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Retekurdistan.it | 20 settembre 2019

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Cosa succede a Kerkuk, Mosul e Mexmûr?

Cosa succede a Kerkuk, Mosul e Mexmûr?

1 giugno 2019


Dopo la visita ad Ankara del Presidente del Consiglio iracheno Adil Abdelmahdi, in Iraq, in Kurdistan del sud e in altre zone contese si verificano sviluppi molto pericolosi.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri iracheno Adil Abdelmahdi circa due settimane fa si è recato in Turchia con una delegazione. In Turchia ha avuto colloqui con il Presidente Erdoğan e rappresentanti dell’AKP. Dopo è stato dichiarato che si sarebbe parlato dei rapporti commerciali tra i due Paesi, di petrolio, sicurezza dei confini e nuove vie commerciali. Dopo la visita, nei media è stato riferito che la Turchia ha fermato le importazioni di petrolio dall’Iran per rispettare l’embargo degli USA. Negli ultimi giorni sono apparse notizie sul fatto che ditte irachene e del Kurdistan del sud per via dell’embargo economico degli USA contro l’Iran, hanno aumentato il commercio con la Turchia. Questo in un certo senso può essere giusto, ma solleva la domanda se la Turchia stia proseguendo il suo commercio con l’Iran attraverso l’Iraq.

Trattative tra Turchia e Iraq

Nella visita del Ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu a Bagdad e Hewlêr (Erbil) nel mese scorso, tema dei colloqui è stata, tra gli altri, la presenza delle basi militari dello Stato turco in territorio iracheno e del Kurdistan del sud. Çavuşoğlu ha offerto che la Turchia può ritirarsi se in cambio soldati iracheni prendono il posto dei soldati turchi. Questa offerta contiene il piano di eliminare la struttura federale nel Kurdistan del sud. In questo modo si intende far sì che l’esercito iracheno possa avanzare nelle regioni nelle quali soldati iracheni non erano presenti nemmeno ai tempi di Saddam.

Nella visita del Ministro del Consiglio iracheno Abdelmahdi in Turchia, si è nuovamente parlato della presenza militare turca in Kurdistan del sud e in Iraq. Erdoğan e i rappresentanti dell’AKP, questa volta in cambio delle zone da loro occupate, hanno giocato la carta dell’acqua. Si è negoziato sul fatto che la Turchia non fermerà il flusso di acqua se può restare nelle sue postazioni. Se non potrà restare, il flusso di acqua verrà interrotto. Fonti affidabili riferiscono inoltre che il Presidente del Consiglio dei Ministri iracheno è stato spinto a un’operazione congiunta contro il movimento di liberazione curdo. Sull’atteggiamento di Abdelmahdi in questi negoziati non ci sono informazioni univoche.

L’Iraq sostiene un’operazione congiunta contro il PKK?

Nei media iracheni e del Kurdistan del sud viene riferito che Abdelmahdi non è convinto delle proposte della Turchia. Ma la Turchia dopo il colloquio ha spostato grandi quantità di forze nelle regioni di confine di Şemzinan e Rubarok per sviluppare l’occupazione del Bradost e eseguire un’operazione a Xakurke. Per lo sviluppo dell’occupazione del Bradost vengono inoltre addestrate truppe armate che equivalgono ai guardiani di villaggio nel Kurdistan del nord. Sono state istituite scuole nelle quali si insegna il turco. Questi sviluppi sollevano la domanda rispetto al fatto che forse è stato davvero fatto un accordo con Abdelmahdi. Le regioni colpite tuttavia non sono sotto il controllo iracheno, ma sotto quello del KDP. Per questo queste iniziative turche potrebbero risultare piuttosto da un accordo con il KPD, come si è già verificato in passato.

Negli ultimi giorni in alcuni media dall’Iraq e del Kurdistan del sud, si è riferito anche di un attacco dello Stato turco al campo profughi di Mexmûr. Il pericolo per Mexmûr non si limita a un attacco diretto della Turchia. IS è diventato di nuovo attivo nei dintorni di Mexmûr. Il KDP ha ritirato le sue forze da questa regione. Come ragione viene citato un avvicendamento di forze, ma finora le forze ritirate non sono state rimpiazzate. Questa situazione rinvia alla preparazione di un attacco a Mexmûr. Qui si pone la domanda su chi proteggerà Mexmûr. Mexmur finora è stato esposto agli attacchi delle bande di IS sostenute dalla Turchia. Anche lo Stato turco stesso ha eseguito due attacchi aerei su Mexmûr. Hanno perso la vita dei civili. Responsabili dell’attacco a Mexmûr sono il KDP e l’ONU. Il campo è sotto il controllo di queste due forze. L’intero piano è estremamente pericoloso e non è limitato solo a Mexmûr.

Il ruolo della Turchia nelle zone contese

Negli ultimi giorni anche Mosul, Kerkuk, Xurmatu, Xaneqin e nelle altre zone contese tra il governo centrale iracheno e il Kurdistan del sud, sono in atto sviluppi molto pericolosi. È universalmente noto che soprattutto a Kerkuk, ma anche a Mosul e in altre zone, lo Stato turco persegue piani propri. I più recenti sviluppi fanno supporre che la Turchia abbia le mani in pasta. IS è nuovamente diventato attivo. Gli abitanti di Mosul lasciano la città per motivi di sicurezza. A Kerkuk, Daqoq, Xurmatu e Xaneqin vengono bruciati campi di contadini curdi. In tutta evidenza si vogliono scacciare i curdi dalla regione. Rispetto agli incendiari si parla di arabi.

In questo modo si vogliono aizzare i curdi e gli arabi gli uni contro gli altri. Questo sporco piano è stato progettato dalla Turchia insieme agli arabi sunniti filo-turchi dell’Iraq e della regione di Kerkûk. Solo pochi sunniti partecipano, ma Kerkuk, Mosul e nelle ulteriori zone contese si vogliono far nascere conflitti che possono diventare estremamente pericolosi.

IL KDP fa parte del piano

Dato che sono note le relazioni di determinate aree all’interno del KDP con la Turchia, è evidente che sono parte di questo pericoloso piano. Anche le aree sunnite filo-turche intrattengono relazioni con il KDP. Invece di ritirarsi da questo piano e di impedire con questo il desiderato conflitto arabo-curdo, il KDP cerca di approfittare degli sviluppi e fa propaganda, affermando che la popolazione di Kerkuk e Mosul chiama il KDP ed il governo regionale a impegnarsi per lei. La politica seguita dal KDP prova che esso stesso è parte del piano.

La Turchia e il KDP con i loro pericolosi piani, di cui è già iniziata l’attuazione, cercano di mettere sotto pressione da un altro fronte l’Iraq, già fortemente colpito dalle tensioni tra USA e Iran.

di SEYİT EVRAN

Fonte: ANF


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