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Retekurdistan.it | 11 dicembre 2019

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TUAYDER: Non smetteremo di lavorare a causa della repressione

TUAYDER: Non smetteremo di lavorare a causa della repressione

2 luglio 2019


La sede di TUAYDER di Mersin, diventata un bersaglio per via della solidarietà con le famiglie e I prigionieri durante la resistenza di sciopero della fame, si impegna a continuare a lavorare nonostante la repressione.La sede di Mersin dell’Associazione di Solidarietà con i Prigionieri è sotto pressione da settimane.

Quasi tutti i dirigenti dell’associazione sono stati arrestati nel corso degli anni per via del lavoro dell’associazione, vicina alle famiglie dei prigionieri e che li ha aiutati a denunciare le violazioni che si verificano nelle carceri.

In particolare durante la resistenza di sciopero della fame per rompere l’isolamento imposto al Leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, l’associazione è stata ripetutamente oggetto di repressione. Recentemente molti documenti dell’associazione, bandiere e and computer sono stati sequestrati a seguito di retate della polizia all’interno della sede di Mersin.

All’arresto del co-Presidente dell’associazione e di molti dirigenti e la confisca di beni dell’associazione senza alcuna ragione, hanno risposto sia i famigliari dei prigionieri sia i dirigenti dell’associazione.

Ali Bilen, uno dei dirigenti dell’associazione ha detto: “Coloro che pensano di poterci impedire in questo modo di fare il nostro lavoro con le famiglie e i prigionieri, deve sapere che sbaglia. Non siamo mai arretrati di un passo per via della repressione alla quale siamo esposti.”

Bilen ha detto che la maggioranza dei soci dell’associazione sono parenti di prigionieri e che hanno un legame naturale con l’associazione. “Fino a quando continueranno gli arresti, noi continueremo a lavorare con nuovi membri. Se l’associazione venisse chiusa, continueremo la nostra lotta con una nuova associazione.”

Per quanto riguarda le ultime retate, Bilen ha detto: “Abbiamo rispettato ciò che è previsto dal nostro statuto fin dalla fondazione della nostra associazione. Se abbiamo commesso un crimine agendo in accordo con lo statuto, allora coloro che approvano lo statuto sono complici del reato. I procedimenti devono attenersi a questo. Tra il materiale sequestrato nella sede ci sono lettere di prigionieri, la rivista Modernità Democratica e perfino un’immagine della deputata HDP di Hakkari Leyla Güven pubblicata sul giornale Yeni Yaşam. Tutti questi oggetti sono stati usati come prove contro di noi.”

Bilen ha aggiunto che avvieranno una nuova fase congressuale per rafforzare l’associazione. Questo, ha detto Bilen, significherà che il lavoro sarà più organizzato e pianificato.

Fonte: ANF


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