attaccare, il 18 tramite i mediatori americani ha accettato il cessate il fuoco. Con il cessate il fuoco le forze turche dovevano ritirarsi dalla Siria. La Forza di democratizzazione della Siria, che include curdi, arabi e altri popoli, ha riferito che gli attacchi continuano sia come esercito turco e sia come gruppi che si muovono con la Turchia tra cui jihadisti portati da città come Afrin.

Il bilancio?

Fino a ora il bilancio dato a noi è 18 bambini morti, quasi 235 adulti uccisi, 677 feriti, e parlo di civili. Però sappiamo che tantissimi militanti della Forza di democratizzazione siriana sono stati uccisi, specialmente negli ultimi tre quattro giorni. Tra ieri e oggi ne hanno uccisi 35. Tantissimi cittadini sono sfollati, non possono vivere nelle loro case, villaggi e città, sono scappati dall’esercito turco o dai miliziani e devono lasciare la Siria.

A vostro giudizio cosa dovrebbero fare l’Italia e l’Europa adesso?

Abbiamo chiesto specialmente due cose. La prima: come Nato o come Onu devono creare no-fly zone o, se non è possibile, portare lì i caschi blu dell’Onu per rendere sicure queste zone sia nella parte turca che in quella curda. Altrimenti la volontà dei turchi è attaccare usando l’argomento che accusano i curdi di terrorismo. La seconda cosa: il primo giorno abbiamo chiesto che non siano vendute armi alla Turchia. La Comunità europea doveva prendere una posizione unica però alcuni paesi come l’Ungheria e la Bulgaria hanno frenato, per cui l’Ue non poteva decidere. È positivo che la Banca centrale europea abbia fermato totalmente i crediti concessi alla Turchia ma per fermarla l’Ue e l’Italia devono fare di più altrimenti non si fermerà mai. Sono state usati il fosforo e armi chimiche, sono azioni contro i diritti dell’umanità. Speriamo sia l’Italia sia la coalizione prendano posizione contro gli attacchi turchi per una soluzione diplomatica fondata sul dialogo e pacifica.

 

globalist


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