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Retekurdistan.it | 15 agosto 2018

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Cambio della guardia a Sengal

Cambio della guardia a Sengal

27 marzo 2018


Dopo minacce di guerra turche il PKK consegna il controllo sulla regione yezida a Bagdad- L’esercito irakeno domenica ha fatto ingresso nella regione nord-irakena di Sengal (Sinjar) e ha preso il pieno controllo del confine irakeno-siriano. Le zone di insediamento della minoranza religiosa degli ezidi in precedenza erano sotto il controllo della guerriglia del Partito dei Lavoratori del Kurdistan PKK, che venerdì a sorpresa aveva annunciato il ritiro dei suoi combattenti. Il PKK è a Sengal dall’estate del 2014. La sua guerriglia all’epoca, insieme alle Unità di Difesa del Popolo e delle Donne YPG/YPJ, portò decine di migliaia di ezidi attraverso un corridoio di fuga al sicuro dagli attacchi di »Stato Islamico« (IS) dalla Siria del nord nell’interno del Paese. »La guerriglia è intervenuta a Sengal per salvare la popolazione ezida da un genocidio. Con il raggiungimento dell’obiettivo di pace e sicurezza a Sengal, la guerriglia viene ritirata da quella zona«, aveva dichiarato l’Unione delle Comunità del Kurdistan KCK, come organizzazione di riferimento del PKK rispetto al suo ritiro. Gli ezidi ora come società organizzata sarebbero in grado di provvedere loro stessi e alla sicurezza e alla difesa di Sengal.

In precedenza c’erano state minacce dirette del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan. L’esercito turco avrebbe potuto »una notte fare all’improvviso ingresso a Sinjar per ripulire la regione dal PKK «. Se Bagdad non avesse proceduto contro il PKK nell’Iraq del nord, ci sarebbe stata un’ulteriore »operazione ramo d’ulivo«, aveva dichiarato Erdogan la scorsa settimana facendo riferimento al fatto che l’esercito turco e i suoi mercenari hanno occupato il cantone di Afrin nel nord della Siria.

Che non si trattasse di minacce vuote, lo dimostravano i contemporanei preparativi turchi per operazioni militari nel nord dell’Iraq. Così è stata costruita una nuova base militare in territorio irakeno nella zona di confine irakeno-siriano-turca presso la città di Sidakan. Sulla montagna Kolitar l’esercito turco ha inoltre costruito a pochi chilometri da un campo del PKK, un posto di controllo per l’impiego di droni. Negli attacchi aerei turchi contro villaggi nel nord dell’Iraq alla fine della scorsa settimana presso Dola Balayan, sono stati uccisi quattro civili sulla via del rientro da un festeggiamento per il Newroz, la festa del capodanno curdo. Gli attacchi mirano a intimidire la popolazione civile »perché la lotta del movimento di liberazione curdo non viene più condotta da un’avanguardia, ma è diventata una lotta di popolo«, ha dichiarato la KCK in proposito. Mentre il governo regionale curdo dominato dal Partito Democratico del Kurdistan (KDP) ha taciuto, il governo centrale irakeno ha protestato contro questi attacchi all’integrità territoriale del Paese. Bagdad inoltre ha respinto l’illazione del Ministro degli Esteri turco Mevlüt Cavusoglu, che sarebbe stata concordata un’operazione militare congiunta contro il PKK nel nord dell’Iraq.

Per non esporre gli ezidi al rischio di un attacco turco, i funzionari del PKK e rappresentanti del Ministero della Difesa irakeno, nella città di Khan Al-Sur si sono accordati sul ritiro della guerriglia. Parte dell’accordo è che Bagdad dia il consenso a integrare le Unità di Resistenza dello Sengal (YBS) costruite da addestratori del PKK con ezidi locali, nelle forze di intervento irakene. I circa 1.500 combattenti ezidi resteranno di stanza nei territori da loro controllati nell’ovest della regione.

Tuttavia le truppe che agiscono secondo l’ideologia dell’ideologo del PKK Abdullah Öcalan, dovrebbero continuare a disturbare il governo turco. In effetti il Presidente turco per ora si è mostrato indifferente alla dichiarazione di ritiro del PKK. »Noi abbiamo detto che andiamo a Sinjar. Ora l’operazione è iniziata. La lotta è interna e esterna«, ha sostenuto Erdogan sabato davanti a seguaci del suo partito di governo AKP nella città di Trebisonda. Ma sia l’esercito irakeno che il PKK smentiscono l’inizio di un’azione militare in Iraq.

 

di Nick Brauns

 

https://www.jungewelt.de/aktuell/rubrik/ausland.php

 


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