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Retekurdistan.it | 19 ottobre 2019

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“Anche gli alleati di IS devono essere condannati” – Forum internazionale su IS – Live Stream

“Anche gli alleati di IS devono essere condannati” – Forum internazionale su IS – Live Stream

7 luglio 2019


Continua oggi il Forum internazionale contro „IS“. La richiesta principale è l’istituzione di un tribunale internazionale dal quale però devono essere condannati anche alleati della milizia terroristica. Primi tra tutti Recep Tayyip Erdoğan e l’AKP.

Venerdì ad Amûdê nel cantone di Qamişlo in Siria del nord ha avuto inizio un Forum internazionale contro il terrorismo della milizia jihadista „Stato Islamico“ (IS). Centinaia di espert* e persone colpite dalla Siria e dall’estero partecipano alla conferenza organizzata dal Centro per gli Studi Strategici del Rojava (NRLS) dal titolo „IS: dimensioni, sfide e strategie per un confronto“.

Nella prima sessione hanno parlato vittime, testimoni e superstiti del terrorismo di IS da Şengal, Kobanê, Francia, Pirsûs (Suruç), Deir ez-Zor e Giordania, sostenendo la richiesta di un tribunale internazionale per l’espiazione dei crimini di IS. Inoltre è stata mostrata una documentazione video degli attacchi terroristici di IS negli ultimi anni.

Dopo una pausa, il Forum è continuato con una relazione di Berivan Khalid. Khalid è co-Presidente del Consiglio Esecutivo dell’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est. Come esordio ha dichiarato che la Siria del nord e dell’est hanno pagato un prezzo elevato per la distruzione del dominio territoriale di IS. Poi Khalid ha fatto notare la minaccia per l’architettura internazionale della sicurezza da parte di IS che esiste tutt’ora e ha esortato la comunità internazionale di continuare a sostenere la regione. „La nostra richiesta primaria è l’istituzione di un tribunale internazionale per la condanna dei crimini dell’organizzazione islamista“, ha detto Khalid e ha proposto una strategia per la lotta contro IS che tutte le forze coinvolte dovrebbero seguire.

„IS non deve restare impunito

Dopo Khalid è intervenuto il co-Presidente del Consiglio Esecutivo dell’Amministrazione Autonoma nella regione dell’Eufrate, Enver Muslim. Muslim ha sottolineato la minaccia di politica della sicurezza a livello globale da parte di IS e ha detto che la lotta contro la milizia jihadista che agisce in modo terroristico viene condotta non solo per i popoli della Siria, ma per tutto il mondo. „I membri di IS detenuti vanno condannati per i loro crimini su suolo siriano. Né IS né strutture simili devono restare impunite. Dobbiamo impedire che minaccino ancora una volta i popoli del mondo“, così Muslim.

Non usare IS come materia negoziale

Nel prosieguo del Forum è stata letta una lettera di Hisên Hecî, il co-Presidente del Consiglio Autonomo di Şengal. Hecî nella lettera dichiara che l’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est è corsa in soccorso della popolazione ezida quando IS nell’agosto 2014 ha aggredito Şengal e compiuto un genocidio. „IS non deve diventare materia negoziale. Le forze che hanno avuto vittime per sconfiggere i terroristi, devono avere un ruolo anche nelle questioni giuridiche, ha chiesto Hecî.

Le FDS hanno contribuito in modo determinante alla sconfitta di IS“

Tra i partecipanti al Forum internazionale c’è anche l’ex deputato del Congresso degli Stati Uniti Thomas Garrett. Nel suo intervento ha fatto notare i retroscena che hanno portato alla fondazione delle Forze Democratiche della Siria (FDS). „Le FDS sono state create per difendere i diritti umani. Il loro ruolo nella distruzione di IS è stato significativo. Sono stati intrapresi grandi sforzi nella lotta contro IS in Siria del nord e dell’est. Scriverò una lettera per trasmettere questi temi al governo“, ha annunciato Garrett.

La minaccia continua ad esistere

L’avventuriero e scrittore francese Patrice Franceschi ha notato che la fine del dominio territoriale di IS non significa la fine degli jihadisti. „Le FDS sono state la forza portante nella resistenza contro IS, ma la minaccia data dall’organizzazione terroristica continua ad esistere. Penso che sia ora che la lotta contro IS assuma nuove forme“, ha detto Franceschi.

Il governo turco deve essere chiamato in causa

L’ex collaboratore del Pentagono Michael Rubin nella sua relazione ha esaminato le relazioni tra il governo turco dell’AKP e IS e altre organizzazioni. Sotto il Presidente Recep Tayyip Erdoğan la Turchia avrebbe costruito un’enorme rete informale di organizzazioni statali e non statali e sarebbe pronta a sostenere e rifornire gruppi terroristici ed estremisti islamisti radicali, ha detto Rubin, che dal 2008 è direttore dello „International Centre for the Study of Radicalisation“ al King’s College di Londra.

Rubin ha anche fatto notare i „collegamenti costanti della Turchia con IS“ e ha aggiunto: „Sotto questo aspetto IS non va trattato come organizzazione autonoma. È necessario chiedere conto al governo turco allo stesso modo, dato che IS rappresenta una grande minaccia anche per la popolazione turca.“

Tribunale Internazionale è irrinunciabile

L’ex Presidente del Consiglio italiano Massimo D’Alema, durante il cui governo il precursore curdo Abdullah Öcalan nel 1998 aveva fatto ingresso in Italia, ha partecipato alla conferenza in collegamento in diretta. D’Alema inizialmente ha espresso il suo „profondo legame“ alle vittime di IS e alle FDS, YPG e YPJ e ha dichiarato che la lotta contro la milizia jihadista non è finita. „IS deve essere chiamato in causa giuridicamente ed essere condannato per i suoi crimini. La comunità internazionale ha il dovere di dare il suo contributo. Esprimo il mio sostegno all’istituzione di un tribunale internazionale per la condanna dei crimini di IS. Vogliamo la pace per la Siria.“

Il Forum prosegue oggi e può essere seguito in Live-Stream al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=ZZKGN8OT4qo

Fonte: ANF


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