Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Retekurdistan.it | 10 dicembre 2019

Seleziona una pagina:
Scroll to top

Top

Nessun commento

Erdoğan è il minore dei problemi

Erdoğan è il minore dei problemi

13 ottobre 2019


Come mai la Turchia può agire in modo così criminale e tutti gli attori statali importanti la sostengono? Questa la domanda che pone Ramazan Mendanlioglu dell’alleanza Amburgo per il Rojava.

Gli USA e la Russia hanno impedito insieme (!) una condanna dell’attacco turco da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU usando il loro rispettivo diritto di veto. Questi due Stati più dominanti al mondo, che in genere sono sempre contrapposti, su questo punto hanno agito insieme.

Un portavoce delle Nazioni Unite (ONU) poco prima dell’attacco della Turchi ha dichiarato pubblicamente che ora si sarebbe preparato al peggio rispetto a un ingresso dell’esercito turco della NATO. Non viene impedito, il comportamento criminale della Turchia piuttosto viene tollerato. Il segretari generale della NATO stesso ha comunicato che il governo turco ha messo la NATO al corrente dell’attacco. Con questo legittima le pretese di occupazione e l’invasione del governo turco.

A Efrîn la Turchia, a prescindere dal fatto con che con la sua conquista ha abolito la locale amministrazione autonoma femminista e multietnica, ha eseguito una pulizia etnica di curd*, armani*, assir*, ezid* e così commesso un annesso genocidio culturale. Inoltre si è appropriata illegalmente delle proprietà della popolazione e ha colonizzato le sue terre. Le violazioni dei diritti umani, sequestri e stupri da parte delle forze turche e delle sue milizie islamiste nei confronti delle donne e degli uomini rimasti a Efrîn, sono state documentate da diverse ONG che ne hanno riferito.

Tutte queste misure sono crimini di guerra e vietati dalla Convenzione di Ginevra. Ma né rispetto alla guerra di Efrîn né ora il cosiddetto mondo occidentale libero e democratico e i suoi concorrenti hanno fermato la Turchia e meno che mai l’hanno seriamente criticata. Eppure sarebbe possibile entro poche ore fermare Erdoğan o chiudere lo spazio aereo se ci fosse la volontà e l’interesse di farlo.

Ma come mai la Turchia può agire in modo così criminale e tutti gli attori statali importanti la sostengono? Qual è la vera ragione per un simile atteggiamento?

Vogliamo cercare di mantenere breve la risposta sia complicata sia semplice: la rivoluzione del Rojava in Siria del nord pone la questione complessiva del sistema e si propone come modello di soluzione della crisi. Pone la questione economica, ecologica, delle donne e della democrazia. Queste sono tutte questioni e problemi centrali del nostro tempo.

I propugnatori dell’attuale sistema mondiale, i governati e le grandi imprese e il grande capitale non possono accettare l’alternativa di una società che gestisce da sé le proprie risorse, la propria economia e il proprio suolo. Si tratta di pipeline e di fornitura energetica, di vie commerciali e di altri interessi degli Stati monopolisti delle multinazionali.

La tracciabilità degli interessi degli Stati e dei meccanismi del sistema capitalista mondiale che lasciano agire il fascismo contro il raggio di luce democratico in Siria del nord andando oltre ogni tutti gli accordi e le convenzioni (finte e non cogenti) internazionali e sui diritti umani, significano disperazione e che il Rojava deve cadere? Noi diciamo no!

Alle e ai giovani e student* di Fridays for Future, ai movimenti ecologici, al movimenti femministi, alle aree antimilitariste e al movimento per la pace, agli individui e collettivi anticapitalisti e antifascisti, insomma tutte le forze di emancipazione: facciamo nascere un movimento globale intorno al Rojava e poniamo la questione del sistema con le nostre forze unite in questo momento crisi a un livello che sarà decisivo! Costruiamo un pubblico così grande che i governi diventeranno insicuri e che venga posta la questione della legittimità: non in nostro nome! Non sulle spalle delle società e delle popolazioni! Noi non accettiamo questa ingiustizia e questa barbarie!

Il successo del Rojava e del modello di autogoverno inciderà in modo sinergico su tutte le forze e richieste progressiste positivamente e durevolmente! Scrivendo la storia portiamo la storia su binari positivi e diamo un colpo profondo a questa cieca follia! In questa fase abbiamo la possibilità di spezzare un cerchio simile a un tumore!

#Riseup4Rojava – Viva la solidarietà internazionale – Bijî Berxwedana Rojava!

di RAMAZAN MENDANLIOGLU

Fonte: ANF


Inserisci un commento