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Retekurdistan.it | 24 ottobre 2019

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Un nuovo fronte militare nel nord della Siria approfondirà la situazione di stallo

Un nuovo fronte militare nel nord della Siria approfondirà la situazione di stallo

7 ottobre 2019


La necessità più urgente in Siria è di avviare un dialogo democratico e un processo di negoziazione inclusivo di tutte le parti verso la fine della guerra civile nel paese. E la più grande minaccia è un nuovo intervento militare. Ecco perché il fatto che il governo dell’AKP-MHP abbia presentato una nuova incursione militare contro la Siria settentrionale e orientale è un passo estremamente pericoloso e sbagliato.

Questo passo non mira a mantenere l’integrità territoriale della Siria, o a costruire un regime democratico, ma opera sul territorio siriano e cambia la sua struttura demografica. L’intervento in se e i suoi obiettivi violeranno in modo grave i più fondamentali principi del diritto internazionale.

La distruzione e l’ingegneria della popolazione provocata da tale intervento cadranno anche nella categoria del crimine contro l’umanità rispetto al diritto internazionale. Le popolazioni della Siria settentrionale, che hanno sacrificato decine di migliaia di persone e hanno resistito per la loro libertà nella lotta contro ISIS,si trovano adesso ancora una volta davanti alle minacce.

Non solo i curdi, ma anche gli arabi, i turcomanni, gli assiri, gli armeni e gli yazidi che abitano la regione si trovano in un grande pericolo. I crimini di guerra e il cambiamento demografico nelle regioni di Afrin e Shebba attuato da varie forze per procura del regime di Erdoğan sono palesi. Adesso essi vogliono diffondere questa politica di cambiamento demografico in tutta la Siria settentrionale.

Invece della cintura araba, che è stata attuata nel 1970 [ da Hafez Assad per sfollare i curdi ed insediare gli arabi negli insediamenti evacuati] il governo AKP-MHP sta cercando questa volta di stabilire una cintura salafita-jihadista, che aggraverà l’instabilità regionale.

Inoltre, se i prigionieri di ISIS vengono consegnati al governo AKP-MHP e la responsabilità di trattare con loro è data alla Turchia, come citato nella dichiarazione della Casa Bianca, esso porrà una grave minaccia ed un problema al nostro paese.

Questa iniziativa creerà anche la possibilità per ISIS di riorganizzarsi, di ridestare le sue cellule dormienti, e di trascinare indietro il paese nella profonda oscurità come è stato nel 2014. Inoltre ISIS diventerà un fattore che influenzerà direttamente la stabilità politica e il tessuto sociale in Turchia.

Chiediamo a tutte le istituzioni internazionali coinvolte nella questione siriana, prima di tutto le Nazioni Unite, si assumersi le responsabilità davanti a questa situazione che è in violazione del diritto internazionale e che pone il rischio di una nuova guerra.

Chiediamo a tutte le forze della pace e della democrazia in Turchia di prendere una posizione efficace e determinata contro l’alleanza AKP-MHP che sta cercando di consolidare il suo ruolo destabilizzante. Un tale intervento militare significa più repressione sulla società in Turchia, più oneri finanziari, povertà e approfondimento della crisi, illegalità diffusa e mancanza di democrazia.

Con questo probabile intervento, la Turchia sta per essere trascinata in una profonda e pericolosa trappola, un’avventura senza confini. Noi possiamo fermare tutto ciò insieme.

 

Partito Democratico dei Popoli- HDP

Comitato esecutivo centrale

7 ottobre 2019

 

 


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