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Retekurdistan.it | 12 dicembre 2019

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Dozzine di attivist* rendono noto il loro ingresso nella guerriglia

Dozzine di attivist* rendono noto il loro ingresso nella guerriglia

17 settembre 2019


47 attivist* di diverse località del Kurdistan e della Turchia in una conferenza stampa hanno reso noto il loro ingresso nelle Forze di Difesa del Popolo.In una conferenza stampa a Behdînan nel Kurdistan del sud, 47 attivist* hanno dichiarato pubblicamente il loro ingresso nel PKK e annunciato resistenza contro il fascismo AKP/MHP. La conferenza stampa delle e degli attivist* not* con il proprio nome si pone anche come reazione alla campagna lanciata dai servizi segreti turchi MIT e dal Ministero degli Interni contro il Partito Democratico dei Popoli (HDP). Il Ministero degli Interni ha spinto famiglie di presunt* o ver* guerriglier* a manifestare davanti alla sede HDP a Amed per il „ritorno“ delle e dei loro figli* „sedott*“ .

Le e gli attivist* hanno messo in evidenza che con la loro adesione prendono posizione contro il fascismo neo-ottomano: „Noi siamo furiosi contro coloro che con il pretesto di abbattere la resistenza di Şêx Saîd, Seyid Rıza, Dersim, Zilan, Koçgiri e Agirî hanno commesso grandi massacri, contro coloro che isolano Abdullah Öcalan, considerato loro rappresentante da milioni di curd*, nel centro di tortura di Imrali, contro coloro che in ogni festa del Newroz trascinano per terra senza motivo bambini, giovani, donne, anziani.“

Le famiglie vengono usate

Le e gli attivist* criticano inoltre duramente la nomina di amministratori coatti e definiscono il sistema elettorale in Turchia una „menzogna“. „Voi usate le famiglie per riportare indietro le e gli onorevoli giovani che non accettano i vostri crimini. Contemporaneamente usate artiglieria, carri armati, aerei e ogni forma di tecnologia militare e bombardate villaggi, montagne e pascoli per assassinare queste persone. Noi siamo infuriat* per le vostre bugie, le vostre manipolazioni e la vostra mancanza di vergogna“, hanno sottolineato.

Noi abbiamo scelto la via della resistenza

Sulla campagna dello Stato attraverso famiglie di combattenti, le e gli attivist* dichiarano: „Nell’ultimo periodo osserviamo che vengono usate famiglie di giovani che hanno aderito alla guerriglia. Lo Stato con l’inganno, il ricatto e la repressione ha messo queste famiglie sotto pressione. Purtroppo alcune famiglie sono entrate in questo gioco e si sono rese strumenti mettendosi davanti alla sede HDP chiedendo ‚riportate i nostri figli‘. Noi con questo dichiariamo soprattutto alle nostre famiglie, ma anche a tutte le altre famiglie: noi per i motivi citati prima abbiamo deciso di andare in montagna e prendere la via della resistenza e della lotta contro questo sistema bugiardo e assassino.“

Fonte: ANF

 


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