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Retekurdistan.it | 19 settembre 2019

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Kurdistan del sud: La situazione nella regione Bradost

Kurdistan del sud: La situazione nella regione Bradost

22 agosto 2019


L’esercito turco per mezzo di aerei da ricognizione e droni cerca di mantenere la zona di Xakurke sotto un bombardamento costante. La guerriglia di suddivide in squadre e continua ad attaccare sbucando dal nulla.Lo Stato turco da mesi cerca di occupare la regione Xakurke in Kurdistan del sud. La guerriglia oppone resistenza.

Perché Bradost?

Da un po‘ di tempo osserviamo la guerra per Xakurke. La zona di Xakurke si trova nella regione Bradost nel triangolo di Paesi tra Turchia, Iran e Iraq. La regione così rappresenta un luogo di significato strategico per i tre Stati Nazione confinanti. La catena montuosa dello Zagros da millenni è amica della popolazione del Kurdistan e sua protezione. Se riferiamo brevemente di alcuni luoghi i cui nomi ricorrono continuamente nelle notizie, diventa chiaro il significato della regione e l’asprezza della guerra che lì è in corso.

Lêlîkan: Da due anni la vitta della montagna compare regolarmente nelle notizie. Lì si svolgono pesanti combattimenti. Dozzie di volte tutti i soldati sulla vetta sono stati uccisi e il giorno successivo la vetta è stata occupata nuovamente. Il Lêlîkan è alto 1800 metri e dista circa 17 chilometri in linea d’aria da Sîdekan. Dalla vetta Şekif che la Turchia ha cercato di occupare l’ultima volta il 27 maggio, dista 18 chilometri. Si tratta di una specie di territorio intermedio tra montagna e pianura. Un’altra particolarità del Lêlîkan è l’Iran lo considera informalmente parte del proprio territorio. L’Iran calcola le zone fino a Sîdekan come proprio territorio statale. Sîdekan è un piccolo comune nella provincia di Diyana. Diyana è un capoluogo che fa parte di Hewlêr e occupa un posto importante nella regione. In questa regione nella lotta dei curdi sotto la guida dei Barzani contro il regime Baath, in particolare durante la guerra tra Iran e Iraq c’erano permanentemente duri scontri. Quando Saddam dopo l’accordo del 1988 si ritirò dalla regione pare che abbia detto: „Io me ne vado ma lascio decine di migliaia di miei soldati.“ Questi „soldati“ fino a oggi costano la vita alla popolazione della regione, si tratta di minet terrestri.

La maestosa montagna Şekif forma il confine tra Xakurke e Xinerê e il 27 maggio doveva essere occupato dall’esercito turco. Inizialmente la montagna è stata bombardata per ore da aerei, poi sono arrivati gli elicotteri da combattimento Super-Kobra che scortavano elicotteri da trasporto che hanno depositato unità speciali turche. Il monte Şekif si trova a circa 35 chilometri in linea d’aria da Sîdekan, è alto 3.000 metri e staccato dalle altre montagne. Per questo rappresenta un luogo particolarmente importante dal punto di vista strategico per controllare la regione. Lo Stato turco con l’occupazione della montagna cerca di circondare Xakurke e di trasformarla in un territorio nel quale la guerriglia non può né agire né esistere.

La vetta Şehîd Botan si trova nella zona di Ermûş a circa 14 chilometri dal monte Şekif e è alta 1450 metri. Si tratta di una zona nella quale la guerriglia potrebbe usare la sua esperienza quarantennale a Xakurke. Per questo nonostante massicce operazioni di aerei da ricognizione e da combattimento ci sono azioni di guerriglia in modo permanente.

Qual è la situazione della guerriglia?

La guerriglia osserva Xakurke praticamente da una prospettiva a volo d’uccello, sorveglia la situazione e colpisce nel momento per lei adatto. Sfrutta la sua superiore conoscenza del territorio per la sua tattica e in questo modo è in grado di colpire quando e come vuole in luoghi difficilmente raggiungibili e protetti con tecnologie avanzate. Conduce la sua guerra e in generale negli scontri ha l‘iniziativa. La maggioranza delle e dei combattenti della guerriglia è nata negli anni ‘90. Dalle e dai combattenti che si battono nelle normali unità di guerriglia fino ai comandanti del quartier generale della difesa popolare, tutte e tutti i e le combattenti sono molto esperti di guerra. A tutti i livelli si tratta di una guerriglia professionalizzata. Questo rappresenta un grande vantaggio. Le e i combattenti conoscono le quattro lingue principali del Medio Oriente, curdo, arabo, turco e farsi. Vengono istruiti ideologicamente, organizzativamente e militarmente in modo continuativo. Hanno uno sguardo chiaro sul mondo e vivono e combattono in modo consapevole.

Secondo informazioni che abbiamo avuto da comandanti della guerriglia, le forze di entrambe le parti ormai combattono in „strutture di team“. La guerriglia si distribuisce nel territorio in piccoli team, altrettanto le truppe di occupazione turche. In particolare a Xakurke l’esercito turco cerca di tenersi a galla con almeno dieci aerei da ricognizione visibili e droni. La guerriglia con i suoi piccoli team segue la tattica di essere „ovunque e in nessun luogo“. Se viene deciso di eseguire un’azione, le unità si riuniscono molto velocemente, eseguono l’azione e poi si dividono di nuovo.

Il rapporto della guerriglia con la popolazione

La popolazione considera la guerriglia come fratelli e sorelle, propri figli e figlie e compagni e compagne. Il partito di governo del Kurdistan del sud KDP che collabora con la Turchia, lo scorso anno voleva costruire postazioni di controllo nella valle Lêtan a Bradost. La popolazione lo ha impedito e ha dichiarato: „Noi non vogliamo che le forze di sicurezza del KDP costruiscano postazioni vicino al nostro villaggio. Noi ci fidiamo della guerriglia. Da decenni la guerriglia vive qui nel nostro territorio e non ha mai fatto niente di male, difende i nostri averi e il nostro onore.“

Ma la guerriglia non costruisce relazioni dirette con i villaggi o la popolazione all’interno delle sue case. Tuttavia abitanti che vanno sulle montagne per raccogliere fieno, pascolare le pecore, procurare legname o cose del genere, possono intessere relazioni amichevoli con la guerriglia. La vita, la lotta e il pensiero della guerriglia hanno lasciato un’impressione nella popolazione. Da quasi 40 il PKK combatte nella regione, ma la relazione con la popolazione è limita al puro simpatismo. Non ci sono comuni o consigli. Gli sforzi di partiti politici o movimenti come Newaya Nû, Tevgera Azadî o RJAK sono insufficienti.

di CIWAN TUNÇ

Fonte: ANF


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