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Retekurdistan.it | 25 settembre 2017

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Speranza nel nuovo inizio

Speranza nel nuovo inizio

11 settembre 2017


Nel nord della Siria si terranno elezioni comunicai, un contratto sociale servirà alla pace-All’inizio erano scettici, »perché pensavano che i curdi avrebbero staccato una parte del nostro Paese e che volessero costituire un loro Stato«, ricorda Mansur Selum. »Ma non è andata così e oggi lavoriamo tutti alla costruzione dello stesso sistema sociale. Anche la popolazione araba si prepara intensamente alla votazione«, spiega.

Le elezioni del 22 settembre di cui parla il co-presidente dell’assemblea costituente della Federazione Siria del Nord, di originale araba, sono le prime di questo tipo da quando le Unità di Difesa del Popolo curde YPG e i loro alleati nel 2012 hanno conquistato il controllo su ampie parti del nord della Siria. »Ieri sono ritornato dalle regioni arabe, da Sirrin e Manbij, Tel Abjad e Serekanija, e possono dire: tutti pensano che ci sarà un’alta partecipazione alle elezioni e tutti sperano che verrà eletta una direzione che agisce al di là del razzismo e del tribalismo«, così Selum.

All’epoca ancora sotto assedio da parte di Al-Qaeda, diverse truppe dell’ »Esercito Siriano Libero« e dopo da »Stato Islamico« (IS), oggi in larghe parti del territorio la situazione della sicurezza è migliorata e la vita si è normalizzata. In particolare sono migliorati i rapporti tra i diversi gruppi di popolazione, arabi o assiri non temono più di essere dominati dai curdi. »Quando IS è entrato a Tel Abjad, nel mio luogo di origine, alcuni arabi si sono uniti ai terroristi. Hanno distrutto le case delle famiglie curde. Quando poi le YPG hanno liberato la città, abbiamo conosciuto la filosofia del movimento curdo. Abbiamo capito che siamo tutti fratelli e che possiamo vivere insieme. Ogni popolo ha i suoi diritti. Oggi costruiamo insieme una società nuova nella quale questi diritti vengono rispettati«, dice Selum.

L’uomo politico considera le elezioni comunali che si svolgeranno nei tre cantoni di Afrin, Kobani e Cizire un passo ulteriore verso il consolidamento del sistema. A novembre seguiranno elezioni dei consigli regionali, il prossimo anno in tutti e tre i cantoni si vuole poi eleggere il Congresso Democratico dei Popoli con funzioni di coordinamento. La base della votazione è costituita da una nuova versione approvata da poco del »Contratto Sociale del Federalismo Democratico della Siria del Nord«, una specie di costituzione regionale.

Il contratto sociale stabilisce anche una convivenza con pari diritti di tutti i gruppi etnici, politici e religiosi e delinea un sistema di democrazia dei consigli che ha la sua base nelle comuni, le unità più piccole della formazione democratica della volontà. Allo stesso tempo determina la costruzione di una »società ecologica – democratica« come obiettivo. Le risorse della Siria del Nord andranno amministrate in modo sociale. La Federazione si baserà sul principio che »terra, acqua e risorse sono proprietà pubblica. (…) Non permette alcuno sfruttamento, creazione di monopoli e proibisce di trattare le donne come oggetti«, si dice nel contratto. Ogni gruppo sociale dovrà trovare la sua rappresentanza in questa struttura: »Il diritto all’auto-organizzazione e la possibilità di esprimersi viene garantita a tutte le persone.«

Di conseguenza anche nelle elezioni si attribuisce grande importanza al fatto di mettere il maggior numero possibile di gruppi sociali nelle condizioni di inviare delegati nei consigli. Il 60 percento dei seggi vengono eletti in modo diretto, il 40 percento è riservato alle minoranze. Su questa quota si vota a parte. La metà dei seggi spetta a donne, anche gli incarichi di direzione vengono ricoperti in modo paritario.

Per Mansur Selum le elezioni nel nord delle Siria offrono una prospettiva all’intero Paese: »Qui abbiamo raggiunto qualcosa che in Siria fino ad ora non era riuscita. Ma speriamo che aiuti anche i nostri fratelli nel resto del Paese a costruire un sistema sociale che metta fine alla crisi. Vogliamo un sistema moderno democratico con pari diritti e pari doveri per tutti.«

 

di Deniz Berg, Derik

 

Junge Welt

 


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