Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Retekurdistan.it | 19 novembre 2019

Seleziona una pagina:
Scroll to top

Top

Nessun commento

Block. Occupy. Disturb: Iniziate le giornate internazionali di azione

Block. Occupy. Disturb: Iniziate le giornate internazionali di azione

7 settembre 2019


Venerdì sono iniziate le giornate internazionali di azione della campagna Riseup4Rojava. Con il motto „Block. Occupy. Disturb“ in tutto il mondo si protesta contro chi trae profitti dalle guerre e sostiene la guerra della Turchia in Kurdistan attraverso la fornitura di armi.

Venderdì sono iniziate le giornate internazionali di azione della campagna #Riseup4Rojava. Con il motto „Block. Occupy. Disturb“ in tutto il mondo si protesta contro industrie belliche, istituti finanziari e altri profittatori della guerra che sostengono il regime turco nei suoi progetti di occupazione attraverso la fornitura di armi o investimenti. Nell’ambito delle giornate di azione, in Germania, Italia, Regno Unito, Svezia, Catalogna e Svizzera sono stati occupati, disturbati e bloccati luoghi della collaborazione militare, diplomatiche e economica con il fascismo turco per mostrare che chi trae profitto dalla guerra non può stare tranquillo.

Le azioni sono iniziate a Unterlüß in Bassa Sassonia, dove dal 1 settembre è in corso il campeggio antimilitarista „Rheinmetall entwaffnen“ [Disarmare Rheinmetall NdT]. Oltre 300 attivist* hanno bloccato le vie d’accesso al sito produttivo dell’impresa bellica tedesca Rheinmetall. La produzione è stata bloccata. Il personale non è riuscito a attraversare il blocco neanche a piedi.

Nel sito di Unterlüß la Rheinmetall produce i carri armati Puma e parti del carro armato Leopard-2 fornendo sostegno all’occupazione illegittima nel cantone di Efrîn in Siria del nord.

Regno Unito

A Londra Plan C und e il Kurdistan Solidarity Network già da settimane mobilitano nell’ambito della piattaforma #stopDSEI contro la fiera delle armi DSEI. Ieri attivist* hanno bloccato l’accesso allo „ExCel Centre“ per disturbarne la costruzione. Martedì erano stati arrestati tre antimilitaristi belgi mentre la polizia cercava di sciogliere il blocco.

Ogni due anni DSEI London si trasforma in luogo di incontro per le violenze del capitale e facilita la vendita di armi dichiarate illegali da trattati internazionali.

Svizzera

A Zurigo presso Rheinmetall Air Defence è stata attirata l’attenzione sugli affari assassini che si fanno con le guerre con dei petardi. Poi si è svolta una manifestazione presso l’impresa bellica RUAG. L’impresa ha fornito bombe a mano alla milizia jihadista „Stato Islamico“ (IS). A Lugano si è svolta una protesta davanti alla sede della Andritz, un’impresa coinvolta nel progetto della diga di Ilisu. Il blocco del Tigri è già iniziato e così Andritz è complica in crimini contro la natura e nella distruzione della città di Heskîf (Hasankeyf), patrimonio dell’umanità e antica di 12.000 anni. Inoltre all’ora di punta sono stati attaccati striscioni sulla strada in direzione di Ginevra. Anche la Commissione per i Diritti Umani del Gran Consiglio di Ginevra si mostrata solidale con la lotta per il Rojava.

Scandinavia

A Oslo attivist* in tutte le università hanno attaccato striscioni con la richiesta di fermare le esportazioni di armi alla Turchia. A Stoccolma antimilitarist* hanno distribuito volantini davanti all’impresa bellica Saab AB. A Göteborg è stato affisso uno striscione con la scritta „Il nemico è nel nostro Paese. SAAB & SSAB armano gli jihadisti. Fermate la guerra, viva il Rojava!”.

Italia

A Bari si è svolta una manifestazione di solidarietà con la rivoluzione in Rojava. I partecipanti hanno chiesto la liberazione del precursore del movimento di liberazione curdo Abdullah Öcalan, prigioniero dal febbraio 1999 sull’isola carcere di Imrali dal suo sequestro illegale nell’ambasciata greca di Nairobi.

A Brescia davanti alla sede della UniCredit sono stati stesi „sacchi per cadaveri”. La stessa azione si è svolta davanti all’impresa bellica Leonardo. Oggi verrà bloccato il deposito nucleare nella base NATO a circa 15 chilometri di distanza.

A Firenze sul Ponte Vecchio è stato esposto uno striscione di solidarietà con la rivoluzione del Rojava.

A Catania tre attivisti sono in stato di fermo a seguito di un blitz presso una sede di Unicredit.

A Torino oggi si è svolta una manifestazione in Piazza Castello.

Cremona è stata resa più colorata con graffiti solidali.

Stanno arrivando man mano notizie di altre iniziative da tutto il territorio nazionale. Gli aggiornamenti dai vari territori verranno pubblicati su pagina Facebook e account Twitter di Rete Kurdistan Italia.

Spagna

A Madrid persone solidali si sono incontrate per una manifestazione. Presso Prats de Lluçanès, un comune nella Comarca Osona in Catalogna, attivist* hanno espropriato una fattoria di proprietà della CaixaBank dedicando l’azione alla rivoluzione del Rojava.

Immagini e video delle azioni a livello internazionale su:

https://twitter.com/RISEUP4R0JAVA

https://twitter.com/REntwaffnen.

Fonte: ANF/Rete Kurdistan Italia


Inserisci un commento