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Retekurdistan.it | 15 ottobre 2019

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Il massacro di Roboski, tra verità e menzogne

Il massacro di Roboski, tra verità e menzogne

28 dicembre 2014


Data: 28 Dicembre 2011

Luogo: Şırnak-Uludere, a sud del villaggio di Roboski, proprio sul confine.Questo luogo e questa data sono scolpiti nella memoria dei popoli del Kurdistan, della Turchia e della regione come una delle prime stragi di curdi del 21° secolo. Il 28 dicembre 2011, un gruppo composto prevalentemente da bambini si era messo in viaggio dai villaggi di Roboski (Ortasu) e Bujeh (Gulyazi) e aveva varcato i confini artificiali disegnati dal Trattato di Losanna del 1923, che non solo aveva diviso il paese in quattro parti, ma anche smembrato città, villaggi e famiglie, per effettuare commercio transfrontaliero. Da entrambi i lati del confine si era condannati alla negazione e all’annientamento, alla fame, alla povertà e a una vita senza identità. Nonostante i divieti degli stati occupanti, i curdi, oltre a continuare la loro lotta contro questi confini, hanno mantenuto la loro coesione sociale. Questo gruppo che attraversava il confine il 28 dicembre 2011, aveva l’intenzione di incontrare i propri parenti dall’altra parte della frontiera, prendere beni come gasolio, zucchero, tè e sigarette, e poi ritornare. E’ quanto accade quotidianamente in tutte le zone di confine del Kurdistan, e dagli stati occupanti è considerato contrabbando.


Mentre la sera faceva ritorno dall’altra parte del confine con i loro beni, il gruppo è stato bombardato da aerei da guerra turchi. Come risultato di questo bombardamento, 34 persone, 17 delle quali bambini, sono rimaste uccise. Quattro i sopravvissuti, uno dei quali ferito. Anche 82 muli che trasportavano le merci sono stati fatti a pezzi. Nel terzo anniversario del massacro di Roboski, cercheremo di documentare le verità che Stato e governo hanno nascosto al popolo.


In memoria di coloro che hanno perso la vita…


Questo articolo, che stiamo firmando con il nome di Deniz Fırat, giornalista morta dopo che le bande di ISIS hanno attaccato Makhmour, è dedicato a tutti i giornalisti della stampa libera che sono morti durante il loro lavoro, prima di tutto al nostro compagno Kadri Bağdu assassinato dalle forze oscure, e a coloro che sono morti nel massacro di Roboski e alle loro famiglie.


Nei documenti si sostiene che uno dei comandanti delle HPG, il Dr. Bahoz Erdal, si trovava nella zona. Si afferma che un vasto gruppo di guerriglieri stava per attraversare il confine, per attaccare una base militare o trasportare attrezzature militari e munizioni. Tali affermazioni si basano sulla polizia turca e sull’intelligence militare, e per questo motivo i militari erano in allerta ed è stata impiegata l’artiglieria. Si desume altresì che era stata pianificata un’operazione denominata ‘Yıldız’, a causa delle affermazioni che un gruppo di guerriglieri stava per passare nel vicino Iraq.


Secondo i sopravvissuti ai bombardamenti e gli abitanti dei villaggi locali, il gruppo ha lasciato i villaggi di Roboski (Ortusu) e Bujeh (Gulyazi) tra le 3 e le 4 del pomeriggio, attraversando il confine secondo il solito percorso, andando verso la zona nei pressi del torrente Putalma nel quartiere Kuraniş, dove facevano sempre rifornimento di merci. Nessuna risposta è stata data dalle fonti militari alla domanda su come un tale gruppo potesse attraversare la frontiera quando c’era un tale stato di allerta, senza essere visto da soldati o droni. Ciononostante, i militari intervistati hanno dichiarato: “Non [li] abbiamo visti, non era possibile vedere. Non sapevamo che stavano facendo del contrabbando”; abitanti dei villaggi – i guardiani del villaggio – hanno detto che la zona in questione era aperta campagna, e che non era possibile per il gruppo attraversare la frontiera inosservato, e che, pertanto, i militari dovevano essere a conoscenza della presenza del gruppo.


Nel frattempo si è desunto da filmati ottenuti da droni che dalle 18.23, i gruppi hanno cominciato ad arrivare nella zona dove si trovavano per raccogliere le merci e che hanno caricato i materiali sui muli. I droni hanno registrato che alle 19.17 gli abitanti del villaggio hanno iniziato a dirigersi verso nord lungo il sentiero in tre gruppi, e hanno stabilito le coordinate del gruppo di testa composto da 16 muli e 9 persone. Alle 19.37 i gruppi hanno raggiunto il confine e hanno cominciato ad aspettare, a una certa distanza che li separava, fino a quando sono iniziati i bombardamenti. Dalle registrazioni è evidente che il drone ha fatto un ampio arco nell’aria durante il movimento del gruppo al confine, esplorando una gran parte della zona, senza incontrare nessuno a parte il gruppo. Anche un drone di fabbricazione turca era presente nella zona.


Dopo che il filmato veniva registrato a partire dalle 17.23, i movimenti del gruppo sono stati seguiti dal 23° Comando di Divisione della gendarmeria di confine, e quando il gruppo ha iniziato a dirigersi a nord, il generale maggiore İlhan Bölük ha dato l’ordine di aprire il fuoco dell’artiglieria. Nonostante fosse stato sottolineato da funzionari di alto livello del centro di monitoraggio che i gruppi erano composti da contrabbandieri, il generale maggiore Bölük ha ordinato di colpire il gruppo con il fuoco d’artiglieria dopo un colloquio telefonico con il luogotenente generale della gendarmeria di Van Yıldırım Güvenç. 12 bombe, 5 delle quali traccianti, sono state sparate contro i punti segnati sulla mappa dal generale maggiore Bölük. Nel frattempo, squadre di commando sono state schierate nella zona di Tarlabaşı-Pirababil e sulle pendici orientali dei pascoli alti del Şirit, nella zona di Çatalkaya. In questo modo le quattro squadre e due soldati e due guardiani di villaggio con il comandante del posto di gendarmeria di Gülyazı, hanno chiuso i tre percorsi che il gruppo avrebbe potuto utilizzare.


Sopravvissuti al massacro hanno detto in dichiarazioni che hanno rilasciato sia davanti al pubblico ministero sia davanti alle commissioni incaricate delle indagini nella zona, che sulla via del ritorno hanno sentito il suono dei droni e dell’artiglieria, anche se era molto lontano. Hanno detto che erano abituati al suono dei colpi di artiglieria in quanto ne sentivano tutti i giorni, ma non avrebbero pensato che i soldati li avrebbero bombardati, dal momento che i soldati sapevano, anche se solo indirettamente, che erano andati per fare contrabbando. Hanno detto che camminavano in aperta campagna usando torce, dicendo che era accaduto prima e che erano stati catturati dai militari. Quando avevano raggiunto il confine avevano chiamato le loro famiglie al villaggio e avevano appreso che l’esercito aveva chiuso tutte le strade. Vista la situazione avevano cominciato ad aspettare che i soldati si ritirassero dai sentieri.


Dopo una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale (MGK) il 28 dicembre 2011, il capo di Stato Maggiore, generale Necdet Özel, nella sua residenza, dà l’approvazione per una operazione aerea dopo aver esaminato i documenti e le valutazioni a lui fornite. Vengono fatti i preparativi e informata l’aviazione.


Due caccia F-16 decollano dal 2° comando dell’aviazione di Amed su ordine del generale di brigata Koray Uz alle 20.55. Mentre un aereo ha problemi di malfunzionamento, l’altro prosegue. Quando l’aereo è sopra al gruppo più vicino al confine, il generale maggiore Ateş Mehmet İrez chiama il presidente dell’ufficio del capo di stato maggiore, generale Satı Bahadır Köse, per chiedergli se debba essere aperto il fuoco. Köse chiede al capo dell’intelligence dello stato maggiore, generale Yaşar Güler, che approva. Il generale maggiore İrez viene informato e alle 21.32 dà l’ordine di sparare. Gli F-16 sganciano due bombe, codificati con la sigla GBU-10, sul gruppo indicato dal laser del drone, alle 21.40 e alle 21.44. Due F-16 del commando del 182° squadrone di Amed decollano alle 21.37 e arrivano in zona, bombardando gli altri gruppi alle 22.03 e alle 22.24 con bombe GBU-12 e GBU-10C.


Ciò che accade dopo il bombardamento appare nelle immagini dei filmati come segue:


23:02:30 – Una prima persona diretta verso nord raggiunge l’area in cui sono state lanciate le prime tre bombe. A partire da questo momento fino alla fine delle immagini filmate, si osservano molte persone provenienti da nord arrivare sulla scena del bombardamento, muoversi lì intorno, e alcune tornare indietro.


23:15:30 – Sulla scena del primo bombardamento, si possono vedere quattro persone caricare un ferito o un morto.


23:20:00 – Si osserva una persona passare rapidamente dal luogo del 1°, 2° e 3° bombardamento, e spostarsi verso il luogo del 4° bombardamento.


23:26:55 – Un drone ri-esamina la scena del primo bombardamento e osserva chi arriva nella zona.


23:28:27 – Cinque persone sono viste portare verso nord un probabile ferito o morto dal luogo del 1° bombardamento.


23:31:00 – Una persona è vista dirigersi da sola verso il luogo del 4° bombardamento.


23:37:00 – Un drone osserva la scena in cui sono state lanciate le prime tre bombe.


23:38:13- Una persona è vista aggirarsi sulla scena del 4° bombardamento, correndo verso nord e muovendosi tra gli alberi.


23:39:00 – Altre due persone sono viste dirigersi rapidamente sulla scena del 4° bombardamento.


23:41:30 – Un gruppo di tre persone è visto camminare intorno alla scena del 2° bombardamento.


23:42:00 – Vari gruppi vengono visti muoversi da nord a sud.


23:47:00- Circa undici persone sono viste dirigersi verso il luogo del 3° bombardamento.


23:49:40 – Un gruppo viene visto andare verso il luogo del 3° bombardamento.


23:51:00 – Un gruppo che si aggira sulla scena del terzo bombardamento, viene visto muoversi verso la scena del 4° bombardamento.


23:55:00 – Circa otto persone sono viste dirigersi verso la scena del 4° bombardamento. Tuttavia non la raggiungono e rimangono nella zona boschiva.


24:00:40 – Circa undici persone sono viste andare verso nord dal luogo del 4° bombardamento.


24:04:00 – Due persone sulla scena del 4° bombardamento sono viste lasciare la zona boschiva e muoversi verso nord.


24:05:40 – Circa sette persone sono viste aggirarsi sulla scena del 3° bombardamento.


24:09:10 – Due persone sono viste dirigersi verso la scena del 4° bombardamento.


24:10:00 – Un gruppo di circa venti persone viene visto avviarsi verso la scena del 4° bombardamento.


24:12:10 – Un altro gruppo di sei persone è visto andare nella stessa direzione.


24:21:00 – Un folto gruppo viene visto raccogliersi sulla scena del 4° bombardamento.


24:24:20 – Un gruppo dal luogo del 4° bombardamento si muove verso sud.


24:25:50 – Una persona trova una bestia da soma morta sul sentiero verso sud.


24:26:00 – Circa tre bestie da soma e due persone in groppa ad esse sono viste avvicinarsi al luogo del 4° bombardamento da sud.


24:27:00 – Una persona proveniente da nord è vista incontrare questo gruppo che comprende circa due persone e tre bestie da soma.


24:30:00 – Il gruppo che si muove verso sud è visto incontrare il gruppo che si muove verso nord.


24:31:00 – I due gruppi riuniti si dirigono verso la scena del 4° bombardamento.


24:39:00 – Un drone riesamina i luoghi del 1° e 2° bombardamento.


24:42:50 – Persone sono viste provenire da nord sul luogo del 1° bombardamento.


24:46:50 – Un drone esamina il luogo del primo bombardamento.


24:50:40- Circa tre bestie da soma e un gruppo di persone si vedono tra i luoghi del 2° e 3° bombardamento.


Le famiglie delle vittime dicono di aver chiamato gli ufficiali militari subito dopo l’inizio dei bombardamenti, e hanno affermato che i loro parenti avevano attraversato l’altro lato della frontiera. Ciononostante, il bombardamento continua però per 45 minuti. Le unità militari in campo fino a dopo il primo bombardamento, si ritirano dietro ordine del generale İlhan Bölük.


Dopo che Servet Encü, scampato al massacro, informa i suoi parenti della strage, gli abitanti del villaggio iniziano a correre verso il confine, come è possibile vedere anche dal filmato del drone. Gli abitanti del villaggio chiamano inoltre le autorità civili e militari, così come le istituzioni sanitarie, e chiedono aiuto urgente, dicendo che i loro parenti sono stati bombardati da aerei da guerra e che molti di loro sono stati uccisi e feriti. Mentre tutte le loro richieste di aiuto rimangono senza risposta, gli abitanti del villaggio si danno da fare per portare le loro vittime al villaggio di Roboski su trattori, muli e sulle loro schiene. I corrispondenti dell’agenzia Dicle (DİHA) che per primi si recano sul posto e danno al pubblico l’annuncio del disastro, fotografano i corpi delle vittime avvolte in coperte e stese fianco a fianco sul ciglio della strada, e più tardi trasportate sui muli e sulle schiene dei loro familiari. Queste fotografie consegnano il massacro di Roboski alla memoria dell’opinione pubblica nazionale e internazionale.

ANF/DENİZ FIRAT – Redazione 28.12.2014

 

 


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