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Retekurdistan.it | 23 agosto 2019

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Il ruolo delle potenze regionali nell’invasione nel Kurdistan del sud

Il ruolo delle potenze regionali nell’invasione nel Kurdistan del sud

7 giugno 2019


Dal 27 maggio è in corso la „Operazione Artiglio“, con la quale l’esercito turco vuole occupare la regione di Xakurke nel Kurdistan del sud difesa dalla guerriglia. Alcune potenze regionali si nascondono nel silenzio, il partito di governo KDP addirittura sostiene l‘attacco.

Le zone di difesa di Medya sotto il controllo della guerriglia, si estendono lungo quasi tutto il confine del Kurdistan del sud (Iraq) fino al Kurdistan del nord (Turchia). L’esercito turco tenta continuamente in vano di occupare la zona montagnosa per scacciare la guerriglia. L’uso pressoché perfetto del territorio e il profondo radicamento del Movimento di Liberazione nella popolazione, finora fanno fatto finire ogni tentativo di invasione turco con una ritirata con molte perdite. Per questo per raggiungere i suoi obiettivi, la Turchia punta soprattutto su forze collaborazioniste del Kurdistan del sud come il KDP. Già nel 1992 nella cosiddetta „guerra del sud“ i peshmerga del clan Barzani insieme all’esercito e ai servizi segreti turchi, hanno agito in modo estremamente brutale contro la guerriglia. Il KDP rappresenta praticamente il partito di governo permanente nel Kurdistan del sud, incarichi di governo vengono spartiti tra parenti e clientele del clan Barzani. Il governo del Kurdistan del sud economicamente e politicamente è completamente dipendente dal regime dell’AKP. Per questo non è strano che il KDP, ogni volta che negli ultimi anni si è arrivati a sanguinosi attacchi dell’esercito turco contro la popolazione civile del Kurdistan del sud, ne abbia attribuito le responsabilità al PKK. Sono seguite dichiarazioni secondo le quali civili sarebbero stati bombardati unicamente a causa della presenza del PKK. Dell’invasione turca attuale è interessante soprattutto anche il momento [in cui si verifica].

Il momento dell’operazione indica un piano complessivo contro il Movimento di Liberazione curdo

Quando il 27 maggio è iniziata la „Operazione Artiglio“, si erano appena visti Barham Salih, Presidente iracheno e alto funzionario del Partito di Unione del Kurdistan (PUK) che con il KDP si contende il potere nella regione autonoma del Kurdistan del sud, in un incontro con il capo del regime Erdoğan. Inoltre era il giorno in cui Neçirvan Barzani è stato eletto Presidente della Regione Kurdistan. Se si considera anche il silenzio delle potenze più influenti in Iran e Iraq, questo indica un nuovo piano complessivo contro il Movimento di Liberazione curdo.

Primo atto di governo di Neçirvan Barzani: sostegno all’esercito turco

La prima azione di governo del Presidente del Kurdistan del sud designato Neçirvan Barzani è stata di inviare i peshmerga del KDP in aiuto ai soldati turchi messi alle strette dalla guerriglia. Lo spostamento di unità di peshmerga nella regione, ha suscitato vive proteste da parte della popolazione e tra veterani peshmerga organizzati nel gruppo Pêşmergeyên Dêrîn. Hanno annunciato che non resteranno in silenzio di fronte all’invasione turca.

Comportamento di Barham Salih e „tradimento“ KDP

Nei social media molte persone, tra loro un numero vistosamente elevato di peshmerga, ha definito il comportamento del Presidente iracheno Barham Salih e del KDP „tradimento del popolo curdo.“ Nel 2018 a Şîladizê (Shiladze) c’era stato un tentativo di invasione simile. All’epoca la risposta di un peshmerga alla domanda su cosa avrebbe fatto se il KDP avesse dato ordine di procedere contro la guerriglia era stata: „Noi abbiamo già fatto una volta questo errore. Nel 1992 e 1997 una parte dei peshmerga ha combattuto contro la guerriglia. Ma allora non conoscevamo molto il PKK. Ora però la popolazione del Kurdistan del sud conosce il PKK e anche il KDP. Non viviamo né tra il 1992 e il 1997 né la popolazione del Kurdistan del sud è rimasta la stessa. All’epoca abbiamo fatto un errore nei confronti della guerriglia e combattuto contro di lei, ma d’ora in avanti nessuna forza del mondo potrà mettere i peshmerga e la guerriglia gli uni contro l‘altra.“

Alla domanda su cosa farebbero se fossero costretti ha risposto: „Forse una costrizione del genere potrebbe portare al crollo di questa dinastia. Io parlo solo per me stesso, ma ci sono migliaia di peshmerga che la pensano come me. Se insistono lo stesso, allora basta.“

Nessuna azione diretta: il KDP è consapevole della reazione nella popolazione

Poco dopo il colloquio lo Stato turco ha bombardato la città di Şîladizê uccidendo quattro civili. A quel punto la popolazione è insorta e ha assaltato la base militare turca di Sire e l’ha data alle fiamme. Dato che il KDP conosce la reazione della popolazione e dei peshmerga, non può procedere in modo diretto contro il PKK. Il KDP invece giustifica gli attacchi turchi con la presenza della guerriglia in Kurdistan del sud. L’umore nella popolazione tuttavia è diverso. Molti sono dell’idea che sia il sostegno del KDP a rendere possibili le azioni della Turchia. Fino a quando il KDP insisterà nel mascherare l’operato della Turchia come „autodifesa“, le probabilità di una grande rivolta nel Kurdistan del sud saranno sempre più alte.

Fonte: ANF


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