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Retekurdistan.it | 15 ottobre 2019

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Viyan Soran: figura leader del PKK e simbolo della lotta per l’emancipazione della donna

Viyan Soran: figura leader del PKK e simbolo della lotta per l’emancipazione della donna

2 febbraio 2015


Viyan Soran è nata a Silemanî, Kurdistan del sud, nel 1981. Dopo aver sperimentato il peso dell’oppressione sia come popolo curdo sia come donne curde, si è unita al Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) nel 1997.In un breve lasso di tempo ha dimostrato la sua dedizione e capacità di leadership nell’organizzazione ed è salita rapidamente di grado.

Stella nascente, è diventata una valida comandante e di livello elevato delle YJA STAR (Forze di difesa delle donne del Kurdistan), e una figura leader nel PKK.

Gli obiettivi del Pkk possono essere definiti in tre distinti, ma interconnessi obiettivi socio-economici, politici, e ambientali. In primo luogo, la lotta del PKK è sempre stata una lotta umana per la libertà dei curdi oppressi che sono stati forzatamente governati da quattro dei regimi più ostili e autoritari nel mondo: Turchia, Iran, Iraq e Siria.

In secondo luogo, la lotta del PKK si compone anche di una campagna globale, persistente e sociale cercando di emancipare tutte le donne, non solo le donne curde, dalle norme patriarcali che persistono in tutto il mondo. Nonostante l’esistenza di ondate di femminismo a livello globale, le donne (in particolare nel mondo in via di sviluppo) continuano ad affrontare notevole marginalizzazione e oppressione di genere.

In terzo luogo, il PKK è profondamente impegnato in una campagna ecologica per salvare l’ambiente dai progressi incontrollati dell’industrializzazione e del consumismo.

Come comandante del PKK, Viyan Soran era impegnata in queste linee di lotta e le ha incarnate nella sua vita personale e di lotta. Ha mostrato la sua persistente e forte avversione al rapimento illegale del leader nazionale curdo Abdullah Öcalan nel 1999.

Il 2 febbraio 2006 si è immolata come atto di estremo sacrificio in segno di protesta contro il rapimento di Öcalan, la sua incarcerazione e l’isolamento nel carcere di Imralı.Un altro obiettivo fondamentale del suo sacrificio era quello di porre all’attenzione e protestare contro l’allentamento dei principi del PKK [spronando i suoi compagni e compagne a fare di più].

Offrendo il suo stesso corpo nel supremo atto di sacrificio, Viyan Soran ha messo fine efficacemente a questa distanza dai principi della lotta del PKK.

La martire Viyan è una fra i più grandi simboli nazionali del popolo curdo e della loro lotta nazionale per la libertà e l’autodeterminazione.

 


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