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Retekurdistan.it | 18 dicembre 2018

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La Turchia continua le sue politiche genocide e coloniali in Kurdistan in spregio delle sue responsabilità internazionali

La Turchia continua le sue politiche genocide e coloniali in Kurdistan in spregio delle sue responsabilità internazionali

12 aprile 2018


Lo Stato turco, nella sua veste di erede dell’Impero Ottomano, non si sta ritirando dal Kurdistan e vi sta intensificando le sue operazioni militari. Da un lato sta bombardando aree civili curde con artiglieria pesante e aerei da combattimento, dall’altro sta allargando la sua occupazione al resto del Kurdistan in Siria e Iraq. Lo Stato turco ha appena allargato la sua occupazione entrando nel Kurdistan occidentale (Siria del nord). Prima è entrato a Jarablus, El-Bab e da ultimo è entrato a Efrin con tutta la sua potenza militare e ora si sta dedicando alla pulizia etnica nella città.

Il governo Erdogan ha portato le aspirazioni coloniali dello Stato turco a un livello del tutto nuovo. Il loro scopo, se riescono, è di annullare tutte le conquiste fatte dai curdi sia nel Kurdistan del sud che in quello occidentale. Se non riescono in questo, intendono circondare tutti i territori curdi e soffocare il Kurdistan. Lo Stato turco sta mantenendo la sua politica di sempre contro i curdi e il Kurdistan e spera di lasciare di nuovo i curdi senza alcun diritto. La politica dello Stato turco contro i curdi è di guerra, distruzione e occupazione a tutto campo.

Dopo l’occupazione di Efrin, Erdogan ha reso chiare le sue intenzioni affermando che l’offensiva armata sarebbe andata avanti fino al Kurdistan del sud (Kurdistan iracheno). In conformità con queste intenzioni, l’esercito turco ha attraversato i suoi confini ufficiali verso est nella regione di Biradosta e verso sud nella regione di Bahdina, nel tentativo di occupare parti del Kurdistan del sud. Questo è un concetto nuovo. Vogliono occupare tutti i territori tra Biradosta e Bahdina per circondare mezzo Kurdistan del sud e occuparle come Efrin. Se in questo hanno successo, il loro prossimo passo sarà occupare tutto il Kurdistan del sud. Gli attacchi dello Stato turco sono iniziati e e non sono più mere intenzioni, ma veri e propri attacchi.

Nell’occupazione di Efrin c’è stato il silenzio da parte delle forze internazionali (USA e EU) e l’apertura dello spazio aereo da parte della complice Russia. Un silenzio simile si può attualmente vedere negli attacchi contro il Kurdistan del sud. Perfino il governo centrale iracheno non sta facendo una sola mossa per difendere i suoi confini ufficiali. Questo significa solo che c’è una mossa internazionale contro il popolo curdo. Questo silenzio e questi attacchi lasciano i curdi ad affrontare massacri in ogni parte del Kurdistan. Questo è un oltraggio ai curdi in tutto il mondo, e in particolare a quelli in Europa. Prendere posizione contro le politiche genocide dello Stato turco non è solo una responsabilità ai sensi delle normative internazionali, ma anche un dovere etico.

Lo Stato vuole togliere i diritti dei curdi, danneggiare le regioni autonome nel Kurdistan del sud e occidentale e spezzare la resistente volontà della popolazione.

Questa ultima offensiva da parte dello Stato turco nel Kurdistan del sud, proprio come è stato per Efrin, è contraria alla legislazione internazionale e alla Carta dell’ONU.

Il KNK condanna l’aggressione e l’occupazione da parte dello Stato turco.

Chiediamo a tutti gli Stati, all’ONU, alla NATO, all’UE, alla Lega Araba e alle forze democratiche del mondo di non restare in silenzio di fronte all’aggressione turca e di sostenere la lotta per la libertà del Kurdistan.

Il Consiglio Esecutivo del KNK


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