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Retekurdistan.it | 17 ottobre 2019

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Dichiarazione FDS sulla “zona di sicurezza” in Siria del nord

Dichiarazione FDS sulla “zona di sicurezza” in Siria del nord

15 agosto 2019


Come comandante generale delle Forze Democratiche della Siria (FDS) Mazlum Abdi si è pronunciato sulla cosiddetta zona di sicurezza in Siria del nord. Abdi ha segnalato negoziati indiretti con Ankara. Il comandante generale delle Forze Democratiche della Siria (FDS) Mazlum Abdi ha segnalato negoziati indiretti con la Turchia sulla cosiddetta „zona di sicurezza“ in Siria del nord. All’agenzia stampa ANHA (Hawarnews) Abdi ha spiegato che sono in corso colloqui con Ankara attraverso intermediari, ma che non è ancora stato raggiunto un accordo. „La nostra proposta che abbiamo presentato a tutte le parti, prevede di coinvolgere tutta la linea di confine in questa zona sicura. Lo Stato turco però vuole iniziare questo processo tra Girê Spî e Serêkaniyê“, ha dettosagte Abdi. ANHA ha annunciato che a breve verrà pubblicata l’intervista completa.

La Turchia chiede una zona profonda da 30 a 40 chilometri sotto il suo controllo, dalla quale dovrebbero ritirarsi le YPG. L’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est invece ha già chiarito di non accettare una zona sotto controllo turco e ha offerto che le YPG/YPJ si ritirino da una striscia larga cinque chilometri escludendo le città. Dopo trattative durate tre giorni per l’istituzione di una zona di controllo svolte la scorsa settimana a Ankara, una delegazione composta da sei ufficiali di collegamento statunitensi è arrivata nella provincia di Riha (Urfa) in Kurdistan del nord per avviare i preparativi per un centro di controllo comune attraverso il quale dovrà essere coordinata e amministrata insieme la zona di sicurezza.

A Riha si trova anche il centro di comando turco che la Turchia ha aperto nel marzo 2019 per un’offensiva contro i territori autogovernati in Siria del nord. Inoltre Riha continua a figurare ripetutamente come centro di passaggio per jihadisti islamisti sostenuti dalla Turchia.

Fonte: ANHA/ANF


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