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Retekurdistan.it | 20 settembre 2019

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Donna curda incarcerata rischia la cecita’

Donna curda incarcerata rischia la cecita’

7 ottobre 2013


Secondo l’ agenzia di stampa Hrana,la donna curda attivista Zeynep Jalaliyan che è detenuta in una prigione iraniana dal 2008, sta affrontando il rischio di cecità

a causa delle dure condizioni di carcere alla quale e’ sottoposta.

A Zeynep Jalaliyan, detenuta nel carcere di Dizil Abadi nella citta’ del Kurdistan orientale di Kermanshah , viene negata la cura sia dentro che fuori dal carcere, nonostante l’avanzamento della sua malattia.

È stato riferito che la donna attivista soffre di deterioramento della vista a causa delle torture e delle aggressioni alla quale e’ sottoposta durante la detenzione.Mercoledì scorso, gli è stata negata la visita dalla sua famiglia.

Jalaliyan e’ stata arrestata a Kermanshah per presunti legami con il Partito della vita libera del Kurdistan(PJAK)e condannata a morte il 14 Gennaio 2009 dal Tribunale rivoluzionario a seguito di un processo durato sette minuti ,senza la presenza del suo avvocato.La corte ha ritrattato la condanna a morte nel dicembre del 2011.

Le organizzazioni curde delle donne e molte organizzazioni internazionali per i diritti umani,incluso Amnesty International,hanno lanciato una campagna finora per il ritiro della pena di morte per il suo rilascio nel minor tempo possibile.

Hasan Hikmet Demir e’ stato il primo esponente del Pjak impiccato in Iran nel 2009.A questa esecuzione sono sugute le esecuzioni di İhsan Fetahiyan l’11 novembre 2009, di Fesih Yasemini il 6 gennaio 2010 e degli insegnanti Farzad Kemanger, Ferhad Wekili, Eli Heydariyan e Sirin Elem Hulu, il 9 maggio 2010.

Firat News

Traduzione a cura della redazione di Retekurdistan


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