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Retekurdistan.it | 16 ottobre 2019

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Leyla Güven: Tenere aperta la via della politica democratica

Leyla Güven: Tenere aperta la via della politica democratica

17 settembre 2019


La deputata HDP Leyla Güven a colloquio con ANF ha preso posizione sugli attuali sviluppi politici in Turchia e in Kurdistan.Da alcuni giorni dei genitori siedono davanti alla sede dell’HDP a Amed (Diyarbakir) e chiedono di riavere i loro figli adulti. La politica curda Leyla Güven considera questa protesta inscenata come segue: „Noi consideriamo anche queste madri come nostre madri e siamo pronti a sedere con loro. Da questo punto di vista non ci sono problemi. Siamo pronti a trovare insieme a loro una soluzione comune. Se solo chiamassero anche le Madri per la Pace e le Madri del Sabato e cercassero di trovare una soluzione. Invece vengono sostenute da determinati gruppi e insultano l’HDP e i curdi, cosa che appare come una provocazione e una cosa organizzata. Fondamentalmente siamo contrari solo a questo dato di fatto. Perché la richiesta che le madri fanno dei loro figli è una richiesta di noi tutti e la base della nostra resistenza per una vita onorevole. Le madri dovrebbero al più presto rendersene conto e desistere da questo.

Troviamo insieme una soluzione comune

Io penso che invece di stare davanti alla porta, dovrebbero entrare per lavorare insieme a noi verso una soluzione. Non è giusto stare la fuori solo in modo offensivo, perché in questo modo si spalancano le porte a una manipolazione e provocazione. Una deputata di questo Stato arriva fino alla porta dell’HDP, terzo partito in Parlamento e vista solo coloro che sono seduti la fuori. Già questo dice da quale parte le famiglie vengono dirette. Lo Stato turco ne ha già tentate molte, ma non ha ottenuto niente. Anche da questo non risulterà nulla. Queste madri nei prossimi giorni torneranno a casa. Inoltre i loro figli non sono più bambini. Sé se ne sono andati davvero, è stato per loro volontà. Non possono rendere responsabile di questo un partito politico. Questo tipo di metodi è inutile.“

Meccanismo di golpe prende slancio

Leyla Güven mette in evidenza che il precursore curdo Abdullah Öcalan nelle visite degli avvocati è entrato nel merito di una nuova elaborazione della Costituzione che dovrebbe essere più ampia per quanto riguarda i diritti dei curdi. Inoltre spiega: „Noi consideriamo brutti gli sviluppi in Turchia, molto brutti. Se continua così come ha messo in evidenza Öcalan, il meccanismo di golpe potrebbe prendere slancio. La Turchia non entrerà mai nell’UE e non diventerà mai un Paese democratico. Per questo è necessaria una svolta profonda. E la strada più importante in questa direzione è una nuova Costituzione. Da anni ogni partito che arriva la potere dichiara che deve essere approvata una nuova Costituzione, ma questo non viene messo in pratica. L’HDP attribuisce una grande importanza a una nuova Costituzione. Ci sono colloqui con diversi gruppi su piani per una riforma della giustizia e una nuova Costituzione. Ha un grande significato e ha bisogno di iniziatori. Al CHP in questo contesto spetta un ruolo importante. Perché è l’opposizione principale e si trova in una posizione chiave. La nuova Costituzione deve essere tagliata a misura dei bisogni della società e lontana da pregiudizi. Attualmente c’è una Turchia divisa a metà e polarizzata. Si agisce massicciamente in modo antidemocratico. Non ci si può comportare come se niente fosse. Ogni giorno vediamo che la giustizia viene polarizzata, ma non la proteggiamo con la Costituzione. Dobbiamo ridefinire le linee di confine della divisione dei poteri.“

Perdenti non sono solo i curdi

Leyla Güven sottolinea che anni non vengono cambiati i presupposti per un’autodeterminazione a livello regionale e che questo è legato alle vittorie dei curdi a livello comunale: „I curdi non devono trarre profitto dalle regole sull’autodeterminazione. Lo stesso vale per la rielaborazione di una nuova Costituzione. Ci sono pregiudizi e paure. La ricerca di una soluzione all’interno dello Stato nel suo complesso non dovrebbe agitare nessuno. Questo Öcalan, i responsabili del PKK, l’HDP e il popolo curdo lo mettono in chiaro sempre. Con la ‚ripetizione di uno Stato diviso e di un Paese diviso‘ lo Stato turco impedisce una nuova Costituzione. La Turchia è costretta a attuare un piano nuovo. Altrimenti i perdenti non sono solo i curdi. I curdi forse sono coloro che in questo caos sono vittima della violenza maggiore, ma perderanno tutti i popoli della Turchia. Per questo una nuova Costituzione è estremamente importante.

L’accordo di Dolmabahçe

Se il contorno della nuova Costituzione comprendesse i dieci punto dell’accordo di Dolmabahçe di Öcalan, allora il problema curdo si risolverebbe da sé. E i curdi continuerebbero la loro vita con la loro lingua, cultura e identità. Questo è possibile e in molti Paesi del mondo è uso comune. L’esempio del Rojava è un’ispirazione per questo. Lì non ci sono solo i curdi, ma molti popoli diversi. Insieme costruiscono un sistema democratico. Una nuova Costituzione quindi è necessaria perché il dolore possa avere fine. Necessaria è anche l’elaborazione di una base per una completa indipendenza della giustizia.“

Il grande valore di una politica democratica

Güven spiega che il lavoro politico del suo partito nel Parlamento turco non significa non essere attivi tra la popolazione: „Noi diamo importanza al fatto di essere attivi sulla base e nella cornice di una politica democratica. Il nostro popolo ha preferenze e richieste. Noi lavoriamo per trovare una soluzione democratica per la questione all’interno della Turchia. Per questo consideriamo una politica democratica estremamente importante. Sia in passato con i partiti ormai vietati, sia oggi lavoriamo a livello di una politica democratica. Tuttavia ci troviamo davanti a ostacoli. Seguiamo la traduzione dei partiti HEP, DEP, ÖZDEP, HADEP, DEHAP, DTP e BDP. Tutti partiti, fatta eccezione per il BDP, sono stati vietati con pretesti illegittimi. Più il cammino della politica democratica veniva chiuso, più in questo ambito abbiamo insistito sul fatto che si arriva a scontri e caos se forme di politica democratico subiscono battute d’arresto. Va aperta la strada per quanto possibile a una politica democratica. Noi come movimento politico curdo insistiamo su questo. Per esempio i deputati DEP hanno passato oltre dieci anni in carcere, ma dopo il loro rilascio hanno ripreso il loro lavoro politico dallo stesso punto.

Siamo un movimento di popolo

Di nuovo si cerca di impedire una politica democratica. In effetti con questo ai curdi vengono trasmessi i seguenti messaggi: „Se venite eletti vi destituiamo. Noi non riconosciamo la vostra politica.“ I curdi non sono privi di alternative contro questo. Non dipendono dal Parlamento e dai municipi. Questa è una lotta esistenziale. In passato abbiamo condotto la nostra lotta senza questi organi e continueremo a farlo, ma ora li useremo anche. I curdi useranno lo strumento del movimento popolare e attualmente lo stanno anche facendo. I deputati HPD attualmente sono coloro che sono esposti nel modo più pesante alla violenza poliziesca. Ovunque i nostri deputati vengono spintonati e insultati. Nonostante questo si oppongono insieme alla popolazione nelle piazze.“

Proteggeremo le nostre conquiste

La Presidente del DTK Leyla Güven fa notare che il blocco AKP/MHP chiede l’espulsione dei curdi dal Parlamento: „L’ultima volta si è cercato di allontanare i curdi dal Parlamento togliendo loro l’immunità. I nostri co-Presidenti sono stati arrestati. Ora con l’aiuto di amministratori coatti si vogliono togliere di messo i nostri rappresentanti eletti. Questo attualmente è l’obiettivo, ma perché dobbiamo renderglielo facile? Inoltre si tratta di un diritto conquistato nelle elezioni. Se la popolazione non ci vuole più in Parlamento e ci chiama a sé, questo per noi è un ordine. Ma attualmente non siamo a questo punto. Il popolo ci ha dato un compito e ci chiede di lottare. Noi useremo il nostro diritto fino alla fine. Ma sapremo dire la parola fine al punto giusto. Si cerca di farci apparire inutile la via democratica secondo il motto ‚anche se siamo in Parlamento o guidiamo un’amministrazione comunale è inutile‘. A questo punto non dobbiamo mai arrivarci. Questo è di enorme importanza perché il nostro diritto conquistato e lì faremo resistenza fino all’ultimo. Il nostro popolo su questo punto ha una coscienza notevole e è molto politico. Sa quando e dove è il tempo di smettere. Nonostante tutte le provocazioni dell’AKP le persone mostrano quando va mostrato quale atteggiamento.“

Fonte: ANF

 


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