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Retekurdistan.it | 20 agosto 2019

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Ritorno in Siria con carri armati turchi?

Ritorno in Siria con carri armati turchi?

7 agosto 2019


La Turchia argomenta di voler rendere possibile il rientro dei profughi siriani attraverso l’occupazione della Siria del nord. L’Amministrazione Autonoma locale dichiara di sostenere tutti coloro che vogliono tornare – purché non arrivino con carri armati turchi.Mentre lo Stato turco continua a minacciare un’occupazione della Siria del nord e dell’est, militari USA negli ultimi due giorni in Turchia hanno condotto colloqui su una „zona di sicurezza“ sul confine turco-siriano. L’Amministrazione Autonoma della Siria del nord e dell’est con mezzi diplomatici si sforza di impedire una guerra. In un incontro con rappresentanti degli USA e della coalizione internazionale, uno dei temi affrontati con i quali la Turchia cerca di legittimare l’occupazione progettata, è il rientro dei profughi siriani dalla Turchia nella regione. Lo Stato turco intenderebbe „consegnare ai suoi veri proprietari“ la regione.

Hamid al-Abid di Girê Spî (Tall Abyad) ha parlato con ANF di questa argomentazione. Al-Abid è co-Presidente dell’Amministrazione Autonoma del cantone della Siria del nord considerato primo obiettivo di un possibile attacco di un’invasione turca. Un’occupazione turca non verrà accettata in nessun caso, inizia i suoi ragionamenti: „I veri proprietari della regione siamo noi. Chi per diverse ragioni è migrato in Turchia può tornare in qualsiasi momento. Ma se qualcuno vuole tornare con i carri armati turchi, non lo possiamo accettare.“

Noi sappiamo chi sono i veri proprietari

Hamid al-Abid, che è lui stesso arabo, spiega inoltre: „Noi sappiamo bene chi sono i veri proprietari di Girê Spî. Quando è iniziata la guerra in Siria, c’erano oltre cento gruppi con l’etichetta ‚Esercito Siriano Libero“. Dopo un po’ di tempo tra lo è scoppiata una guerra di spartizione e quando è arrivato IS, molti si sono uniti a lui. Altri sono fuggiti. E poi sono arrivare le YPG/YPJ e hanno liberato la regione.“ Con queste parole riassume gli ultimi otto anni a Girê Spî.

Solo criminali vedono una soluzione nei carri armati turchi

Sull’affermazione costantemente ripetuta dalla Turchia che la popolazione sarebbe stata scacciata dalla regione, al-Abid dice: „Noi invitiamo ancora una volta la gente di Girê Spî che è andata in Turchia a tornare. Questo appello lo abbiamo già fatto più volte: tornate e vivete nelle vostre case nella vostra terra. Coloro che hanno commesso crimini nei confronti della popolazione però non vogliono e considerano i carri armati turchi una possibilità per tornare.“

Indagini sono possibili in qualsiasi momento

„Lo Stato turco sostiene costantemente che la regione non ci appartiene. Ma questo si può accertare facilmente. Siamo forse arrivati dall’Afghanistan? Noi siamo i veri proprietari“, spiega il co-Presidente del cantone e fa notare che i presunti intenzionati al ritorno in Turchia sono islamisti: „Molte delle persone che si trovano in Turchia sono membri di IS. La Turchia li manda avanti per realizzare i suoi sogni neo-ottomani. Questa è la situazione.“

Quattro anni di convivenza pacifica

Al-Abid sottolinea che l’Amministrazione Autonoma non vuole una guerra e che continuerà a difendere la regione: „Da quattro anni conviviamo fraternamente come arabi, curdi, armeni e turkmeni. In questi quattro anni non possiamo essere accusati di alcuna violazione di diritti perché la base della nostra vita qui è la fratellanza tra i popoli. Tra noi non ci sono scontri di potere. Nei conflitti spesso si discute se sia necessario trovare una soluzione giuridica. Ci sono tribunali e un sistema di diritti. Noi non risolviamo i problemi decapitando, torturando o derubando persone.“

Appello del TEV-DEM

Il politico curdo Aldar Xelîl, che fa parte del Consiglio Esecutivo del TEV-DEM, si è pronunciato sull’argomentazione turca in un’intervista con ANF e conferma quando dichiarato dal Presidente del cantone di Girê Spî: „Noi abbiamo sempre detto a tutti i siriani che hanno lasciato la regione a causa della guerra o per altri motivi di tornare nel proprio Paese. Noi siamo pronti a sostenerli in qualsiasi forma in un nuovo inizio. Ma per Erdoğan si tratta di qualcos’altro. Vuole insediare gruppi armati nella regione.“

Anche la sua collega Foza Yusif in una trasmissione su Ronahi TV ha invitato le persone che sono migrate dalla Siria del nord e dell’est in Turchia e in altri Paesi a tornare.

di ERSİN ÇAKSU

Fonte: ANF


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