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Retekurdistan.it | 19 ottobre 2019

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KNK: Fermate l’invasione turca del Kurdistan del sud

KNK: Fermate l’invasione turca del Kurdistan del sud

6 giugno 2019


Il KNK ha fatto appello a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali (ONU, NATO, UE e Lega Araba) e ai popoli democratici del mondo, perché si oppongano all’aggressione della Turchia contro il Kurdistan.

Il Congresso Nazionale del Kurdistan (KNK) ha rilasciato una dichiarazione in cui si chiede la fine della potenziale invasione del territorio curdo-iracheno da parte della Turchia.

Il testo completo della dichiarazione del KNK è il seguente:

“I curdi in Iraq e Siria sono stati impegnati in una battaglia epica contro Stato Islamico (ISIS) in Iraq e Siria – un’organizzazione che non è solo contro i curdi, ma contro la regione nel suo complesso – nel suo tentativo di creare un sistema salafita. Questo tentativo costituisce un’immensa minaccia per i valori umani, le convinzioni e le norme democratiche. Nella guerra contro questa banda barbarica, i curdi hanno svolto un ruolo profondamente significativo, aprendo la strada alla sua sconfitta finale. Oggi ISIS sta perdendo terreno, e la sua capacità di minacciare il mondo, in particolare i Paesi UE, è stata significativamente ridotta.

Tuttavia il governo dell’AKP, che è stato complice di ISIS nei suoi attacchi barbarici, non è soddisfatto e avendo realizzato che non può neutralizzare il Movimento di Liberazione Curdo attraverso ISIS, ha iniziato un attacco più diretto. Ora mira a distruggere tutte le conquiste e gli sviluppi progressive fatti dai curdi sia nel sud sia nell’ovest del Kurdistan.

Bombardamenti e invasione illegali di Afrin in Siria del Nord da parte della Turchia

Lo Stato turco ha illegalmente bombardato e invaso Afrin, una regione a maggioranza curda che era stata un’oasi pacifica in un Paese dilaniato dalla guerra, un sito di rifugio e roccaforte del progetto democratico confederale. Questa invasione criminale ha portato a centinaia di morti e a un’ulteriore ondata di espulsioni di massa. Particolarmente allarmanti sono i segnali di una completa pulizia etnica nei confronti dei curdi.

La potenziale invasione del territorio curdo iracheno da parte della Turchia

Ci sono sempre più segnali di un’imminente invasione in scala completa del territorio curdo-iracheno, compresa la regione delle montagne di Qandil in Iraq del nord, nel tentativo di accerchiare e strangolare ulteriormente l’unico luogo di libertà bella regione. Aerei da guerra turchi hanno eseguito frequenti campagne di bombardamenti nelle aree curde (Metina, Avasin, Zap, Basyan, Gare, Xakurk e Qandil) nel Kurdistan- Iraq del nord e hanno ucciso molti civili.

Rappresentanti del popolo curdo hanno ripetutamente esposto i loro timori e chiesto a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali (ONU, NATO, UE e Lega Araba) di prevenire le incursioni militari della Turchia sul confine e le violazioni della sovranità irachena.

Dato che finora non c’è stata una risposta internazionale, lo Stato turco si sente incoraggiato a compiere ulteriori incursioni e a cercare di prendere il controllo della regione dispiegando truppe aggiuntive e costruendo nuove postazioni militari (in aggiunta alle 18 basi già istituite) e avamposti dell’intelligence nella regione. Con la gendarmeria turca impegnata in parate militari nei villaggi nel distretto di Sidekan della provincia di Diyana, governatorato della regione di Hewler (la capitale della KRG), è chiaro che stanno trattando il territorio occupato come se fosse il proprio territorio.

Rompere il silenzio sull’invasione del Kurdistan da parte della Turchia

Facciamo appello a tutte le strutture rilevanti (partiti politici, organizzazioni per i diritti umani, sindacalisti e attivisti) perché si schierino con noi e agiscano contro questa violazione della legalità internazionale, condannino senza ambiguità questo crimine di aggressione e chiedano che la Turchia ritiri le sue truppe dal Kurdistan.

Chiediamo a tutti i governi e alle organizzazioni internazionali ONU, NATO, UE e Lega Araba) e a tutti i popoli democratici del mondo di opporsi a questa aggressione turca.”

Fonte: ANF


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