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Retekurdistan.it | 19 marzo 2019

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Prigionieri IS sulle relazioni tra IS e la Turchia – Parte 2

Prigionieri IS sulle relazioni tra IS e la Turchia – Parte 2

25 febbraio 2019


Oggi proseguiamo la serie di interviste con jihadisti catturati. Emre Ozanoğlu era in un’unità speciale per la propaganda in Turchia e per far passare jihdadisti verso la Siria. Emre Ozanoğlu, nato nel 1991 ad Ankara, ha conosciuto „Stato Islamico“ (IS) attraverso amici di suo padre e si è unito al gruppo di jihadisti. Alla fine del 2014 insieme a sua moglie Başak è andato in Siria.

Incarichi di propaganda per IS ad Ankara

Più tardi Emre Ozanoğlu insieme a sua moglie si arrese alle Forze Democratiche Siriane (FDS) e ora si trova in prigionia. All’agenzia stampa ANHA ha riferito dei gruppi di propaganda di IS in Turchia: „Ad Ankara c’era una persona di nome Selahattin. Suo compito era reclutare per IS e portare Muhadshirun [jiadisti stranieri] in Siria.“

Ozanoğlu ha dichiarato di non avere altre informazioni su Selahattin, sarebbe entrato in contatto con lui attraverso suo padre. Ha confermato le affermazioni dello jihdadista turco Oğuzhan Emre, di cui abbiamo riferito ieri, che descrive un certo Kamil Nuhoğlu come responsabile di IS ad Ankara, che tra l’altro guidava anche il gruppo di propaganda. Uno jihdadista con questo nome è stato ucciso nella liberazione di Raqqa.

Adesione a IS

Ozanoğlu ad Ankara insieme a sua moglie Ehefrau Başak a suo padre Rıfat salì su un veicolo messo a disposizione da „Selahattin“ e si avviò verso la Siria. L’autista veniva chiamato „Terzi Ahmet“, con loro nel veicolo c’erano anche altre due persone di nome Taha e Muhsin con le loro famiglie. Furono controllati solo all’uscita da Ankara sulla strada verso Dîlok (Antep). Dopo un controlli della durata di 15 minuti, durante il quale l’autista e i poliziotti chiacchieravano e le famiglie non dovettero nemmeno scendere, continuarono con la stessa vettura fino a Dîlok. Anche dopo proseguirono indisturbati il loro viaggio verso IS. Questo salta agli occhi in particolare perché in quel momento erano in corso controlli massicci in particolare sulle strade verso est. A Dîlok furono consegnati ai membri locali di IS e fatti passare attraverso il confine senza alcun problema. Ozanoğlu dice: „Senza alcun ostacolo con un ‚Transit‘ siamo andati a Rai attraversando il confine. Al confine non abbiamo visto neanche in solo soldato.“

A Rai le donne e gli uomini furono separati. Ozanoğlu e suo padre vennero portati in una stanza dove aspettarono insieme altri stranieri aspiranti membri di IS. Un giorno dopo lui e suo padre in un gruppo di jihadisti turchi vennero inviati per l’addestramento nel villaggio di Shahitat nella regione di Hemam.

Membro del “gruppo di Istanbul”

Dopo l’addestramento a Shahitat, Ozanoğlu venne assegnato a un’unità che si chiama „gruppo di Istanbul“ e che era costituita in prevalenza da uomini del quartiere Sultanbeyli di Istanbul. Poi a Deir ez-Zor ebbe un ulteriore addestramento militare e venne trasferito a Bab. Lì venne incarico di combattere con unità turca di IS di 70 componenti contro le YPG e YPJ nei dintorni di Girê Spî.

Della lotta contro le YPG e YPJ, Ozanoğlu ha riferito: „In guerra avevo molta paura. Per questo volevo lavorare dietro il fronte. A Tell Abyad [Girê Spî] non siamo stati in grado di tenere testa alle YPG. Ci sonro stati molti morti e ci siamo dovuti ritirare.“

Dopo la liberazione di Girê da parte delle YPG e YPJ andò con suo padre e sua moglie a Raqqa. Lì secondo quanto dichiara, lavorò con suo padre nella produzione di vetture. Quando le FDS avanzarono vero Raqqa, Ozanoğlu tornò a Mayadin.

Padre commette attentato suicida contro forze del regime

A Mayadin non c’era possibilità di lavorare dietro al fronte. O ci si univa alle unità di attentatori suicidi o si combatteva sulla linea più avanzata del fronte. Il padre di Ozanoğlu si unì a un’unità per gli attentati suicidi.

Ozanoğlu dice che suo pare era ingenuo e che credeva a tutto molto rapdiamente: „Uno con accento azerbaigiano cercava di convincere mio padre a fare un attentato suicida contro unità del regime ad al-Mayadin. Diceva: ‚Zio, alla fine c’è il paradiso, tu puoi farlo.‘ Io cercai di convincere mio padre a non farlo, ma non mi diede ascolto. Poi andò via e non ebbi più sue notizie. Dopo 20 giorni venni a sapere da un amico che mio pare aveva attaccato soldati del regime siriano con una vettura piena di esplosivo.“

Quando l’offensiva delle FDS su Deir ez-Zor ha progressivamente limitato lo spazio d manovra di IS, Emre Ozanoğlu e sua moglie si sono arresi alle FDS.

 

ANF


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