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Retekurdistan.it | 23 ottobre 2018

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I migranti in Turchia consegnati alle bande

I migranti in Turchia consegnati alle bande

12 agosto 2018


Lo stato turco sta deportando con la forza i migranti, che hanno usato come materiale di ricatto contro l’Europa per anni, a Idlib e Afrin. H.E che è giutno in Turchia 5 anni fa, è uno dei migranti che è stato deportato con la forza dallo Stato. Ha parlato con ANF sulla sua esperienza e di quello a cui ha assistito, partendo dal suo arresto a causa di un problema con il suo documento di identità.H.E. ha proseguito “ Essi hanno arrestato due di noi perché non avevamo il documento di identità. In detenzione ci hanno torturato. Ci siamo rimasti per 6 giorni. Poi avevano detto che ci avrebbero rilasciato, ma abbiamo dovuto pagare. Abbiamo dato loro le 12.000 lire che avevamo. Due giorni dopo, hanno detto che ci avrebbero rimandati all’Ufficio stranieri. Quando siamo stati portati, ci hanno fatto firmare alcuni documenti. Poi ci hanno riportato indietro. Ci hanno fatto firmare altre cose e ci hanno lasciati a Babhewa (cancello di confine di Idlib). Eravamo in 50. C’erano anche delle famiglie.

Lo Stato turco mi ha consegnato alle bande a Babhewa. Ci hanno portato al capo della banda. Durante le indagini hanno detto che non eravamo mussulmani e ci hanno insultato. Volevano fermarsi al check-point e confiscare i nostri telefoni ed il denaro. Ho dato loro 5.000 lire siriane e mi hanno restituito il telefono.

Attraversamento ad Afrin

Ci hanno portato al comandante turco. Affermava che noi provenivamo dal Pkk. Hanno detto che la voglia sulla mia vita era una ferita da combattimento. Le bande hanno combattuto tra di loro. Un membro delle bande è stato ucciso. Nel caos il comandante turco era fuggito. Ci siamo avvantaggiati della zuffa e siamo saliti in macchina. Abbiamo chiesto a qualcino di aiutarci ad andare ad Afrin. Poi sono arrivate le bande. Abbiamo pagato loro 40.000 lire e siamo entrati ad Afrin.

10 gironi ad Afrin

H.E. ha dichiarato che hanno visto cose terribili ad Afrin: “ Ad Afrin,i curdi vengono torturati. Le loro proprietà vengono confiscate. Sono stato ad Afrin per 10 giorni. Non potevo uscire molto a causa della paura.Stavano confiscando abitazioni, Molestavano le donne, Tagliavano le mani alle donne per prendersi il loro oro. Queste cose sono accadute di più a Shiye, Jindirese, Mabata, Sherawa e Shera. Io non so se è accaduto a Bibile, perché non ci potevo andare. Non potevo andare al mio villaggio perché non sapevo cosa mi avrebbero fatto se lo avessi fatto.

Tutti i tipi di male

Le bande vanno in ricognizione nel corso della giornata, cercano la casa più ricca, chi ha l’oro. Poi di notte entrano in quelle case. Un mese fa, sono entrati a casa di una donna di notte perché indossava dei braccialetti d’oro. Hanno ucciso suo marito e l’hanno violentata. Le hanno tagliato il braccio per il suo oro. Hanno sparato alle persone quando sono venute in aiuto dopo aver sentito le sue grida. Poi hanno portato via la donna e i suoi due bambini. Non li abbiamo mai più sentiti. Il braccio mozzato dovrebbe essere ancora in casa. “

ANF

 

 


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