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Retekurdistan.it | 20 luglio 2018

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42 giorni in sciopero della fame

42 giorni in sciopero della fame

13 luglio 2018


Il giornalista Turgut Kaya in carcere ad Atene con uno sciopero della fame si oppone al rischio di estradizione in Turchia. Da 42 giorni Turgut Kaya rifiuta l’assunzione di cibo. Con il suo sciopero della fame, il giornalista rivoluzionario in carcere ad Atene si oppone al rischio di estradizione in Turchia. Kaya si trova attualmente nell’infermeria del carcere di Atene-Korydallos.

Un milione di Euro di taglia

Kaya era stato arrestato nei pressi del confine turco-greco il 28 febbraio in base a un mandato di cattura della magistratura turca diramato dall’Interpol. È accusato di essere in quadro dirigente del Partito Comunista Maoista della Turchia/Marista-Leninista (TKP/ML). Sulla lista dei »terroristi« più ricercati del Ministero degli Interni turco, il nome di Kaya figura insieme a quello del dirigente del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) Cemil Bayik e del leader di una setta Fethullah Gülen che viene ritenuto responsabile del tentativo di golpe di due anni fa. Per la cattura di Kaya è stata messa una taglia di circa un milione di Euro (quattro milioni di Lire turche) che è stato condannato in contumacia a una pena detentiva di 14 anni e sette mesi.

Incarcerato e torturato

Kaya è stato attivo politicamente fin dai tempi dei suoi studi negli anni ‘90, è stato arrestato e pesantemente torturato diverse volte. Da ultimo è stato in carcere preventivo per la sua collaborazione con il giornale socialista Özgür Gelecek per sei anni con l’accusa di appartenenza a un’organizzazione terroristica. Dopo una sentenza della Corte Europea per i Diritti Umani contro una durata eccessiva della carcerazione preventiva, è stato liberato nel 2012. Inizialmente è fuggito in Grecia, ma poi è tornato segretamente in Turchia dove fino alla sua nuova fuga ha proseguito la sua attività politica in clandestinità.

Nonostante Kaya abbia chiesto asilo immediatamente dopo il suo arresto, l’alta corte amministrativa di Atene alla fine di maggio ha dichiarato ammissibile un’estradizione. La decisione definitiva da allora è nelle mani del Ministro della Giustizia Stavros Kontonis del partito Syriza.

Süleyman Gürcan della »Confederazione dei Lavoratori della Turchia in Europa« (ATIK), che da settimane conduce azioni di protesta davanti alle sedi diplomatiche greche, ha espresso a Yeni Özgür Politika la preoccupazione che Kaya possa essere scambiato con due soldati greci detenuti in Turchia. I soldati a marzo durante un pattugliamento di confine erano penetrati per alcune centinaia di metri in territorio turco, Ankara per questo li accusa di spionaggio.

Scambio di ostaggi possibile

Il governo del Presidente Alexis Tsipras è sempre più sotto pressione perché non è riuscito a liberare i soldati dalla carcerazione di un partner della NATO. Per parte sua la Turchia chiede la consegna di otto soldati turchi fuggiti in Grecia che avrebbero partecipato al tentativo di golpe del luglio 2016. La loro estradizione tuttavia è stata dichiarata inammissibile dalla più altra corte amministrativa, quindi per uno »scambio di ostaggi« resterebbe solo Kaya.

Attivisti ATIK di diversi Paesi europei sono da tre settimane quotidianamente sulla Piazza Syntagma davanti al Parlamento greco per chiedere la liberazione di Kaya. Una settimana fa sono stati attaccati da un gruppo di fascisti greci.

“La carcerazione di Turgut Kaya è un attacco a tutti gli oppressi e a tutti i rivoluzionari”, ha dichiarato la rappresentante ATIK Zilan Kizilates lunedì in una conferenza stampa della piattaforma di solidarietà per Kaya formata da organizzazioni della società civile nella sede della confederazione sindacale ADEDY a Atene.

Non staremo a guardare come Kaya muore di fame

“Non vogliamo vuote promesse dalle autorità greche ma garanzie vere per Turgut.” Che la Grecia è un Paese democratico, non è una garanzia sufficiente per la protezione di Kaya, ha dichiarato Kizilates. In fondo la democratica Norvegia ha estradato in Turchia l’attivista Gülizar Tasdemir. “Non staremo a guardare inerti come Turgut Kaya muore di fame” ha detto Kizilates, annunciando ulteriori azioni di solidarietà con riferimento al peggioramento delle condizioni di salute di Kaya. Mercoledì componenti della piattaforma di solidarietà vogliono richiamare l’attenzione sul destino di Kaya durante una manifestazione anti-imperialista.

Giovedì si svolgerà la prima audizione per l’asilo di Kaya. Per una decisione sulla concessione dell’asilo tuttavia può essere necessario ancora diverso tempo.

Gönek è stato rilasciato

Intanto martedì un tribunale ha assolto Hidir Gönek, arrestato insieme a Kaya, dall’accusa di “tratta di esseri umani”. Nell’interrogatorio Gönek, anche lui un comunista originario della Turchia, aveva respinto l’accusa di attività di scafista dicendo di conoscere Kaya già da molto tempo e di averlo aiutato per motivi politici. Mercoledì Gönek verrà rilasciato dalla carcerazione preventiva a Komotini.

NICK BRAUNS | Yeni Özgür Politika


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