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Retekurdistan.it | 20 settembre 2019

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Due fratelli kurdi saranno giustiziati dal Governo iraniano

Due fratelli kurdi saranno giustiziati dal Governo iraniano

8 gennaio 2013


8 gennaio 2013
Secondo informazioni che il servizio kurdo di ANF ha ottenuto da fonti locali nella città del Kurdistan Orientale Sine, due rappresentanti politici kurdi, i fratelli Lokman e Zanyar Muradi, saranno giustiziati dal regime iraniano nei prossimi giorni. I fratelli Muradi sono attualmente detenuti nel carcere di Gewher Detş nella città di Kerece e sono stati sottoposti a tortura prima di essere condannati a morte con l´accusa di “aver combattuto una guerra contro Dio” nel 2010. La pena di morte per i due fratelli è stata approvata dall´Alta Corte Iraniana lo scorso mese.

La famiglia Muradi, informata anch´essa della sentenza il mese scorso, ha invitato l´opinione pubbbblica internazionale ad agire per fermare l´esecuzione dei suoi due figli.

In seguito all´approvazione della sentenza, i fratelli Muradi hanno scritto una lettera in cui affermano: “L´amministrazione carceraria ci ha informati che saremo impiccati di fronte alla popolazione. Siamo stati sottoposti a tortura e siamo stati costretti a firmare alcuni documenti in cui ammettiamo di essere colpevoli per reati che non abbiamo mai commesso. Chiediamo ai Kurdi e all´opinione pubblica mondiale di agire per fermare la nostra esecuzione”.

Tra i prigionieri kurdi recentemente giustiziati in Iran ci sono Eziz Xakzad, impiccato in segreto all´interno del carcere centrale di Kerman il 4 Ottobre 2011, il membro del Partito Democratico del Kurdistan iraniano (IKDP) Ferhad Tarim, impiccato all´interno del carcere di Urmiye il 27 Gennaio 2011, e Hüseyin Xizri, la cui esecuzione segreta, all´interno dello stesso carcere ed avvenuta il 5 Gennaio, è stata rivelata solamente dieci giorni dopo.

Tra gli altri prigionieri politici impiccati figurano il militante del PJAK Hasan Himet Demir, giustiziato nel 2007, İhsan Fetahiyan l´11 Novembre 2009, Fesih Yasemini il 6 Gennaio 2010 e gli insegnanti kurdi Ferzad Kemanger, Ferhad Wekili, Eli Heyderiyan e Şirin Elem Hulu, uccisi il 9 Maggio 2010.

Insieme alla Cina, all´Arabia Saudita ed agli Stati Uniti, l´Iran è uno dei pochi paesi con la più alta percentuale di condanne a morte. La legge iraniana basata sulla sharia ordina l´esecuzione per i reati di omicidio, stupro, rapina a mano armata, adulterio e traffico di droga; quest´ultimo noto per essere il reato più comune commesso nel paese.

Secondo un rapporto di un esperto delle Nazioni Unite, il regime iraniano ha condannato alla pena di morte 300 persone nei primi otto mesi del 2012 e 670 persone nel 2011.

Si pensa tuttavia che il numero reale delle condanne a morte sia più elevato, poichè Human Rights Watch (HRW) ed Harm Reduction International (HRI) hanno dichiarato che il regime iraniano abbia condannato in tal modo oltre 1000 persone nel 2010 e nel 2011 per il reato di traffico di droga. Secondo quanto riportato, questo numero sarebbe triplicato rispetto agli anni precedenti.

ANF / SINE
ANF NEWS AGENCY