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Retekurdistan.it | 20 agosto 2019

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15 agosto 1984: Svolta nella storia curda

15 agosto 1984: Svolta nella storia curda

14 agosto 2019


„Il 15 agosto non è stato solo un’offensiva militare. Aveva aspetti ideologici, filosofici, politici, organizzativi e culturali“, dichiara Cemil Bayik (KCK) sull’inizio della lotta armata 35 anni fa.35 anni fa a Dih (Eruh) in Kurdistan del nord, ci fu „il primo sparo“ del PKK. Un’unità di guerriglia di 36 persone, guidata dal comandante Mahsum Korkmaz – noto anche con il suo nome di battaglia Egîd („il coraggioso“) – il 15 agosto 1984 guidò il primo attacco contro la potenza di occupazione turca. Per l’azione, che è considerata inizio della lotta di liberazione armata, era stata scelta una caserma della polizia militare. Un soldato di guardia e un ufficiale persero la vita, non ci furono perdite nella guerriglia.

In seguito dall’altoparlante di una moschea venne letta la dichiarazione di fondazione delle HRK (Hêzên Rizgarîya Kurdistan). Nel volantino delle „Unità di Liberazione del Kurdistan”, come si chiamava la guerriglia nei primi anni della lotta armata con riferimento alla „Unità di Liberazione del Vietnam“ formata all’inizio della lotta di liberazione in Vietnam, si affermava: „La HRK persegue l’obiettivo di condurre in armi la lotta del nostro popolo per l’indipendenza nazionale, una società democratica, libertà e unità sotto la guida del PKK contro l’imperialismo, il fascismo colonialista turco e i suoi lacchè nostrani.”

In occasione dell’anniversario di domani, Cemil Bayik in qualità di co-Presidente dell’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK), in una trasmissione radiofonica sul canale Dengê Welat si è pronunciato sui retroscena ideologici, filosofici e politici dell’inizio della lotta armata: „Questa offensiva rappresenta una svolta nella storia del Kurdistan. I curdi sono insorti e si sono opposti alla scomparsa dagli schermi come popolo. Si sono svegliati a una nuova vita e sono riusciti a essere considerati oggi come fonte di speranza in tutto il mondo.“

Il primo proiettile

Cosa abbia significato „il primo proiettile“ il 15 agosto 1984 per il movimento di liberazione curdo e la popolazione del Kurdistan, Cemil Bayik lo ha spiegato così: „Il 15 agosto occupa un posto particolare nella storia del nostro movimento e del popolo curdo. È stato il giorno in cui è stato sparato il primo proiettile. Questo sparo è dovuto partire perché il popolo curdo era minacciato dall’estinzione. Nessuno sapeva più bene se i curdi ci fossero ancora. Le persone si trovavano in un sonno mortale e a questa situazione andava posta fine.

L’offensiva del 15 agosto significa questo. C’erano due possibilità: il popolo curdo poteva svegliarsi dal suo sonno mortale, prendere in mano il proprio destino e combattere per questo, oppure non si sarebbe mai potuto rialzare e sarebbe stato cancellato. Abdullah Öcalan era convinto del fatto che il popolo si sarebbe lasciato risvegliare e che avrebbe lottato.

E così i curdi sono tornati dalla schiavitù, dalla prigionia e dalla morte. L’offensiva militare ha provocato una rivolta e con questo dato speranza a tutto il mondo. La filosofia del Kurdistan del Rebêr Apo ha avuto successo. Il primo sparo era rivolto contro gli occupanti e il sistema della modernità capitalista.

Erano stati gli occupanti a far cadere i curdi in un sonno mortale e dietro di loro c’era il sistema della modernità capitalista. Contro i curdi è stata applicata una politica genocida. Sono sempre insorti contro questo, ma ogni rivolta fu abbattuta. Per questo regnava l’atteggiamento di fondo che non ci fosse niente da fare. I curdi si allontanavano sempre di più dai loro valori. E questo portò alla morte.

Per Rebêr Apo questo non era accettabile, né per il popolo curdo né in nome dell’umanità. I curdi non dovevano morire e per questo dovevamo mobilitare tutte le nostre possibilità. Questo è stato il fondamento dell’offensiva del 15 agosto. La Repubblica di Turchia non è stata fondata solo dai turchi, è stata fondata da turchi e curdi insieme. È stato fondato un Parlamento comune che riconosceva l’autonomia dei curdi, almeno fino all’anno 1924. Solo dopo i curdi sono stati negati e non più considerati come partner. Perché la repubblica appartenesse solo ai turchi iniziarono gli attacchi contro i curdi.

I curdi si sono opposti a questo. Ci sono stati massacri e espulsioni. Ai curdi è stato rubato tutto. Eppure si impegnavano solo per la loro volontà, per la loro lingua, cultura, identità e per i loro valori. Questo è stato bandito come crimine. Tutti i curdi che si impegnavano per se stessi furono marchiati come separatisti e traditori.

E questa è stata la ragione per la quale è nato il PKK. Con il PKK si è sviluppata la lotta dei curdi contro gli occupanti. L’inizio della lotta armata doveva svegliare i curdi e tenerli in vita. Per questo il 15 agosto ha un posto importante nella storia del nostro movimento e del nostro popolo. Ha impedito l’estinzione del popolo curdo.

Cambiamento nel Medio Oriente

Il 15 agosto non ha avviato cambiamenti solo per i curdi e per il nostro movimento, ma in tutto il Medio Oriente. Ha avuto effetti sullo Stato occupante turco e la modernità capitalista. Questo sistema seguiva i propri interessi in Kurdistan. Gli occupanti attuavano la loro politica genocida, ma è stato il sistema della modernità capitalista a dare loro la possibilità di farlo. L’inizio della lotta armata ha messo in pericolo gli interessi capitalisti, per questo gli Stati occupanti sono stati sostenuti da ogni parte. Il nostro movimento doveva essere soffocato sul nascere. Più diventava forte il movimento, più cresceva il sostegno allo Stato turco. La belligeranza turca è stata allargata con l’aiuto della NATO.

Per questo il 15 agosto non è stato solo un’offensiva militare. L’aspetto militare era piuttosto carente. In primo piano c’era l’aspetto ideologico, filosofico, politico, organizzativo e culturale. Si trattava di un movimento per la democrazia, un movimento che si impegna per i popoli e i valori dell’umanità e si oppone al fascismo. Ancora oggi questo movimento protegge le persone dal fascismo. Ha provocato grandi cambiamenti nella società. I curdi creduti morti si sono risvegliati a nuova vita e hanno distrutto tutto quello che il sistema di occupazione aveva impiantato nella società. Prima l’esistenza dei curdi veniva negata, oggi quel tempo è finito.

Rivoluzione mentale

I curdi esistono e vogliono vivere in Kurdistan. Soprattutto nelle donne curde e nella gioventù è iniziato un cambiamento. Donne che a stento potevano uscire di casa sono andate in montagna, si sono unite alla guerriglia e hanno partecipato alla lotta di liberazione. Giovani che erano stati addestrati a seguire solo i loro interessi materiali, hanno voltato le spalle alla modernità capitalista e sono andati in montagna per combattere. Si sono liberati dall’oppressione dello Stato turco.

E anche gli uomini curdi e tutta la società sono cambiati. Uomini che volevano trattenere in casa le loro donne e impedire ai loro figli di andare con la guerriglia, hanno iniziato loro stessi a lottare. Si è arrivati a una rivoluzione del pensiero. Il popolo curdo si è svegliato e vuole vivere in modo retto. Che per la propria libertà si ribelli a uno Stato della NATO, ha avuto effetti su tutto il Medio Oriente. L’offensiva del 15 agosto è iniziata in Kurdistan, ma fondamentalmente è un’offensiva per il Medio Oriente e per l’intera umanità.“

Fonte: ANF


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