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Retekurdistan.it | 20 ottobre 2019

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KCK: La condizione di non-conflitto non esiste più

KCK: La condizione di non-conflitto non esiste più

26 settembre 2014


Il Consiglio Esecutivo della KCK Executive ha rilasciato un’importante dichiarazione rispetto al sostegno dato dallo stato turco alle bande di ISIS, il ‘processo di risoluzione democratica’ lanciato dal leader del popolo curdo Abdullah Öcalan e l’imposizione dello stato turco.

La KCK ha sottolineato che Öcalan e il Movimento di Liberazione Curdo hanno fatto tutti i passaggi possibili per una soluzione politica democratica e che hanno mantenuto la necessaria sensibilità perché questi passaggi portino a un risultato, mentre il governo dell’AKP sin dall’inizio non si è impegnato nel processo di risoluzione. La dichiarazione della KCK prosegue:

“Il governo dell’AKP nel mancare a rispondere ai passaggi fatti dal nostro movimento ha portato il processo a un punto di non ritorno. Tutti i nostri sforzi non sono bastati a portare il governo dell’AKP nel processo. Negli ultimi due anni l’AKP ha solo citato il processo per ottenere sostegno dall’opinione pubblica. In pratica ha fatto tutto quello che poteva per rendere infruttuoso il processo avviato dal leader Apo.”

La KCK ha anche fatto notare il sostegno dato alle bande di ISIS da parte dello stato turco, dicendo: “con il violento attacco di ISIS a Kobanê non esiste più una condizione di non-conflitto. Lo stato turco e il governo dell’AKP vi hanno messo fine nel trasformare la loro guerra psicologica contro il Movimento di Liberazione in un attacco militare. L’attacco a Kobanê non è solo un assalto alla rivoluzione del Rojava, ma anche un attacco all’intero popolo curdo.”

La KCK ha reagito con forza all’insistenza del governo sul ritiro delle forze di guerriglia dal Kurdistan settentrionale, invece di un impegno nel processo iniziato da Abdullah Öcalan. “Fino a quando inizierà un negoziato e verranno prese misure serie verso una soluzione politica della questione curda il ritiro dei guerriglieri è fuori questione. Nessuna imposizione lo potrà ottenere.”

La dichiarazione della KCK prosegue: “Insistere sul ritiro dei guerriglieri in un momento in la discussione del nostro movimento su come mantenere una condizione di non-conflitto è stata privata di significato, è un’operazione psicologica. Il governo dell’AKP sta cercando di garantire il proseguire di un clima di non-conflitto senza prendere alcuna misura verso una soluzione in modo che possa vincere le elezioni del 2015 e consolidare il proprio potere.”

Sottolineando che per il movimento curdo non è possibile restare passive in un tale clima di guerra psicologica, la KCK ha detto che verrà data una risposta adeguata alle politiche del governo dell’AKP che hanno svuotato di significato la situazione di non-conflitto e ha messo fine a questa situazione con gli attacchi a Kobanê. “L’incoraggiamento degli attacchi di ISIS da parte della Turchia contro una piccola zona autonoma come Kobanê che ha solo un confine con la Turchia è l’ultima goccia”, ha sottolineato.

La dichiarazione della KCK reagisce anche allo stato di terrore a Suruç, dicendo: “Il trattamento brutale riservato ai nostri manifestanti è inaccettabile. Ora c’è molta rabbia in tutte le zone del Kurdistan nei confronti della Turchia. Perché il fatto che la Turchia attacchi curdi che corrono in soccorso di altri curdi minacciati da un massacro in una città curda assediata è una dichiarazione di guerra contro l’intero popolo curdo. È così che la partecipazione della Turchia negli attacchi di ISIS va interpretata in tutto il mondo.”

La KCK ha fatto notare l’intenzione della Turchia di spopolare il Kurdistan attraverso questi attacchi e di creare una zona cuscinetto, aggiungendo: “Stanno continuando la loro ostilità nei confronti della rivoluzione del Rojava che dura da tre anni cercando di creare una zona cuscinetto. Il governo dell’AKP ha sostenuto gruppi come Al Nusra e ISIS e incoraggiato gli arabi siriani ad andare in Turchia per intensificare la guerra civile in Siria e ora vuole creare una zona cuscinetto strangolando la rivoluzione del Rojava con le bade fasciste di ISIS e svuotando la regione, potenziando così la propria posizione in Siria. Con una zona cuscinetto mira a incrementare la sua guerra contro il popolo curdo e il rappresentante della sua volontà, il Movimento di Liberazione Curdo.”

La KCK ha concluso la dichiarazione facendo appello al popolo curdo, ai popoli della Turchia, alle forze democratiche e all’opinione pubblica democratica a livello globale perché prendano posizione contro le politiche dell’AKP e sostengano la lotta del Movimento di Liberazione Curdo per la democratizzazione della Turchia e la liberazione del popolo curdo.

ANF 26 Settembre 2013


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