Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Retekurdistan.it | 20 giugno 2019

Seleziona una pagina:
Scroll to top

Top

Nessun commento

Cosa ha offerto Ankara alla Russia e cosa ha ottenuto?

Cosa ha offerto Ankara alla Russia e cosa ha ottenuto?

1 gennaio 2019


In cambio di una parte di Minbic rappresentanti della Turchia hanno offerto a Mosca una parte di Idlib. La Russia ha assunto un atteggiamento di attesa. Dopo che il Presidente turco Erdoğan negli ultimi tre anni ha ripetutamente inviato gli USA a lasciare la Siria, ora l’effettiva decisione sul ritiro degli USA lo ha messo in una situazione politica traballante e ha iniziato a fare retromarcia.

Con la dichiarazione degli USA „È ora di staccare la spina ad Astana“ e la successiva decisione di un ritiro delle truppe la posizione della Turchia è entrata in ballo pesantemente dato che si è resa necessaria una rideterminazione tra gli USA e la Russia. Di fronte a questo scenario la Turchia riunisce le truppe davanti a Minbic e ha annunciato un’invasione.

Posizione comune contro minaccia comune

Con la decisione sul ritiro tutte le forze cercano di posizionarsi nella nuova atmosfera politica che si è creata in Siria. Si sono svolti una serie di incontri rispetto alle minacce di invasione di Ankara. A seguito dei colloqui a Qamişlo, Damasco e Mosca l’amministrazione autonoma della Siria del nord e dell’est e il regime siriano hanno dichiarato lo Stato turco e i suoi jihadisti una „minaccia comune“ e hanno raggiunto un intesa rispetto a una „posizione comune“ in merito.

Passi diplomatici critici

In seguito a questo forze del regime sono state spostate nel comune di Arima (Erîma) ad al-Bab particolarmente minacciato da un’occupazione, per collaborare sul posto con le forze di autodifesa della regione, quindi lo Jabhat al-Akrad, il Consiglio Militare di Minbic.

Questa intesa con la partecipazione russa comprende il nord di Minbic, quindi fino al fiume Sajur, che costituisce il confine verso Jerablus. Per questo su Arima sventolano tre bandiere; quella russa, quella siriana e quella di Jabhat al-Akrad.

Questi passi diplomatici critici hanno preceduto una vista a Mosca del Ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu, del Ministro della Difesa turco Hulusi Akar, del capo del MIT Hakan Fidan e del portavoce di Erdoğan Ibrahim Kalın.

Dichiarazione del Cremlino

Direttamente prima della visita della delegazione turca il Cremlino ha dichiarato: „Noi confermiamo che il controllo su Minbic è passato all’esercito siriano.“ Questa dichiarazione ci rende possibile fare alcune deduzioni rispetto all’atteggiamento della Russia, ma non ci fornisce informazioni su quali proposte la delegazione turca abbia portato alla Russia. Dopo l’incontro della durata di un’ora e mezza è stato dichiarato che sono state fatte proposte simili a quelle del precedente accordo con la Russia su Jerablus-Azaz-al-Bab e Efrîn.

Cosa voleva la delegazione turca?

Secondo informazioni attuali la delegazione turca ha proposto alla Russia che „l’esercito turco e i gruppi dell’opposizione avanzino fino a tre – cinque chilometri nel centro di Minbic“, „l’esercito siriano si avvicini fino a tre – cinque chilometri al centro di Minbic da sud“, „di formare un nuovo governo a Minbic con la partecipazione dell’ala politica sotto l’ESL“, „i curdi lascino la città.“

Cosa ha offerto la delegazione turca?

L’esercito turco in cambio di questo ha offerto Idlib e dichiarato, „che verrà ignorato un avanzamento del regime fino a 15 da sud in direzione di Idlib“ e trasferito „al regime il controllo sulla strada Minbic-Bab-Aleppo“. Inoltre Paesi arabi come gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein uno dopo l’altro hanno iniziato a costruire relazioni diplomatiche con la Siria e l’Arabia Saudita si prepara a relazioni con Damasco. Sembra che la Turchia sia impegnata in questo senso.

Cosa ha risposto la Russia?

La delegazione russa presumibilmente si è comportata in modo piuttosto reticente rispetto alle offerte della Turchia, in particolare dopo la dichiarazione di Ankara agli USA, di „non avere fretta“ con il ritiro delle truppe e l’annuncio che poi alla fine comprerà missili Patriot invece dei missili russi S-400.

D’altronde anche la Russia vuole aspettare i risultati di un incontro della Turchia a Washington l’8 gennaio. Questo si nota dall’atteggiamento esitante di Mosca. La Russia vuole tenere d’occhio quello che vuole fare lo Stato turco.

Le note a piè di pagina delle ambasciate

Dopo l’incontro il Ministro degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu ha dichiarato: „Noi come forze garanti di Astana difendiamo l’integrità territoriale della Siria e siamo contro tutti gli sforzi che la minacciano“. Con questa dichiarazione ha cercato di creare fiducia da parte della Russia.

Il Ministro degli Esteri della Russia Sergej Lawrow sui colloqui ha dichiarato che ci si sarebbe accordati per coordinare la lotta contro il „terrorismo“. Questa dichiarazione vaga è espressione dell’atteggiamento di attesa della Russia.

Le pattuglie degli USA

La decisione sul ritiro degli USA incontra ancora dubbi. A Minbic l’esercito USA negli ultimi giorni ha perfino aumentato le pattuglie. I militari statunitensi in precedenza pattugliavano solo sul confine con la Turchia e Jerablus controllata dalle sue milizie, ora però fanno pattugliamenti anche nel centro di Minbic. Mentre gli USA ora rafforzano i loro movimenti intorno a Minbic, nascono anche alcuni dubbi sulle loro intenzioni.

 

ANF


Tags

Inserisci un commento