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Retekurdistan.it | 20 ottobre 2019

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Azione contro espulsioni dalla Turchia

Azione contro espulsioni dalla Turchia

3 agosto 2019


L’iniziativa „Noi vogliamo vivere insieme“ ha tenuto un’azione di protesta davanti al teatro dell’opera di Süreyya a Kadıköy contro l’espulsione dalla Turchia verso la Siria.L’iniziativa „Noi vogliamo vivere insieme“ davanti al teatro dell’opera Süreyya nel quartiere di Kadıköy a Istanbul ha inscenato un’azione di protesta contro il governatore di Istanbul di espellere persone in cerca di protezione da Istanbul nelle zone dove sono state registrate o anche in Siria, ovvero nella Efrîn occupata. Le e gli attivist* sono stati circondati dalla polizia facendo sì che l’azione si svolgesse all’interno dell’accerchiamento. Con cartelli con scritte come „Basta con le espulsioni“, „No al razzismo“, „Confini aperti, libertà per i profughi“, „Noi vogliamo vivere insieme“, „Per un mondo senza classi e senza confini“ le e gli attivist* hanno espresso le loro richieste.

Özgül Saki dell’iniziativa, ha letto una dichiarazione, facendo notare le perquisizioni di posti di lavoro e abitazioni e i massicci controlli. Persone in cerca di protezione con la coercizione o con l’inganno vengono portati a acconsentire al loro „rimpatrio volontario“ e vengono espulse. Continuamente si verificano violazioni di diritti e maltrattamenti. Saki ha criticato la politica dlela Turchia sui profughi come non orientata ai diritti umani, ma alla politica di sicurezza. I profughi attraverso decisioni arbitrarie, motivate politicamente, vengono ridotti a numeri che devono essere tenuti sotto controllo. Alle persone in cerca di protezione è praticamente reso impossibile ottenere un titolo di soggiorno prolungato. Rispetto alle affermazioni del governo che le persone in cerca di protezione sono ospiti, Saki dice: „Noi crediamo che le persone in cerca di protezione non debbano essere consegnate alla clemenza della politica, ma messe sotto la protezione del diritto.“

Noi non saremo complici!

Persone in cerca di protezione in Turchia da un lato vengono criminalizzate come „clandestini“, dall’altro viene preso di mira anche chi le sostiene. Saki prende posizione in proposito e dice: „La solidarietà non si fa criminalizzare! Noi siamo determinati a prendere posizione contro questa politica dell’odio discriminatoria e ci schieriamo contro il razzismo e per i diritti umani! Noi non saremo parte di questo crimine!“

Fonte; ANF


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