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Retekurdistan.it | 15 ottobre 2019

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Il KNK condanna l’esecuzione dei prigionieri politici in Iran

Il KNK condanna l’esecuzione dei prigionieri politici in Iran

22 febbraio 2015


Il Congresso Nazionale del Kurdistan(KNK)ha diramato un comunicato condannando duramente l’esecuzione dei prigionieri politici in Iran.

Richiamando l’attenzione sulle esecuzioni nel Kurdistan orientale e sul terrore del regime iraniano contro la popolazione curda,il KNK ha sottolineato  che:”Il popolo curdo esisterà in tutto il mondo”.

“L’umanità intera deve sapere che lo stato iraniano ha il sangue dei ragazzi e delle ragazze curde sulle sue sporche mani in quanto le sue politiche reazionarie e colonialiste hanno portato ripetutamente all’esecuzione dei giovani curdi con rancore e ostilità”,ha affermato il KNK.

Precisando che l’arresto, il carcere,la tortura,l’uccisione e l’esecuzione sono un meccanismo di fatto utilizzato solo dai governi codardi,il KNK ha ricordato che i fratelli Hebibullah e  Eli Efsharî e Saman Naseem sono stati appena giustiziati,mentre il destino di altri attivisti politici,, Sîrwan Nijawî, Îbrahîm Şapûrî e Yunis Axayan,non è chiaramente conosciuto.

Il KNK ha affermato che il popolo curdo non ha paura delle esecuzioni e delle persecuzioni, sottolineando che queste pratiche disumane non potranno che rafforzare ulteriormente la loro lotta e la loro resistenza.

Il Congresso Nazionale del Kurdistan ha concluso il comunicato invitando l’opinione pubblica mondiale ad aumentare la pressione sul regime iraniano e di sospenderne la diplomazia con esso, edi  garantire il processo dei detenuti nelle carceri iraniane in conformità con le leggi internazionali.

Brussels – Anf


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