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Retekurdistan.it | 20 luglio 2018

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Continua la politica di ‘turchizzazione’ in Siria del nord

Continua la politica di ‘turchizzazione’ in Siria del nord

10 luglio 2018


La Turchia vuole rendere la sua presenza a Afrin e nelle altre zone occupate della Siria del nord una realtà permanente. Lo Stato turco ha cercato di creare una zona cuscinetto nel nord della Siria fin dall’inizio della guerra siriana. La presenza di turkmeni a Shehba costituisce la base per questo piano.

Lo Stato turco è stato attivo nella regione attraverso l’operazione “Scudo dell’Eufrate” e il 24 agosto 2014 ha ricevuto Jarablus dai mercenari di DAESH.

Dopo l’occupazione di Jarablus, lo Stato turco ha fornito ampio sostegno militare ai mercenari di DAESH per impedire alle FSD (le Forze Siriane Democratiche a guida curda) di liberare Raqqa.

Lo Stato turco ha occupato centri come Jarablus, al-Bab, Azaz e Cobanbey in collaborazione con mercenari appartenenti a DAESH e al-Nusra mantenendo la politica delle forze dello Stato siriano nella regione.

Lo Stato turco ha costretto le popolazioni curda e araba nella regione a migrare verso l’est dell’Eufrate e Aleppo.

Dopo che lo Stato turco ha costretto a migrare le famiglie curde e arabe, turkmeni da diverse regioni dell’Iraq e della Siria hanno iniziato a insediarsi nelle città curde e arabe ora semivuote. Lo Stato turco ha commesso massacri e ucciso migliaia di persone e ha sequestrato i loro beni e le loro case.

Lo Stato turco ha rapidamente messo queste città e aree sotto il suo controllo e messo in atto nuove politiche mirate a rendere permanente la sua presenza.

Lo Stato turco ha appeso foto dei soldati uccisi nel conflitto all’ingresso delle città, mentre manifesti del Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e bandiere turche sono state appese in tutte le istituzioni delle città.

La città di Afrin è stata brutalmente assaltata dal regime turco. Gli attacchi si sono estesi anche al cantone di Shehba. Lo Stato turco ha costituito stazioni a Idlib designando funzionari “responsabili” e ha anche posizionato posti di osservazione nella regione con il pretesto che si tratta di una “zona di guerra”.

Compagne telefoniche turche hanno rapidamente iniziato a costruire stazioni di rete nella regione. L’azienda Turkcell che ha costruito poli di rete in molte aree di Shehba, ora ha iniziato a costruire altri poli a Idlib e Afrin.

Lo stato turco sta rapidamente implementando le sue politiche di turchizzazione nelle città che ha occupato.

 

ANF


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