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Retekurdistan.it | 15 agosto 2018

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Peshmerga: Lo Stato Islamico si sta ricomponendo a Kirkuk e Mosul

Peshmerga: Lo Stato Islamico si sta ricomponendo a Kirkuk e Mosul

12 marzo 2018


Un aumento delle attività dello Stato Islamico (IS) a Kirkuk e nei pressi di Mosul sono una indicazione che il gruppo jihadista si sta ricomponendo, lo ha affermato domenica un funzionario dei peshmerga. La realtà nella zona di Hawja, nella provincia di Kirkuk, nelle montagne di Hamreen ed in alcune zone della provincia di Nineveh a Mosul dimostrano il fatto che Daesh si prepara militarmente, in auqnto è stato attivo nella regione, ha riferito Halgurd Hikmat, un portavoce del Ministero dei Peshmerga.

“Questo può essere interpretato come Da’esh che si prepara in futuro ad aumentare le loro operazioni militari in quelle zone” ha avvertito Hikmat L’Iraq nel dicembre 2017 ha dichiarato la vittoria nei confronti di IS dopo tre anni di aspri combattimenti per liberare le vaste aree del territorio controllate dal gruppo jihadista dal giugno 2014. Dall’inizio del 2018, lo Stato Islamico ha ripetutamente attaccato le forze irachene e le milizie sciite di Hashd al-Shaabi sostenute dall’Iran a Hawija, nel sud di Kirkuk e nella provincia di Ninive.

La provincia petrolifera di Kirkuk, ricca di petrolio ed etnicamente diversificata, è stata sotto la protezione delle forze peshmerga dalla metà del 2014, prima dell’attacco militare e della riconquista da parte delle forze irachene e delle milizie sciite del 16 ottobre 2017. Da allora, la provincia soffre di instabilità e insicurezza. La città assediata di Hawija è una delle aree popolate dai sunniti arabi situata nella parte occidentale della provincia di Kirkuk. Le forze irachene hanno strappato il controllo della città l’8 ottobre, ma gli analisti militari affermano che, sebbene Hawija sia militarmente liberata, restano coloro che sono fedeli all’IS.

Sia i funzionari curdi che quelli iracheni hanno ripetutamente affermato che l’IS è stato sconfitto in Iraq, ma la sua ideologia radicale deve ancora essere sradicata. Ciò continua a rappresentare una minaccia alla sicurezza per il paese, che, insieme a ulteriori disordini e misure di sicurezza potenzialmente sempre più severe, potrebbe causare condizioni che porteranno altri ad aderire al gruppo jihadista in futuro.

 Mewan Dolamari

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