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Retekurdistan.it | 21 agosto 2019

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Cemil Bayik: Efrîn non verrà mai data per persa

Cemil Bayik: Efrîn non verrà mai data per persa

11 giugno 2019


Cemil Bayik (KCK) si pronuncia sul ruolo dello Stato turco in Siria del nord e in particolare a Idlib.Cemil Bayik, co-Presidente dell’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK), ha parlato con ANF del ruolo della Turchia in Siria del nord e in particolare a Idlib:

La Turchia attualmente tiene sotto occupazione Efrîn, Jarablus, al-Bab, Mare e Azaz. A Idlib ha influenza. In effetti a parte Minbic (Manbij), l’intera regione a ovest dell’Eufrate è sotto occupazione turca. Che questo territorio sia controllato da miliziani non è vero. È sotto occupazione turca. Senza l’occupazione turca, le milizie non potrebbero stare lì. Questo è il punto di partenza. Se lo Stato turco dovesse ritirarsi, anche l’ESL e le altre forze non sarebbero in grado di restare lì. Ma la Turchia non si ritirerà semplicemente. Al momento nelle zone che occupa sta instaurando un suo sistema di amministrazione che comprende anche i settori della cultura, dell’istruzione e della sanità. Nelle scuole si insegna il turco. Questa è la situazione a ovest dell’Eufrate. La Turchia vuole usare questa regione per una trattativa sul futuro orientamento della Siria. Ormai è diventato ancora più chiaro che la Turchia nell’occupazione ha il sostegno degli USA e dell’Europa. È noto che nel periodo dell’invasione di Efrîn gli USA hanno dichiarato che la regione a ovest dell’Eufrate non li riguardava. Con questo hanno motivato il fatto che non hanno agito contro l’occupazione di Efrîn e non hanno fermato l’invasione turca. Ora diventa chiaro che non hanno sostenuto l’operato ad Efrîn solo con il loro silenzio, ma hanno ritenuto che l’occupazione da parte della Turchia fosse nel loro interesse.

Al momento Russia, Siria e Iran vogliono intervenire a Idlib, gli USA e l’Europa si dicono contrari. Si verificherebbe una tragedia umanitaria, dicono – come se a Efrîn non avesse avuto luogo una tragedia umanitaria. A Efrîn non si tratta solo di una tragedia, ma di un genocidio. I curdi vengono scacciati da quella fascia di terra, al loro posto vengono insediate altre persone. A Idlib non c’è questa situazione, ma gli USA e l’Europa sul tema della politica su Idlib hanno dato il loro sostegno alla Turchia. Ritengono nel loro interesse che la Turchia occupi il territorio insieme alle milizie, perché usano la presenza della Turchia e delle milizie come massa negoziale e strumento di pressione nella nuova formazione della Siria. Questo è molto evidente. L’occupazione di Efrîn è stata permessa dalla Russia, ma ora la Turchia sfrutta i territori da Efrîn, passando per Idlib, fino a Jarablus come zona militare e politica contro la politica della Russia e della Siria. In sostanza non è la Turchia ad andare contro un intervento della Russia e della Siria a Idlib, ma sono gli USA e l’Europa. Bisogna vedere questo dato di fatto. Questo significa che gli USA e l’Europa lì vogliono fare la loro politica attraverso la Turchia.

Nel frattempo sono minacciati dalla Turchia anche luoghi nei quali si sono stabilite persone fuggite da Efrîn. La Turchia vuole occupare anche queste zone. In realtà attraverso l’occupazione di questa regione vuole conquistare il controllo su Aleppo e tutta la Siria. Russia e Siria hanno tollerato l’occupazione turca di Jarablus e al-Bab perché in cambio si supponeva che le milizie venissero ritirate da Aleppo. Hanno anche permesso l’aumento dell’influenza della Turchia Idlib e perfino taciuto sull’occupazione di Efrîn. Ora però la Turchia non vuole usare questa politica a svantaggio della Russia e della Siria. Per questo sembra che questa lotta continui a ovest dell’Eufrate. Fino a quando Efrîn sarà occupata, i curdi senza dubbio continueranno a lottare per la liberazione e contro la forza di occupazione turco-jihadista. È nelle cose. I curdi non accetteranno mai che Efrîn come luogo più bello del Rojava, sia occupato e che sotto l’occupazione si svolga un genocidio. Lo Stato turco tuttavia vuole mantenere l’occupazione, per questo lì lo scontro tra la Turchia e i curdi durerà. Anche al-Bab e Jarablus sono occupate, per questo i curdi lotteranno contro tutte le forze che collaborano con la Turchia. Lo richiede la lotta politica. Naturalmente i curdi possono costruire relazioni con tutte le forze che sono contrarie all’occupazione turco-jihadista. Finora tuttavia vengono lasciati soli. La Russia non ha ancora chiuso lo spazio aereo all’aviazione turca.

Vediamo chiaramente che in Siria si svolgerà uno scontro imponente per Idlib. Per la Russia e la Siria la condizione in essere è insostenibile. Gli USA, l’Europa e la Turchia tuttavia vogliono mantenere la situazione. Su questa base cercano di fare pressione sul regime siriano. La Turchia nella fase attuale si appoggia agli USA. Questo lo vedono anche la Russia e la Siria. Si ritengono nel giusto e lottano contro questa politica. Quale esito avrà questa lotta, lo mostrano le posizioni sempre nuove e le guerre che si orientano in base ai mutevoli equilibri di potere. La Russia vuole evitare uno scontro diretto con gli USA, anche questo è un dato di fatto. La situazione a Idlib non si può risolvere in modo semplice né tramite una guerra violenta, né tramite negoziati politici. Per questo la lotta continua. Gli sviluppi vanno seguiti in modo costante e i curdi devono determinare la loro politica in modo adeguato. In questo la lotta contro l’occupazione deve assolutamente e ininterrottamente essere portata avanti. Ad amico e nemico va reso chiaro che Efrîn non verrà mai data per persa.

Fonte: ANF


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