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Retekurdistan.it | 20 agosto 2019

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Bacino della diga di Ilisu non ancora riempito

Bacino della diga di Ilisu non ancora riempito

11 giugno 2019


Il governo turco non ha avviato il riempimento del bacino della diga di Ilisu il 10 giugno come era originariamente previsto. In un comunicato stampa il governo ha confermato che “prove sono ancora in corso”. 

Hasankeyf, il sito storico antico di 12.000 anni verrà sommerso dall’acqua per via della costruzione della diga di Ilisu. 199 villaggi lungo il fiume Tigri verranno inondati insieme a Hasankeyf.

Per i residenti Hasankeyf è stata costruita una nuova zona residenziale sulle pendici del monte Raman. Con l’incontro di coordinamento svolto in precedenza nel distretto è stato annunciato che gli insediamenti dovevano essere svuotati tra il 15 maggio e il 15 giugno. Tuttavia, dato che le infrastrutture nel nuovo insediamento non sono ancora state completate, non è stato possibile svolgere le operazioni di svuotamento a Hasankeyf.

Nel suo discorso prima delle elezioni del 31 marzo, il Presidente Tayyip Erdoğan aveva annunciato che il 98 percento della diga di Ilisu era stato completato che il bacino sarebbe stato riempito d’acqua il 10 giugno. Questo tuttavia non è avvenuto.

Secondo le informazioni fornite dagli enti idrici statali (DSI), tecnicamente non è stato possibile chiudere gli sbarramenti della diga nella data annunciata dal Presidente. Funzionari del DSI hanno detto: “Quest’anno a causa delle piogge nell’area della diga non p stato possibile seguire il programma e l’acqua deve scendere per poter chiudere la diga.”

Un altro funzionario DSI ha affermato che le operazioni di riempimento e trasporto a Hasankeyf non sono ancora state completate e che il governo iracheno ha ricevuto assicurazioni che l’acqua non verrà interrotta per un periodo. Notando che la diga non è stata ancora completata, ha detto che la fase di test continua.

Migliaia di persone in tutto il mondo si sono mobilitate il 7 e 8 giugno per protestare contro il progetto della diga di Ilisu che avrà un impatto pesante sia sulla popolazione sia sull’ambiente e ovviamente anche sul sito storico.

Fonte: ANF

 


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