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Retekurdistan.it | 20 settembre 2019

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Alleanza nefasta: Neçirvan Barzani e Tayyip Erdoğan

Alleanza nefasta: Neçirvan Barzani e Tayyip Erdoğan

27 giugno 2019


Dopo che Neçirvan Barzani è stato in visita da Erdoğan, l’occupazione del Kurdistan del sud ha aumentato lo slancio. Anche gli USA hanno dato il via libera per portare il regime turco dalla loro parte per quanto riguarda l’Iran.

di Seyİt Evran

Poco dopo che il Presidente della Regione Autonoma del Kurdistan, Neçirvan Barzani, si è sistemato con la sua visita obbligatoria a Baghdad, si è recato in Turchia. I responsabili turchi però lo hanno ricevuto più come un capo azienda che come uomo di stato. Poco dopo l’incontro con il Presidente turco Tayyip Erdoğan ha annunciato importanti sviluppi nella regione. Di cosa si tratti per quanto riguarda gli sviluppi annunciati, è atteso con trepidazione.

Contemporaneamente la crisi tra gli USA e l’Iran per ora ha raggiunto il suo apice dopo che è stato abbattuto un drone statunitense. Gli USA non hanno ancora mostrato una reazione militare in proposito, ma la guerra economica contro l’Iran con le sanzioni emanate di recente è a pieno regime.

In parallelo gli USA si sforzano di chiamare a raccolta gli Stati della regione del Golfo e del Medio Oriente per la loro lotta contro il regime iraniano. Uno degli attori più importanti in questo è l’Iraq. Anche l’amministrazione della regione autonoma del Kurdistan ne fa parte. Ci sono perfino fonti che sostengono che al Partito Democratico del Kurdistan (KDP) e all’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK) sia stato posto un ultimatum perché prendano una posizione chiara.

La Turchia fa un doppio gioco

Naturalmente gli USA vogliono sapere anche la Turchia dalla loro parte. Ma la Turchia finora fa un doppio gioco. Da un lato tiene a bada gli USA, dall’altro si schiera puntualmente contro l’Iran, ma tiene a bada anche il regime di Teheran. Le relazioni turco-statunitensi in ogni caso per via delle relazioni di Ankara con la Russia e l’Iran, vivono una profonda crisi. Anche perché l’atteggiamento della Turchia e quello degli USA per quanto riguarda i curdi in parte si contraddicono, le relazioni tra Ankara e Washington soffrono.

Nel mezzo di questa crisi Neçirvan Barzani è stato eletto come nuovo Presidente dell’amministrazione del Kurdistan del sud e ha fatto visita alla Turchia. Nel giorno della sua elezione lo Stato turco ha esteso la sua occupazione della regione di Bradost nel Kurdistan del sud iniziata lo scorso anno, in modo guerresco ai territori di Xakurke, alle acque del Lolan e il monte Şekif. Anche per questa ragione l’elezione di Neçirvan Barzani si è svolta con molte crisi. I deputati del PUK hanno boicottato la votazione.

La Turchia invitata per l’investitura di Neçirvan Barzani

Alla fine il 10 giugno si è finalmente svolta la cerimonia per l’assunzione dell’incarico di Neçirvan Barzani. Anche questa cerimonia è diventata una crisi e si è svolta in un modo che per molti curdi è stato inaccettabile. Perché Barzani aveva invitato la Turchia e quindi è arrivato il Ministro degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu. Il vero scandalo si è verificato quando per presunto riguardo a Çavuşoğlu durante la cerimonia si è rinunciato all’inno curdo „Ey Raqip“. Questo „riguardo“ da molti è stato considerato un tradimento. In particolare nei social media sono state fatte grandi critiche al nuovo Presidente.

I retroscena della visita ad Ankara

La visita di Neçirvan Barzani da Erdoğan si è svolta nel bel mezzo dell’accesa crisi della campagna elettorale per Istanbul. Aree politiche nel Kurdistan del sud e del nord hanno dichiarato che Erdoğan voleva abusare di questa visita a scopi elettorali. Barzani sarebbe stato convocato ad Ankara per conquistare all’ultimo minuto voti curdi a Istanbul per l’AKP, questa la tesi. Barzani stesso nella visita non è stato affatto accolto da Erdoğan come il Presidente di una regione.

I media vicini all’AKP hanno saltato del tutto nella loro cronaca il titolo di Barzani. Dal punto di vista dei contenuti è stato riferito unicamente degli accordi commerciali stipulati in occasione dell’incontro. Che tra la famiglia Erdoğan e Neçirvan Barzani ci siano stretti legami economici non è comunque un segreto. Così durante la visita di Barzani ad Ankara si sono dovuti rinnovare anche gli accordi sul petrolio tra i due partner. Per la loro prosecuzione era necessaria la firma di Neçirvan Barzani.

Un’altra ragione importate per la visita era la presenza militare della Turchia nel Kurdistan del sud e l’allargamento dell’operazione di occupazione nelle zone di Bradost e Xakurke. Cosa sia stato discusso tra Erdoğan e Barzani su questo importante tema, è rimasto riservato. Ma ancora durante il colloquio, il peshmerga di Barzani hanno sgomberato due colline strategicamente significative nella zona di Kanimasi e alcune altre postazioni nella zona di confine.

Il giorno successivo, soldati turchi hanno riempito le postazioni sgomberate. La stessa procedura si è ripetuta il giorno successivo a Zaxo. Che questi sviluppi si siano verificati poco dopo la visita di Neçirvan Barzani ad Ankara, lascia intuire cosa sia stato concordato nel suo incontro con Erdoğan. Inoltre ci sono informazioni sul fatto che negli ultimi giorni comandanti di alto rango dell’esercito turco si sono incontrati con responsabili dei peshmerga del KDP..

Come si comportano gli USA rispetto agli sviluppi in Kurdistan del sud?

Se ora consideriamo questi sviluppi congiuntamente, potrebbe assolutamente essere che nei prossimi giorni inizi un’operazione su ampia scala nelle zone di Metina, Haftanin e Zap, alla quale partecipano anche i peshmerga del KDP al fianco della Turchia. Neçirvan Barzani con questo dopo la sua visita ad Ankara ha spalancato le porte per un’occupazione turca nel Kurdistan del sud. Il via libera sembra esserci anche da parte degli USA. Perché in fin dei conti l’esercito turco da qui può anche prendere posizione per una possibile operazione militare contro l’Iran.

Ma fino a quando la Turchia per quanto riguarda l’Iran non prende una posizione chiara e tiene a bada gli USA, resta incerto quanto tempo alla fine durerà il via libera per l’occupazione del Kurdistan del sud. E perfino se la Turchia dovesse prendere posizione contro l’Iran anche solo in apparenza, anche chi detiene il potere a Teheran probabilmente romperanno il loro silenzio rispetto ad Ankara più prima che dopo. Perché per il regime iraniano la lotta tra la vita e la morte è già iniziata.

KDP e PUK nei pasticci

I partiti del Kurdistan del sud KDP e PUK, per via degli sviluppi politici tra gli USA e l’Iran sono nei pasticci. Entrambe le parti vogliono chiarezza sul posizionamento dei due partiti in questo conflitto. E quale che sia la parte a favore della quale si decideranno, la pressione da parte dell’altra parte crescerà in modo enorme. Soprattutto il PUK per questa ragione attualmente conduce un colloquio diplomatico dopo l’altro. Ma i colloqui e le riunioni finora non hanno portato a risultati chiari.

Se mettiamo insieme tutti questi sviluppi, allora riassumendo possiamo stabilire quanto segue: la Turchia vuole allargare la sua occupazione nel Kurdistan del sud. Per questo esige il sostegno attivo del KDP. Per questo nei prossimi giorni potrebbe davvero succedere che i peshmerga del KDP partecipino al fianco della Turchia a un’operazione militare contro il Movimento di Liberazione curdo. Anche il fatto che l’opzione militare tra gli USA e l’Iran attualmente diventi più probabile, alla fine non significa altro che una situazione di guerra che in un modo o nell’altro colpirà il KDP, il PUK e l’Iraq. E in fin dei conti è evidente che secondo gli accordi tra Erdoğan e Neçirvan Barzani un’ulteriore offensiva contro il Movimento di Liberazione curdo è imminente.

Fonte: ANF

 


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