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Retekurdistan.it | 17 luglio 2019

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II. Rapporto della delegazione in Kurdistan (Iraq)

II. Rapporto della delegazione in Kurdistan (Iraq)

1 ottobre 2013


Incontro con il rappresentante del KNK (Congresso Nazionale del Kurdistan), Xebat Muhammed;

Ci dice che la sede del Congresso Nazionale del Kurdistan a Hewler è stato aperto nel 1999.

Gli obiettivi del KNK:
1)Aprire un dialogo tra tutti i partiti delle varie parti in cui è diviso il Kurdistan;
2)Raccogliere e diffondere documentazione sull’attività;
3)Preparare il Congresso di tutti i partiti kurdi.

Il KNK ha contatti con tutti i partiti e i movimenti kurdi.  Fanno parte del KNK (in Kurdistan Federale) 29 persone, ma gli attivisti sono circa 300.

Ogni anno, a Bruxelles, si tiene un congresso ma il 25-27 ottobre si terrà a Hewler (Erbil), un Congresso dove partecipino tutti partiti curdi che vengono da 4 parte del Kurdistan.

Sarà il primo Congresso che si terrà in una parte liberata del Kurdistan.

‘Il nostro sogno’ conclude Muhammed ‘è quello di creare un grande Kurdistan federale e in pace’.

Incontro con il responsabile del BDP di Hewler, Mehmet Alì Aydin

Il BDP è presente nella città di Hewler, con un proprio ufficio, da due anni.

Aydin parte facendoci una lunga descrizione delle persecuzioni che i militanti kurdi subiscono in Turchia: distruzione della lingua, della cultura, sfruttamento delle risorse, distruzione di oltre 4 mila villaggi, incarceramenti, torture, espropri di terre ed obbligo a migrare.

Loro sono presenti ad Hewler con una rappresentanza, come un consolato.

Il loro obiettivo non è quello di fare politica (in Kurdistan Federale). Nel Kurdistan iracheno c’è una democrazia,  ci dice, anche se non ancora come la vogliamo noi.

Incontro con una rappresentanza del PCDK (Partito della Soluzione Democratica del Kurdistan in Iraq)

Questo partito nato nel 2002 in Sud Kurdistan, è diretto in modo paritario da due dirigenti.

Il loro riferimento è il pensiero e la proposta politica di Abdullah Ocalan.

C’è un ostracismo dei partiti di governo nei loro confronti: non sono a tutt’oggi riconosciuti.

Negli undici anni trascorsi dalla fondazione, ci sono stati parecchi problemi: alcuni di loro sono stati incarcerati perché accusati di essere vicini al PKK.

Nel 2009, il PCDK avrebbe voluto presentarsi alle elezioni, senza pero’ riuscirci.  Invece, in questa tornata elettorale sono riusciti a partecipare con una lista di 38 candidati (una capolista donna e ben 14 donne su 38 candidati); purtroppo, per alcuni motivi politici, i loro voti sono stati annullati.

Calcolano di aver raccolto 50 mila voti, anche se poi lo spoglio ha dato come risultato 13 mila voti, risultato contro il quale hanno già annunciato un ricorso presso la Commissione Parlamentare. Per loro questo non costituisce un problema, continueranno la loro battaglia, come hanno sempre fatto, in mezzo al popolo, tra la gente. Parliamo dell’attentato odierno avvenuto in Hewler, il primo dopo molti anni.

Nel riconoscere la gravità dell’attentato, lo considerano come un attacco alla democrazia che si è affermata nella regione autonoma del KURDISTAN. Seppur imperfetta, è una democrazia che dà molto fastidio, rappresenta un faro per la democrazia per tutti i regimi del Medio Oriente.

Oggi nel Kurdistan iracheno c’è molta disparità e corruzione.

Il PCDK si batte contro i privilegi dei partiti, contro discriminazioni e diseguaglianze, per l’universalità.

“Si costruiscono alti palazzi – ci dicono – ma la mentalità kurda è il passato”.

Delegazione Italiana in Kurdistan (Iraq)


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