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Retekurdistan.it | 19 novembre 2019

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I crimini di guerra contro i curdi in Turchia rimangono ancora impuniti

I crimini di guerra contro i curdi in Turchia rimangono ancora impuniti

9 settembre 2013


Il 3 Ottobre 1993,i militari turchi diedero fuoco alla casa e alla famiglia di Nasır Öğüt nella citta’ curda di Vartinis a Mus,bruciando a morte lui,sua moglie e sette bambini.

Aysel Öğüt,l’unico membro della famiglia sopravvissuto,aveva tentato un contensioso affermando che tutti i membri della sua famiglia erano stati bruciati vivi dai soldati.

L’ufficio del capo del Procura della Repubblica di Mus,aveva emanato la decisione di non competenza giurisdizionale sul caso attraverso un atto d’accusa, nel 1993,asserendo che l’incidente era stato commesso dal PKK. Il Tribunale di sicurezza dello Stato di Diyarbakir aveva archiviato il caso sulla base di questa sentenza.

Ma Aysel Öğüt si era rivolto all’ufficio del capo della Procura di Mus, nel 2003,chiedendo che il caso venisse ancora aperto.La richiesta di indagine inoltrata dal capo della Procura all’ufficio del governatore venne accettata il 22 Maggio 2006,”Dato che l’inchiesta gioverebbe bene pubblico.”

Ma l’ufficio del capo della Procura della provincia di Mus aveva chiesto alla procura militare di Elazig di avviare un’indagine nei confronti delle persone coinvolte nel massacro sulla base del fatto che stavano prestando servizio militare in quel momento.

In quanto i procuratori militari non avevano terminato le indagini dopo sette anni da quando la domanda era stata depositata, Aysel Öğüt non è stato in grado di aprire una causa contro i funzionari statali responsabili per la morte di membri della sua famiglia.

9 persone della sua famiglia sono stati bruciati a morte davanti ai suoi occhi, ma il caso è ancora nella fase di investigazione dopo 17 anni,ha dichiarato Aysel Öğüt d. Lei andrà dopo i responsabili della strage a portare il caso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, ha aggiunto.

Nel 1993, qui avvenne uno scontro. Un soldato e un guerrigliero avevano perso la vita. Il capitano Bülent Karaoglan disse: ‘Io bruciero’ e distruggero’ tutte quelle case.
I soldati vennero durante la notte e assediarono la città. C’erano migliaia di loro. Hanno circondato tutte le case con i veicoli armati. Ero a casa del mio vicino di casa, quella notte. Non abbiamo avuto il coraggio di andare al di fuori.Un carro armato ha aperto il fuoco contro la casa di mio padre, e l’ha trasformato in una palla di fuoco. Le voci dei miei piccoli fratelli e sorelle si sentivano. Essi urlavano.Mio fratello di due anni aveva cercato di saltare fuori dalla finestra, ma i soldati lo hanno colpito con i loro fucili e lo fermato.. Ho perso tutta la mia famiglia. Essi sono stati brutalmente massacrati davanti ai miei occhi.

Anche i residenti della citta’ ed i testimoni oculari avevano dichiarato che il massacroera stato commesso dall’esercito turco.Uno dei testimoni e’ Remzi Öğüt, che vive nello stesso quartiere.Lui usci all’aperto mentre la casa di Nasır Öğüt veniva bruciata e venne picchiato dai soldati,dice Remzi Öğüt.

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I soldati hanno preso d’assalto la città di notte, dando fuoco in maniera casuale a tutti gli angoli . Nessuno poteva fare un passo fuori dalle loro case per la paura. C’erano anche due bambini in casa dove nove persone sono state bruciate a morte. I bambini cercarono di saltare fuori dalle finestre, ma gli venne impedito.

Un sito Web e’ stato creato per memoria della famiglia di Nasir Öğüt dove si possono vedere le fotografie dei membri della famiglia.

Familiari delle vittime cercano giustizia per migliaia di omicidi di stato e sparizioni negli anni 90′.La responsabilità delle forze dello stato turco dei funzionari nell’evacuazione dei villaggi e le uccisioni di civili curdi è stato confermato da organizzazioni nazionali e internazionali.

Secondo l’Associazione dei migranti per la cooperazione sociale e la cultura in Turchia.Circa 4-4.500.000 curdi sono stati sfollati e rimasti senza casa nel 1990, e 3.438 villaggi curdi evacuati dai soldati turchi.

Evacuazioni sono state effettuate con estrema brutalità, con segnalazioni di gravi violazioni dei diritti umani, come lo stupro, distruzione di proprietà, pestaggi ed esecuzioni extragiudiziali,come ha riferito l’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC).

di Uzay Bulut

Kurdish Alliance for Kurdish right

Traduzione a cura della Redazione di ReteKurdistan Italia

 

 


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