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Retekurdistan.it | 12 dicembre 2019

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Bayık: necessaria una garanzia legale per il ritiro

Bayık: necessaria una garanzia legale per il ritiro

2 aprile 2013


2 aprile 2013
Intervevendo ieri su Nuçe Tv, il membro del Consiglio Esecutivo dell’Unione delle Comunità Kurde (KCK) Cemil Bayık ha detto che il cessate il fuoco ed il ritiro delle forze di guerriglia fanno parte della soluzione politico-democratica della questione kurda.

Bayık ha detto che il messaggio dato dal leader kurdo Abdullah Öcalan in occasione del Newroz il 21 Marzo deve essere compreso e valutato correttamente, ed ha notato che esso è stato una sorta di referendum, approvato dal popolo kurdo. Bayık ha sottolineato che nel suo messaggio Öcalan ha chiesto al mondo intero se la sua intenzione è quella di volere una soluzione politico-democratica della questione kurda e della questione che riguarda la libertà e la democrazia in Kurdistan, Turchia e Medio Oriente.

Bayık ha criticato i dibattiti e le dichiarazioni che indicano il ritiro delle forze del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) come la soluzione della questione. “Il cessate il fuoco ed il ritiro delle nostre forze avranno senso solo se serviranno allo sviluppo della democratizzazione in Turchia ed in Medio Oriente”.

Ricordando il precedente ritiro dei guerriglieri nel 1999, in cui essi sono stati vittime di attacchi, morti ed arresti, Bayık ha osservato che il ritiro non avverrà finchè lo Stato non assicurerà una base legale in merito; ha avvertito di ritenere sbagliato e pericoloso affermare che il ritiro possa essere permesso tramite misure amministrative. Sottolineando che il Parlamento turco dovrebbe a sua volta decidere sul ritiro ed effettuare un appello in merito, Bayık ha affermato che le leggi attuali che autorizzano l’esercito turco ad effettuare operazioni contro le forze di guerriglia necessitano di essere modificate per garantire il ritiro. Bayık ha valutato le dichiarazioni del Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan e di altri funzionari dell’AKP come un’indicazione della loro ostinazione a non voler raggiungere una soluzione della questione kurda; il Governo dovrebbe sia assumere misure legali sia istituire una commissione di esperti per provare la sua sincerità verso una soluzione. Questo comitato dovrebbe essere indipendente da tutti i partiti e formazioni e dovrebbe servire a mediare tra le forze dello stato e quelle della guerriglia; esso dovrebbe essere formato da persone che rappresentanto tutte le formazioni ed i gruppi sociali. Le donne dovrebbero costituire la maggior parte di esso per assicurare un avanzamento del processo, con la loro prospettiva schierata in favore della giustizia e della pace, contro la guerra e la crudeltà.

Bayık ha detto inoltre che i dibattiti che pongono l’accento sulla sensibilità di parte turca in questo processo sono una conseguenza della mentalità dominante che ha rifiutato di considerare i Kurdi come un popolo e di prendere in considerazione la loro sensibilità. Questo approccio si basa sulla mentalità di sfruttamento e sull’atteggiamento verso gli oppressi delle nazioni dominanti; la soluzione della questione si deve basare sul riconoscimento della volontà del popolo kurdo.

“I Kurdi sono pronti a dimostrare solidarietà, ad ascoltare tutte le formazioni ed a scambiare opinioni ma rifiutano di acconsentire alla soluzione che il Governo AKP impone a loro e alla loro organizzazione, il PKK. Non si puó raggiungere una soluzione tramite minacce, come abbiamo sperimentato negli ultimi trent’anni. Essa richiede dialogo, negoziati e accordo reciproco”, ha aggiunto.

Bayık ha osservato che al leader kurdo Öcalan devono essere concesse opportunità uguali a quelle dello Stato, in modo che i negoziati possano avvenire in termini uguali tra le due parti. Il processo in corso, in cui Öcalan ha dovuto agire da solo e in condizioni sfavorevoli, non puó portare con sè una soluzione democratica. Bayık ha sottolineato: “Per prendere una decisione e scambiare opinioni sul processo, Öcalan ha bisogno di tenere colloqui con il BDP (Partito della Pace e della Democrazia), il PKK, le formazioni democratiche e socialiste, gli Aleviti, gli Armeni, gli oppressi e le donne, che affrontano tutti quanti problemi di democrazia e libertà ed ostacoli ad esprimere loro stessi”.

Bayık ha osservato che Öcalan ha l’obiettivo di ottenere una soluzione alla questione kurda in tutte le zone del Kurdistan senza influenzare i confini. “Il nostro precedente paradigma aveva l’intenzione di eliminare questi confini in base alla creazione di uno  stato, esercitando il diritto all’auto-determinazione nazionale. Ad ogni modo, il nostro nuovo paradigma, che è il confederalismo democratico, si basa sulla democratizzazione di tutte le popolazioni in Turchia ed in Medio Oriente e sul raggiungimento di una soluzione in merito ai loro problemi di libertà, uguaglianza e giustizia”.

Bayık ha avvertito che, se il processo in corso dovesse fallire, ció potrebbe condurre ad un momento pericoloso non solo per il PKK ed il Kurdistan Settentrionale ma anche per tutti i Kurdi e le popolazioni della regione. “Ecco perchè è necessario condurre la fase di liberazione democratica e la costruzione di una nuova esistenza per avere successo”, ha aggiunto.

ANF Behdinan


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