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Retekurdistan.it | 10 dicembre 2019

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Delegazione italiana a Van – 2

Delegazione italiana a Van – 2

20 marzo 2015


1) Oggi, alle 14,15, al Comune di Ercis, abbiamo incontrato la Sindaca, Diba Keskin, la Vicesindaca, Gülderen Vali, l’Assessora, Birgül Keser, una giovanissima urbanista, Gizen Gül; volendo scherzare: la Repubblica delle Amazzoni.

La Sindaca ha voluto iniziare compiendo un atto di giustizia, ricordando che la vicina Van era una città abitata in gran parte da Armeni, che, però, nel 1915, hanno subito il noto genocidio, di cui proprio quest’anno, il 24 Aprile, ricorre il centenario.

Gli Armeni erano molto avanzati nell’agricoltura ed erano specializzati nella coltivazione dei vigneti, cosicché ve ne erano moltissimi in tutto il territorio del Lago, sulle cui sponde sorge pure Ercis.
Dopo il genocidio, rimasero poche famiglie armene, che, peraltro, si convertirono all’Islam, nascondendo, così, la loro nazionalità.

L’Amministrazione Comunale ne ha individuate altre a Van ed a Diyarbakir e vuole invitarle per il 24 Aprile, sia perché vuole ripristinare, in una grande estensione, la coltivazione dei vigneti armeni, che verranno chiamati “Vigneti della fratellanza”, sia per dimostrare a tutto il Mondo che Armeni, Kurdi e Turchi possono vivere in armonia.

2) Il terremoto dell’Ottobre 2011 aveva distrutto in maniera notevole la città, che conta 180.000 abitanti, all’epoca amministrata dall’AKP, il Partito del Premier Erdogan.Quest’ultimo, venuto in visita, aveva dichiarato che il suo Governo non avrebbe dato denaro a Van, amministrata dal BDP, il Partito Kurdo, perché sarebbe finito nelle mani del PKK, ma avrebbe inviato molti soldi ad Ercis.
I

n realtà, l’AKP ha agevolato solo i costruttori turchi, facendo, per di più, giungere persino gli operai ed il materiale necessario dalla zona del Mar Nero, di cui è originario Erdogan; le nuove abitazione sono state assegnate quasi solo ai Turchi, mentre i Kurdi devono pagare affitti proibitivi.

Inoltre, l’allora Sindaco inviò una lettera al Ministero dell’Urbanistica e dell’Ambiente, dichiarando che gli affidava completamente la ricostruzione, cosicché l’attuale Amministrazione Comunale non ha voce alcuna in merito.Infine, l’AKP comprese che, agendo in questo modo, la maggior parte della popolazione avrebbe votato per il BDP ed ha lasciato moltissimi debiti; così, ora, il Governo trattiene,ogni anno, il 50% delle somme, che spettano al Comune di Ercis, costringendolo a pagare i debiti, contratti dalla precedente Amministrazione Comunale.

Alla domanda se le nuove costruzioni rispondano alle norme antisismiche, la Sindaca ha risposto:
“In Turchia, valgono solo le regole di Erdogan”.

3) Premesso che sia il turismo, sia le attività industriali sono inesistenti, la decisione del Governo di far giungere il materiale per la ricostruzione dal Mar Nero e da Istanbul ha danneggiato pesantemente pure il commercio.
Per quanto riguarda il settore primario, solo la pastorizia è fiorente, poiché l’agricoltura è
in crisi a causa della legge, che vieta ai contadini di usare le proprie sementi, imponendo loro di acquistare ogni anno quelle prodotte in Israele da una multinazionale statunitense, con cui ha stipulato un accordo cinquantennale.
Così, molte famiglie hanno abbandonato ed abbandonano le campagne, per emigrare nelle grandi città turche dell’Ovest, cercando lavoro nell’edilizia.
Quindi, Erdogan, che, all’estero si propone come il difensore dei Palestinesi, in realtà fa accordi commerciali su grande scala con Israele.
Infine, il Governo di Erdogan ha imposto delle quote per la barbabietola da zucchero, precedentemente molto coltivata nella zona.
Il risultato complessivo di queste misure è il seguente: la disoccupazione oscilla tra il 30 ed il 40%.

La delegazione di Van


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