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Retekurdistan.it | 19 ottobre 2019

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La gente ha reagito con rabbia al tentativo di invasione turco

La gente ha reagito con rabbia al tentativo di invasione turco

2 giugno 2019


Il tentativo dell’esercito turco di invadere l’area di Xakurkê incontra una grande resistenza della guerriglia. La popolazione del Kurdistan del sud è molto arrabbiata per gli attacchi di invasione dello Stato turco e dei suoi collaboratori. Sono passati cinque giorni dagli attacchi di occupazione a Xakurkê lanciati dall’esercito turco il 28 maggio.

Ad oggi le HPG-YJA Star non hanno dichiarato perdite. Si tenta da due anni di occupare Xakurkê.
L’area di occupazione annunciata più di recente riguardava un alto colle che la popolazione locale chiama Şekif. Con la mobilitazione delle forze di occupazione, anche le forze della guerriglia delle HPG-YJA Star hanno condotto attacchi quasi ovunque.

Si sono visti pesanti scontri a presso Martire Derwêş, Martire Şahan, Martire Botan, Arê, Lêlikan. Dozzine di truppe occupanti sono state uccise in azioni di sabotaggio, attacco, infiltrazione e assalto organizzate da piccole squadre della guerriglia.

Secondo informazioni da fonti locali, nell’ultimo attacco al colle Martire Derwêş Hill con armi pesanti e leggere, ke posizioni di usch e BKC sono state completamente distrutte, molti soldati sono rimasti uccisi o feriti.

Un’altra informazione che riceviamo da fonti locali è che l’esercito occupante, che si è affidato soprattutto ai bombardamenti aerei, ora sta facendo affidamento sui peshmerga del KDP sul terreno.
Il KDP ha inviato un convoglio di 30 veicoli corazzati, tuttavia i comandanti HPG-YJA Star hanno riferito ad ANF che “non importa quante forze dispiegheranno, noi non arretreremo mai.”

Per quanto possiamo vedere nell’area, è probabile che il tentativo di occupare a Berbizînê sarebbero ragione per una grave provocazione. La popolazione della regione è stata colpita duramente da questi attacchi di invasione e ha chiamato il Governo Regionale del Kurdistan del Sud a difendere i suoi diritti e a resistere contro l’invasione.

Fonte: ANF


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