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Retekurdistan.it | 23 giugno 2018

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La Turchia continua lo spargimento di sangue di Afrin- Barbarie a Jindirese: Molti civili uccisi

La Turchia continua lo spargimento di sangue di Afrin- Barbarie a Jindirese: Molti civili uccisi

5 marzo 2018


Nel 45esimo giorno di attacchi dell’invasore esercito turco contro Afrin, molti civili sono stati uccisi a Jindirese. L’esercito turco invasore continua a colpire civili nelle aree residenziali di Afrin. In 45 giorni di attacchi, l’esercito invasore ha ucciso più di 263 civili e oggi ha compiuto ancora un altro massacro nel distretto di Jindirese. Secondo rapporti gli attacchi aerei turchi contro il distretto hanno portato all’uccisione di molti civili e ci sono notizie di molti feriti. Non ci sono ancora dati concreti sui numeri.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha deciso mese di cessate il fuoco in tutta la Siria, ma l’esercito turco, sostenuto da organizzazioni terroristiche criminali islamiche e bande, ha intensificato la sua guerra contro il cantone di Afrin a maggioranza curda. Organizzazioni per i Diritti Umani dell’ONU, Amnesty International, organizzazioni umanitarie siriane e curde ricevono giornalmente rapporti da Afrin di morti e feriti civili e di limitazioni per i movimenti di civili come risultato delle continue operazioni militari della Turchia e delle bande terroriste islamiche.

In una nuova dichiarazione, Panos Moumtzis, Coordinatore Regionale Umanitario per la Crisi Siriana, si dice preoccupato per la situazione corrente di Afrin: “Resto profondamente preoccupato per la sicurezza e la protezione di milioni di civili in Siria, una settimana dopo che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha votato in favore della Risoluzione 2401, chiedendo il cessare per un mese le ostilità nello stato distrutto dalla guerra. Continuiamo a ricevere notizie orribili da Afrin di civili morti e feriti, e di restrizioni dei movimenti civili come risultato delle continue operazioni militari turche. Coloro che provano a spostarsi continuano ad essere fermati dalle autorità locali di Afrin, impedendo loro di raggiungere aree più sicure. A oggi, circa 5’000 persone hanno raggiunto i villaggi vicini e la città di Aleppo, mentre decine di migliaia sono ritenuti sfollati a Afrin”.

Secondo il Centro di Studi Strategici del Rojava (NRLS), ufficiali del cantone di Afrin e della Mezzaluna Rossa Curda: “Dall’inizio degli attacchi su Afrin, le scuole della regione sono sotto attacco costante dell’esercito turco e delle sue milizie di bande islamiche. Secondo le stime, a circa 50’000 bambini è stato tolto il diritto all’educazione a causa degli attacchi su Afrin. Tra le scuole bombardate c’è una scuola del distretto di Rajo, creata con fondi dell’UNICEF”.

Se Afrin sarà invasa dall’esercito turco sostenuto dalle bande terroristiche islamiche, Erdogan insedierà i gruppi terroristici nella regione curda: questo è un tentativo di formare un altro ISIS. È un tentativo di far rivivere l’ISIS. Nonostante tutti gli accordi internazionali e le leggi, c’è uno stato di terrore qui. Hanno attaccato Afrin con aerei, carri armati, artiglieria e armi pesante insieme Al Nusra, Al Qaeda e le bande ISIS. Ciò che l’ISIS ha fatto a questo Paese, Erdogann lo sta facendo ad Afrin. È anche più pericoloso del terrorismo ISIS.

Aerei da guerra sono usati contro i civili 24 ore al giorno. Come possiamo chiamare questo se non terrorismo?

•Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di lottare con forza in difesa della Risoluzione 2401, per non lasciare che il regime turco evada la responsabilità per le sue azioni nella regione di Afrin, Siria

•Enfatizziamo il bisogno di una comunità internazionale per mettere in atto il cessare il fuoco e per garantire la consegna di aiuti umanitari e sanitari per coloro che ne hanno disperato bisogno, ad Afrin e Ghouta

•Sottolineiamo il bisogno dell’implementazione di una zona di non sorvolo sulla regione di Afrin per preservare vite e abitazioni civili, infrastrutture civili, monumenti significativi e siti di rilevanza culturale. Invitiamo la comunità internazionale a aiutare la messa in atto della no-fly zone con truppe di pace e delegazioni di osservatori

•Affermiamo il nostro impegno per sostenere i valori di libertà, democrazia, uguaglianza, e giustizia per tutti, oltre al nostro lavoro per lo sradicamento dell’estremismo insieme alla Coalizione Globale contro Daesh

 

Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia
Congresso Nazionale del Kurdistan

 


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