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Retekurdistan.it | 16 settembre 2019

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“Il futuro del Kurdistan dipende dall’alleanza curda” – Parte 2

“Il futuro del Kurdistan dipende dall’alleanza curda” – Parte 2

4 agosto 2019


„La Turchia aspira a creare una polarizzazione tra curd* che porti a scontri tra curd*. Con questo si vuole impedire la nascita di un’unità nazionale”, spiega il Dr. Bahoz Erdal (HPG).Pubblichiamo la seconda parte di un’intervista con il comandante del quartier generale delle Forze di Difesa del Popolo (Hêzên Parastina Gel, HPG), Dr. Bahoz Erdal, alla televisione curda Stêrk TV.

Quali sono le sue aspettative nei confronti del governo autonomo del Kurdistan del sud?

Il governo dovrebbe seguire un approccio nazionale se sostiene la posizione che lo status autonomo della Regione Kurdistan è una conquista nazionale. Un atteggiamento che nuoce alla politica del Kurdistan del nord non è accettabile. Naturalmente il nostro movimento è per uno standard di vita alto della popolazione del Kurdistan del sud. Ma le persone in Kurdistan del nord non hanno dritto a una vita nel benessere, nella pace e nella libertà? Lo Stato turco con Recep Tayyip Erdoğan ai vertici è ostile nei confronti delle curde e dei curdi. Dal governo del Kurdistan del sud ci sarebbe da aspettarsi un atteggiamento corrispondente e di entrare né in collaborazioni militari né di intelligence. È chiaro infatti, e la storia lo ha dimostrato, che la pace e stabilità del Kurdistan non richiedono un’alleanza con lo Stato turco. Al contrario, spalleggiarsi con la Turchia sarà sempre un peso per il Kurdistan del sud. Il benessere per tutti sta nell’unità curda.

Neanche tanto tempo fa sono comparse immagini; la guerriglia e i peshmerga combattevano insieme sullo stesso fronte contro IS. Queste scene sono state fonte di morale, coraggio e fiducia per l’intera popolazione curda. Erano la volontà del popolo. Che altro ci hanno mostrato queste immagini? L’unità nazionale e un’alleanza curda. Questa alleanza è stata determinante per la vittoria delle curde e dei curdi, non solo in Kurdistan del sud, anche nel nord come in Rojava. Questo i nostri fratelli e le nostre sorelle dovrebbero averlo di nuovo presente. Il futuro del Kurdistan dipende dall’alleanza curda.

‚Non la guerriglia, lo Stato turco allarga la guerra al Kurdistan del sud

Alcune cerchie si chiedono perché il PKK non limita la sua lotta solo al Kurdistan del nord.

La guerriglia di liberazione curda conduce una guerra storica in Kurdistan del nord. Un’organizzazione diversa dal PKK contro gli attacchi turchi con sistemi d’arma di altra tecnologia probabilmente non resisterebbe neanche un solo mese. In Botan, Amed, Dersim e anche nelle altre regioni della Turchia la nostra guerriglia combatte. Ma non è la guerriglia che ha trasformato il Kurdistan del sud in uno scenario di guerra. La responsabilità di questo ce l’hanno lo Stato turco e coloro e accettano in silenzio i tentativi di occupazione nel Kurdistan del sud. Perché viene richiesta una posizione contro il PKK ma non contro l’occupazione del Kurdistan del sud? Il silenzio e la debolezza del governo autonomo incoraggiano lo Stato turco a seguire le sue ambizioni e a attaccare senza riguardi territorio del Kurdistan del sud. L’amministrazione non ha bisogno di temere così tanto lo Stato turco. La Turchia ha problemi quasi con tutto il mondo e viene esclusa da tutte le parti. È in una situazione molto difficile. Il silenzio del governo del Kurdistan del sud porta il Paese in un campo di battaglia. Molte parole, concetto semplice: noi restiamo sulla nostra posizione che l’unità nazionale è urgentemente necessaria. Questa guerra possiamo vincerla solo insieme.

Lo Stato turco vuole scontri tra curdi’

Cosa dice dei tentativi di reclutamento di spie tra la popolazione?

Lo Stato turco negli ultimi tempi attacca in modo molto consapevole villaggi e zone di insediamento del Kurdistan del sud. Con il pretesto che la guerriglia del PKK si muoverebbe a Amêdî (Amediye) sono stati bombardati i villaggi Spindar e Çemankê presso Dihok. In questi attacchi civili hanno subito danni. Ci sono stati attacchi aerei anche a altra zone di insediamento in questa regione. Ci si pone la domanda sul perché vengano attaccati villaggi a Amêdî quando è noto che la guerriglia è in montagna e quotidianamente esegue azioni in Kurdistan del nord. Con questi bombardamenti lo Stato turco persegue il suo obiettivo di mettere i curdi gli uni contro gli altri. Le curde e i curdi che sono al servizio della Turchia devono combattere altre curde e altri curdi. Questa era la politica sui curdi già da parte degli ottomani. I partito politici del Kurdistan Che il governo turco fino ad oggi intrattenga buone relazioni con l’amministrazione del Kurdistan del sud non significa che la sua esistenza e il suo status siano accettati. La Turchia intende creare una polarizzazione tra curde e curdi che porti a uno scontro interno curdo. Con questo si vuole impedire lo sviluppo di un’unità nazionale.

Le persone in Kurdistan del sud sono patriottiche e sensibili. Noi le invitiamo a non diventare strumenti della politica dello Stato turco. Gli attacchi al Kurdistan del sud andrebbero analizzati e assunto un atteggiamento adeguato.

Segnalare gli informatori alla guerriglia

In questo contesto faccio appello alla popolazione del Kurdistan del sud di non rivelare informazioni sui luoghi di ritirata della guerriglia. Chiunque sia a chiederlo è al servizio dei servizi segreti turchi MIT. Queste persone andrebbero immediatamente segnalate alla guerriglia, altrimenti raggiungono il loro obiettivo di sporcare le vostre mani del sangue della guerriglia.

Appello a organizzazioni curde

Le esperienze mostrano che ogni volta che l’unità tra curd* è forte, si sviluppa a vantaggio di tutte le curde e di tutti i curdi. È stato così negli anni 2005 e 2011, e anche nel 2014 nella lotta comune contro IS. Anche ora la direzione del partito fa appello a formare un’unità con lo spirito di Kobanê, Şengal e Mexmûr. Dovremmo metterci a un tavolo. Concorderemo sui punti più importanti, le differenze possiamo discuterle. Nella fase attuale in Medio Oriente tutti sono in un dialogo. Entriamo anche noi in un dialogo. Se forze che lottano l’una contro l’altra possono trovarsi insieme a un tavolo, perché non dovrebbe essere possibile per curde e curdi condurre un dialogo? Perché il governo del Kurdistan del sud si sottrae a questo? Per il futuro e la pace del Kurdistan del sud, dobbiamo sederci a un tavolo. Questo dialogo possiamo svilupparlo per tutte le quattro parti del Kurdistan. Al bisogno possiamo anche prendere decisioni e metterle in pratica. Discutiamo di come possiamo integrarci nell’area della politica, della sicurezza e della diplomazia. Noi siamo pronti. Noi non chiediamo che il governo autonomo non abbia relazioni con degli Stati. Noi siamo contro relazioni la cui base è costituita dal sangue delle curde e dei curdi. Noi ci aspettiamo che l’amministrazione del Kurdistan del sud eviti relazioni che vanno a svantaggio del Kurdistan e facciamo appello a non essere parte della guerra dello Stato colonialista turco contro la guerriglia. La guerriglia non è un agnello che può essere sacrificato. È la difesa di questo Paese. Persone che hanno sulle loro mani il sangue della guerriglia prima o poi verranno chiamate a risponderne.

di ARGEŞ SERHAT | SARA XWINDA

Fonte: ANF (pubblicato in lingua tedesca il 27 luglio 2019)


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