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Retekurdistan.it | 16 ottobre 2019

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I difensori dei diritti umani in Turchia chiedono che gli autori del massacro di Roboski vengano portati davanti alla giustizia

I difensori dei diritti umani in Turchia chiedono che gli autori del massacro di Roboski vengano portati davanti alla giustizia

2 gennaio 2017


I membri della Commissione giustizia e verità della sezione di Istanbul dell’Associazione dei Diritti umani ( IHD) hanno tenuto nel 5° anniversario una cerimonia di commemorazione delle vittime del massacri di Roboski.Facendo volare palloncini neri volanti con i nomi delle 34 vittime del massacro di Roboski, i difensori e gli attivisti dei diritti umani hanno sottolineato che vogliono continuare a richiedere giustizia fino a quando i responsabili del massacro di Roboski non verranno portati davanti alla giustizia.

Reggendo le fotografie delle 34 persone che hanno perso la vita nel massacro, i manifestanti hanno anche tenuto 5 minuti di silenzio, riferendosi ad essa come “l’urlo del silenzio”. Il capo della Commissione Mine Nazari ha letto il comunicato stampa del gruppo. Nella dichiarazione, è stato ricordato che gli autori del massacro, dove 34 persone- in gran parte ragazzini, sono state massacrate il 28 dicembre 2011 a seguito del bombardamento degli aerei da guerra delle forze armate turche nella regione di Uludere.

Nazari ha affermato: “Tutti i funzionari e le istituzioni dello Stato della Repubblica di Turchia hanno assolto loro stessi da questo crimine….si sono tenuti lontano utilizzando i loro poteri politici , militari e burocratici. E continuano a scappare da esso.”

Ricordano, inoltre, che il presidente della Associazione Roboski Veli Encü e 5 persone membri delle famiglie delle vittime sono stati posti in custodia in una operazione in cui le loro case sono state perquisite nel bel mezzo della notte.

Sottolineando che la ” pace è l’unica via” per risolvere non solo il caso di Roboski, ma la questione curda in particolare, Nazari ha aggiunto: “Come difensori dei diritti umani non intendiamo fermarci nella ricerca della giustizia nemmeno per un minuto. Salutiamo la lotta della gente di Roboski con rispetto.”

Zeynep Kuray

Birgün

 


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