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Retekurdistan.it | 16 ottobre 2019

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RSF sollecita indagini imparziali sull’uccisione di Kadri Bagdu

RSF sollecita indagini imparziali sull’uccisione di Kadri Bagdu

15 ottobre 2014


Reporter Senza Frontiere condanna fermamente l’assassinio dell’operatore dei media curdo, Kadri Bagdu, avvenuto martedì scorso mentre distribuiva i quotidiani curdi Azadiya Welat e Özgür Gundem a Seyhan, nella provincia sudorientale di Adana.

RSF ha affermato che l’uccisione mirata di Bağlu segue una settimana di scontri violenti scatenati dai combattimenti nella città curda di Kobanê e richiama le ore più buie della storia recente della Turchia.

Bagdu, 46 anni, stava distribuendo i giornali gratuitamente per strada, nel quartiere di Sakir Pasa a Seyhan quando due persone gli hanno sparato cinque volte da una moto che si è poi allontanata a forte velocità. Uno dei colpi lo ha colpito alla testa. È deceduto diverse ore dopo per le ferite riportate. Impiegato dell’agenzia di stampa Firat, Bagdu faceva quel lavoro da 17 anni.

“Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi di Kadri Bagdu”, ha dichiarato Johann Bihr, a capo della sezione Europa orientale e Asia centrale di RSF.

“Un’indagine completa e imparziale deve essere condotta, al fine di identificare rapidamente chi ha sparato e chi ha dato l’ordine. Esortiamo le autorità e tutte le altre parti interessate a frenare la tensione crescente ed evitare che questi omicidi mirati conducano a una nuova spirale di violenza”.

RSF ha ricordato che la caduta, forse imminente, di Kobane, terza città curda della Siria, ha elettrizzato la Turchia e sta compromettendo il processo di pace tra il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan e i ribelli del PKK. Manifestazioni di curdi, islamisti e nazionalisti in Turchia hanno portato a scontri in cui 35 persone hanno perso la vita dal 7 ottobre.

RSF ha anche ricordato che circa 20 giornalisti curdi sono stati uccisi durante gli anni Novanta, al culmine degli scontri tra il PKK e l’esercito turco. Quasi tutti questi omicidi sono ancora impuniti.

L’inizio dei colloqui di pace tra il governo e il PKK a marzo 2013 ha sollevato le speranze per la fine di un conflitto che ha ucciso più di 40.000 persone a partire dal 1984.I rappresentanti turchi di RSF prenderanno parte a una conferenza stampa organizzata dai media curdi oggi a mezzogiorno, fuori dall’ufficio di Özgür Gündem a Istanbul per protestare contro l’omicidio di Bagdu.

ANF

Source: Firat News Agency


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